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02/06/2026 ore 18.00
Società

2 giugno, Mirella Marra: «Nei documenti dell'Archivio di Stato il fermento del primo voto delle donne che mia madre ricordava»

VIDEO | L'ex direttrice dell'Archivio di Stato di Reggio, oggi deputata di Storia Patria per la Calabria, è l'ospite, negli studi del Reggino.it, della nuova puntata del formata A tu per tu, speciale festa della Repubblica

di Anna Foti

«La memoria è tutto. Credo che, non avendolo vissuto, non avrei capito fino in fondo il significato di questa giornata per il Paese e per le donne di questo Paese se non avessi il ricordo della felicità di mia madre nel raccontarmi il suo primo voto».

Mirella Marra, già direttrice dell'Archivio di Stato di Reggio, oggi deputata di Storia Patria per la Calabria, è l'ospite, negli studi del Reggino.it, della nuova puntata del formata A tu per tu, speciale 2 giugno.

«Al di là delle memorie familiari, dei racconti di mia madre e di mia zia, certamente i documenti del fondo Prefettura che afferisce al patrimonio documentale dell'archivio di Stato, hanno rappresentato cosa accadesse anche a Reggio nel 1946. Tutta una serie di atti ufficiali dà conto di una grande affluenza. Abbiamo la relazione di spirito pubblico, come si chiamava così la relazione del prefetto al ministero dell'Interno, in cui si parla del primissimo voto delle donne, in occasione delle elezioni amministrative che a Reggio ebbero luogo nell'aprile del '46. Ebbene, in quella relazione si riferisce di una grande affluenza, di una partecipazione attiva delle donne a questo voto. Si suppone, pertanto, che l'ansia di una cabina elettorale fosse tanta come alta fosse l'aspettativa.

10 marzo 1946, primo voto delle donne nell’Italia (non ancora) Repubblicana

Guardando al voto politico del 2 giugno – prosegue Mirella Marra – l'impegno delle donne fu intenso. Abbiamo la relazione del questore Moira in cui si riferisce del comizio della professoressa Russo dell'Udi che parlò dinnanzi a 600 persone esortando a votare Repubblica. Durante quel comizio un gruppetto di monarchici di Reggio si levò con dei fischietti ma il comizio non fu interrotto e comunque andò bene.

Questi e molti altri documenti testimoniano un panorama politico molto fervido, attivo e una vivacità intellettuale forte. Si consideri che a Reggio nell'arco di primi sei mesi del 46 furono pubblicati sei testate giornalistiche non è poco. Dal Primo gennaio fino alle elezioni e questo quindi attesta un'attività davvero molto intensa».

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Lo stesso Archivio di Stato di Reggio, su impulso della prefettura, nel 2016 sotto la direzione di Mirella Marra, aveva allestito una mostra per celebrare i settant'anni del voto alle donne e della Repubblica. Quei pannelli esposti in prefettura, all'epoca, adornano adesso le pareti del corridoio dell'Archivio di Stato. Anche di quella mostra e della ricchezza della storia e della memoria di cui i documenti sono custodi imprescindibili, racconta l'ex direttrice Mirella Marra, nel corso dell'intervista.

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«È stata un'esperienza molto intensa spulciare tra i documenti di quel fondo Prefettura così ricco. È stato interessante per la conoscenza della nostra storia anche se è giusto dire che nel corso del tempo, la cittadinanza e le associazioni si sono molto sensibilizzate e dunque vengono donati e depositati anche archivi privati ​​di grande interesse storico. Dunque non solo i preziosi fondi istituzionali in Archivio di Stato ma anche quelli custoditi nelle case. I privati possono decidere di renderli fruibili, ove di interesse pubblico», sottolinea Mirella Marra, che ha poi ricordato anche con affetto la figura di Maria Mariotti, prima consigliera comunale di Reggio, eletta proprio nell'aprile del 1946.
«Era una persona dolce ma rigorosa dalla quale ho imparato molto. Mi ha insegnato che è necessario avere attenzione massima per fare un buon lavoro».

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E infine una riflessione sul cammino ancora lungo della nostra società verso la parità.

«La questione del dispari femminile è stato sempre di grande interesse e anche molto presente nei documenti, specchio fedele della nostra storia. E guardando al profilo storico della Costituente con sole 21 donne lette e alla rappresentanza femminile, per esempio, nel recente consiglio comunale appena eletto a Reggio, ci si rende conto che la strada è ancora lunga. Riflettevo sulla figura di Olympe de Gouge, drammaturga, attivista e considerata la prima grande femminista della storia. Nel 1791, scrisse la "Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina" in aperta polemica con la Dichiarazione dei diritti dell'uomo, chiedendo parità di diritti politici e civili, incluso il diritto di voto e di accesso al lavoro pubblico. Il coraggio delle sue idee fu punito con la ghigliottina nel 1793. Duecento anni fa accedeva questo. Di passi avanti ne sono stati fatti. Indubbiamente ma non basta. Occorre imprimere al passo una maggiore energia», conclude Mirella Marra, già direttrice dell'Archivio di Stato di Reggio, oggi deputata di Storia Patria per la Calabria.

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