Sezioni
02/05/2026 ore 10.30
Società

44 anni dall'uccisione di Gennaro Musella, il ricordo della figlia Adriana

Adriana racconta il dolore e l’impegno per mantenere viva la memoria contro ogni forma di silenzio

di Redazione

«Sono trascorsi 44 anni dall'uccisione di Gennaro Musella.

Sono 44 anni che in prossimita' del 3 maggio ricordo al mondo di quella barbarie, scrivo di lui, di quella mattina. Qualcuno, forse potrà trovarlo ripetitivo ma e' il mio modo di cercare nelle coscienze della gente quella Giustizia che i tribunali non hanno saputo rendere a quella morte.

Il PASSATO E' UNBENE COMUNE

la memoria un patrimonio da tutelare e trasmettere, fondamenta nell'edificazione di ogni futuro migliore.

E' stato questo l'impegno di una vita, la mia.

Le ferite profonde si rimarginano con il tempo ma lasciano cicatrici che s'induriscono e fanno male.

Il sole splendeva quel giorno a Reggio Calabria.

Alle 8,20 Gennaro Musella uscì da casa per recarsi, come sempre al lavoro, ignaro del destino atroce che lo attendeva.

Nella messa in moto l'autovettura esplose con un gran boato, saltò in aria e con essa il corpo di mio padre che fu disintegrato. Di lui rimase solo un tronco. Una mano fu ritrovata a distanza di metri. Per lungo tempo al muro di un palazzo di fronte, una macchia scura portò i segni del suo cervello volato via. L'esplosione fece tremare tutta la citta' che fu inondata di fumo nero.

Si pensò ad un terremoto.

Gennaro Musella fu punito per aver sfidato un sistema collaudato ed essersi ribellato alla sopraffazione mafiosa, denunciando gli illeciti esistenti nella gara d'appalto per il porto di Bagnara Calabra.

Amava la Calabria, terra di cui si era innamorato e aveva un sogno, quello di portare a Bagnara un po' della sua costiera amalfitana, con la realizzazione di un villaggio turistico degradante verso il mare.

Il porticciolo turistico sarebbe dovuto sorgere a ridosso di quella proprietà.

Il suo sogno fu spezzato. Morì con lui, quel 3 maggio del 1982.

44 anni ....sono tanti ma non non ho mai smesso di trasmettere memoria e continuerò a farlo, fino a quando avrò vita.

Dopo di me sarà la storia ad occuparsene.

Le tragedie e le loro conseguenze sono parte del privato di ciascuna famiglia ma certe morti appartengono alla memoria collettiva della società tutta».

Adriana

Figlia di Gennaro Musella

Vittima innocente di mafia