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10/03/2026 ore 06.30
Società

10 marzo 1946, primo voto delle donne nell’Italia (non ancora) Repubblicana

Reggio Calabria fu tra i 21 capoluoghi che andarono al voto amministrativo post bellico nel primo dei due periodi. In riva allo Stretto, il 7 aprile 1946, le donne per la prima volta votarono e furono votate. Maria Mariotti divenne la prima consigliera comunale con oltre 16 mila preferenze

di Anna Foti

È un'Italia ancora segnata dall’occupazione nazifascista e dalla guerra di Liberazione quella in cui il governo Bonomi sancisce il Suffragio Universale. Un traguardo raggiunto, tra i tanti perseguiti, e una tappa essenziale nel percorso lungo, difficile e non ancora compiuto della parità della piena parità dei diritti.

Il decreto legislativo luogotenenziale n. 23 del 31 gennaio 1945 estende il voto alle donne di 21 anni. Il quadro si completa l’anno successivo con il decreto n.74 del 10 marzo 1946 che, in occasione dell’avvio delle prime elezioni amministrative postbelliche, dispone che le donne con almeno 25 anni di età avrebbero potuto essere elette oltre che eleggere. Un voto che fu anticamera del voto politico al quale presero parte il 2 giugno successivo per scegliere se lasciare il futuro del Paese nella mani della monarchia o affidarlo a quelle della Repubblica.

2 giugno, Silvana Croce: «La Repubblica una conquista da custodire e coltivare»

Questo, infatti, è l’anno dell’Ottantesimo del voto alle Donne e della Repubblica.

Dal 1946 l’Italia è una Repubblica. Una scelta che, dunque, fu anche delle donne, al primo voto politico del 2 giugno in occasione del Referendum Monarchia – Repubblica. Il primo corale atto di Democrazia dopo la lacerante dittatura, la Seconda guerra mondiale e la dura Liberazione dal nazifascismo.

Ad elezioni libere e democratiche erano stati già chiamati oltre 5720 Comuni nel corso delle prime cinque tornate amministrative (svoltesi tra il 10 marzo e il 7 aprile 1946). Il secondo periodo di elezioni si snodò tra l’ottobre e il novembre 1946, coinvolgendo 1.383 Comuni in otto tornate. Reggio Calabria fu tra i 21 capoluoghi che andarono al voto nel primo dei due periodi, precisamente il 7 aprile 1946. Un’elezione storica in cui non solo donne votarono ma in occasione delle quali una donna fu anche eletta. Maria Mariotti divenne la prima consigliera comunale di Reggio Calabria, con oltre 16 mila preferenze.

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In occasione di queste prime libere elezioni, dunque, protagoniste furono anche le donne, elettrici ed eleggibili come consigliere comunali e poi anche sindache. Furono 11 le donne prime cittadine dopo quelle storiche consultazioni, di cui ben tre calabresi e tutte e tre democristiane: Caterina Tufarelli Palumbo Pisani a San Sosti (Cosenza), per altro prima sindaca d’Italia, Lydia Toraldo Serra a Tropea (Vibo Valentia) e Ines Nervi Carratelli a San Pietro in Amantea. 

Iniziava così il cammino delle donne nelle Istituzioni. 

Donne al voto anche nel Reggino

Anche nel reggino le donne iniziarono a popolare le liste elettorali. Avvenne per esempio a Palmi, a Gioiosa Ionica e a Reggio Calabria. Qui Maria Mariotti venne eletta come consigliera comunale nella lista della Democrazia Cristiana. Fu la prima nella storia repubblicana del Comune di Reggio Calabria.

Festa della Repubblica, nei documenti dell'Archivio di Stato di Reggio Calabria il voto del 1946

Otto furono le donne candidate nella provincia reggina in questa storica tornata elettorale in cui la donna per la prima volta votò e fu votata. Eletta nelle fila della Democrazia Cristiana, Maria Mariotti restò in carica fino al 1953. Presso l’archivio di Stato di Reggio Calabria è custodita la documentazione che attesta le prime elezioni amministrative dell’epoca (a Reggio Calabria si votò il 7 aprile 1946) e l’elezione di Maria Mariotti. Con 16. 582 fu la seconda eletta nella Democrazia Cristiana. Per un soffio non venne eletta anche all’assemblea Costituente, in cui nessuna donna calabrese arrivò a sedere.

Fede, filosofia, impegno sociale e attività politica

Fervente anima del Movimento cattolico femminile in Calabria, dell’Azione Cattolica nelle sezioni della Fuci e del Meic. Fu attiva anche nel Centro italiano femminile, nato a Reggio nel 1945 con la prima presidente Maria Cappelleri. Si è spenta nel 2019, all’età di 103 anni.

Filosofia e Fede, impegno sociale e attività politica. Maria Mariotti classe 1915 visse tra i suoi libri impreziositi dalla sua elegante calligrafia, toccando la vita di tanti giovani ai quali insegnò la filosofia. Animò la sezione calabrese della Deputazione di Storia Patria che diresse a lungo. Fu direttrice onoraria della Rivista Storica Calabrese.

Contribuì, con la stesura di alcune biografie, al Dizionario storico del movimento cattolico italiano. Nel 1969 pubblicò, con i caratteri dell’Editrice Antenore di Padova, l’opera Forme di collaborazione tra vescovi e laici in Calabria negli ultimi cento anni.

Rigore morale e intellettuale

Schiva, sobria e profonda, dai suoi interventi, apparsi in larga parte su Avvenire di Calabria, si evinceva la sua formazione nutrita dall’esercizio severo della ragione amica della fede e dall’etica della responsabilità personale maturati nella scuola filosofica dell’Università Cattolica di Milano dove si era laureata.

Il suo attivismo religioso consistette anche nel mettere a disposizione, nella sua casa fucina di cenacoli per intere generazioni cattoliche e presso la biblioteca arcivescovile monsignor Antonio Lanza, Salteri, Bibbie, Concordanze, Padri, dizionari e commentari. Sempre pronta a “costruire” con don Domenico Farias, don Lillo Spinelli e don Italo Calabrò. Per la sua intensa religiosità mariana, della Cattedrale reggina, si consacrò nell’Ordo Virginum diocesano.