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25/06/2026 ore 19.46
Sanità

Pronto soccorso del GOM di Reggio Calabria, i sindacati denunciano una situazione ormai insostenibile

Nursind e Cisl Fp chiedono un confronto urgente con i vertici aziendali e commissariali, segnalando problemi organizzativi, tutela della privacy, sicurezza degli operatori e relazioni sindacali

di Redazione

«Le scriventi Organizzazioni Sindacali, Nursind e Cisl Fp, intendono porre pubblica attenzione sulla situazione di estrema sofferenza organizzativa e strutturale in cui versa il Pronto Soccorso del Grande Ospedale Metropolitano (GOM) di Reggio Calabria. Quello che dovrebbe rappresentare il pilastro fondamentale della rete di emergenza-urgenza territoriale appare oggi un presidio in costante affanno, dove la carenza strutturale di organico penalizza quotidianamente la qualità dell'assistenza e aggrava intollerabilmente i carichi di lavoro del personale in servizio.

L'assenza di un piano straordinario di potenziamento e stabilizzazione del personale medico e del comparto sanità (Infermieri e OSS) sta determinando una pressione insostenibile sugli operatori attualmente in servizio. Tale contingenza, più volte segnalata, rischia di compromettere la tempestività delle valutazioni cliniche e delle prestazioni erogate, non per responsabilità dei lavoratori, che operano in regime di perenne abnegazione, ma a causa di un modello gestionale che non riesce a compensare il deficit di risorse umane.

Si rilevano profonde lacune sotto il profilo logistico e della tutela della privacy degli utenti nella zona di prima accoglienza e Triage. L'attuale configurazione strutturale delle postazioni non garantisce un adeguato isolamento acustico, costringendo l'utenza e gli operatori a comunicazioni verbali ad alto volume che ledono il diritto fondamentale alla riservatezza dei dati sensibili sanitari.

Si rende necessario regolamentare in modo stringente i flussi di accesso (compresi i flussi degli operatori di autoambulanza, che necessiterebbero di percorsi dedicati) e introdurre sistemi tecnici idonei quali barriere acustiche o interfoni, oltre a modalità di chiamata digitalizzate o numeriche, al fine di garantire l'ordine, la dignità e il rispetto delle normative vigenti in materia di protezione dei dati personali.

La carenza di presidi di base e di mobilizzazione (quali barelle e carrozzine) rappresenta un ulteriore elemento di criticità che incide negativamente sui tempi d'attesa e sul comfort dei pazienti.

A fronte di annunciati investimenti in alta tecnologia, queste Organizzazioni Sindacali rilevano come manchino spesso i presupposti assistenziali minimi e come i progetti di decongestionamento della rete, quale la piena attivazione del Pronto Soccorso presso il presidio «Morelli», appaiano ancora distanti da una concreta realizzazione a beneficio della comunità.

Le disfunzioni organizzative generano un clima di esasperazione sociale che si ripercuote sul personale sanitario, esposto a crescenti rischi di aggressioni fisiche e verbali.

È prioritario che l'Amministrazione intervenga sulle radici organizzative del problema, migliorando la trasparenza e la comunicazione verso l'utenza e i familiari, per disinnescare i conflitti e garantire la massima sicurezza dei lavoratori, fermo restando il doveroso richiamo alla cittadinanza affinché mantenga comportamenti civili e rispettosi del servizio pubblico.

Infine, queste Organizzazioni esprimono profonda preoccupazione per lo stato delle relazioni sindacali all'interno dell'Azienda. Infatti, troppo spesso le dettagliate segnalazioni che oggi balzano tragicamente agli onori della cronaca, inviate dalle sigle sindacali, non hanno ricevuto il riscontro o l'attivazione dei tavoli di confronto previsti dal sistema partecipativo. Si stigmatizza, con forza, ogni atteggiamento volto a limitare, anche solo indirettamente o verbalmente nei luoghi di lavoro, la libera scelta sindacale dei dipendenti o a generare disparità di trattamento in base all'appartenenza associativa. Addirittura, si è giunti all'inaudita gravità per cui, nei corridoi e nelle stanze del potere aziendale, qualche preposto senza né arte né parte si sia permesso di rivolgersi ai lavoratori con la seguente frase esplicita: «Hai sbagliato sindacato». Tali condotte violano i principi costituzionali e le norme poste a tutela della libertà sindacale nei luoghi di lavoro.

A tal proposito, in data 15 giugno 2026, le scriventi Organizzazioni Sindacali hanno chiesto al Management l’attivazione della procedura di Confronto ai sensi dell’art. 6 del CCNL 2022/2024 sui criteri per la mobilità interna volontaria (spesso utilizzata per finalità diverse da quelle organizzative), ritenendo indispensabile che i criteri di priorità vengano codificati in modo chiaro, oggettivo, trasparente e preventivamente condiviso, scongiurando qualsiasi forma di discrezionalità che possa ledere i principi di equità e meritocrazia (soprattutto in assenza di un adeguato management delle professioni sanitarie).

Il GOM ha immediato bisogno di risorse stabili, di una riorganizzazione dei flussi, della tutela della privacy dei malati e del pieno e democratico rispetto dei diritti di tutti i lavoratori.

Si richiede pertanto la convocazione urgente di un tavolo di confronto con i vertici aziendali e commissariali».