Ostetricia e oncologia, il Gom attiva il percorso per la conservazione della fertilità e il parto in acqua
Presentati il nuovo percorso chirurgico per la preservazione della fertilità nelle donne con diagnosi oncologica – seconda realtà in Italia ad attivarlo – e il P.D.T.A. per l’assistenza al travaglio e parto in acqua.
All’ospedale Riuniti di Reggio Calabria la parola chiave è stata una sola: possibilità. La possibilità di diventare madre anche dopo una diagnosi oncologica. La possibilità di vivere il parto nel modo più naturale possibile, in sicurezza.
Nell’aula “Spinelli” sono stati presentati due nuovi percorsi che rafforzano l’area materno-infantile del Gom: il programma di chirurgia conservativa per la fertilità nelle pazienti oncologiche – seconda realtà in Italia ad attivarlo – e il P.D.T.A. per l’assistenza al travaglio e parto in acqua.
Ad aprire gli interventi è stato il professor Stefano Palomba, direttore dell’Uoc di Ostetricia e Ginecologia, che ha riportato il discorso al centro della questione: l’ascolto. «L’ascolto rientra nel percorso multidisciplinare oncologico. Oggi non è pensabile parlare di trattamento senza affrontare il tema della preservazione della fertilità. Anche solo il parlarne migliora la cura. Il counselling riproduttivo fa parte della terapia e deve essere garantito».
Un passaggio che non è solo clinico, ma culturale. Il Gom garantirà un counselling riproduttivo entro 72 ore dalla diagnosi oncologica, con una reperibilità dedicata e un percorso strutturato all’interno dei P.D.T.A. L’obiettivo è chiaro: non lasciare sole le donne nel momento più delicato.
«Dobbiamo recuperare il rapporto con il territorio – ha aggiunto Palomba – e ridurre la mobilità fuori regione. Offrire qui percorsi sicuri significa dare fiducia alle pazienti e alle loro famiglie».
Accanto al percorso oncologico, l’altro tassello riguarda la nascita. Il nuovo P.D.T.A. per il parto in acqua si inserisce nel potenziamento delle sale ostetriche e chirurgiche inaugurate nei mesi scorsi, collocate sullo stesso piano per garantire intervento immediato in caso di emergenza.
Il commissario straordinario del Gom, Tiziana Frittelli, ha sottolineato il significato strategico delle novità introdotte. «Stiamo avviando percorsi degni di un Dea di secondo livello. Nonostante la denatalità, accogliamo circa 2.000 parti l’anno, con una presa in carico completa che comprende anche la neonatologia di terzo livello».
Ma è sulla tutela della fertilità che la visione diventa più ampia. «Un tumore può colpire anche in età fertile e privare una donna della possibilità di diventare madre. È un diritto non dover rinunciare al proprio ruolo di donna e di mamma anche di fronte a una situazione difficile. Il mio sogno è creare qui un centro per la fertilità, soprattutto oncologica. Intanto partiamo con un percorso chirurgico avanzato, che rappresenta la seconda esperienza in Italia». Due percorsi diversi, ma un filo comune: riportare al centro la persona, non solo la patologia.