A Melito la festa di Maria Ss di Porto Salvo riaccende la comunità: dopo la tempesta, il cuore torna a battere
VIDEO | Una settimana intensa di celebrazioni ha richiamato migliaia di fedeli e riportato Melito nelle sue piazze, tra devozione, eventi e il ritorno di una comunità che si ritrova attorno alla sua Madre
Un appuntamento che si rinnova ogni anno, capace di richiamare fedeli da tutta Italia e di riportare tutti nello stesso luogo dell’anima, dentro una dimensione che attraversa il tempo e tiene insieme memoria, radici e identità; a Melito di Porto Salvo si è conclusa la festa di Maria SS di Porto Salvo, e questa edizione ha assunto un valore ancora più profondo, segnato dal bisogno di ritrovarsi dopo i mesi duri del ciclone Harry, quando il territorio ha dovuto fare i conti con ferite evidenti e con una quotidianità da ricostruire passo dopo passo, mentre la comunità cercava un segno capace di rimettere in circolo energia e speranza.
Le strade si sono fatte fiume, la vara ha attraversato la città, da Pentidattilo alla Marina, accompagnata da migliaia di persone, il passo della processione ha unito generazioni diverse dentro lo stesso gesto antico, mentre sguardi, mani tese e silenzi hanno raccontato una devozione che non si spegne e continua a legare melitesi vicini e lontani, in un filo invisibile che ogni anno si rinnova e che trova nella Madonna di Porto Salvo il suo centro, la sua guida, il suo punto fermo.
Attorno a questo cuore, saldo e riconosciuto, il lavoro degli splendidi giovani dell’Associazione Cuore Events ha costruito una settimana intensa, ampia, capace di attraversare linguaggi diversi e di riportare la festa dentro la vita della città, con una spinta che nasce da una volontà precisa e dichiarata: «Volevamo far ribattere il cuore dei melitesi»; una frase che trova riscontro soprattutto negli ultimi giorni, quando la festa ha raggiunto il suo culmine e le piazze si sono riempite in modo continuo, con serate che hanno trasformato Melito in uno spazio vivo e partecipato, attraversato da musica, luci e presenza, come nel caso di Nostalgia 90 e della Taranta Dance, eventi che hanno portato in strada generazioni diverse e che hanno restituito un’immagine piena della città, accompagnata fino al gran finale tra spettacolo e fuochi, in un clima che ha tenuto insieme entusiasmo e appartenenza.
Il percorso si è sviluppato lungo nove giorni, con un calendario che ha toccato sport, cultura, intrattenimento e socialità, dalla Porto Salvo Run ai tornei, dal musical agli eventi diffusi, creando una trama capace di coinvolgere tutta la comunità e di restituire un senso più ampio alla festa, dentro cui ha trovato spazio anche uno dei momenti più intensi e carichi di significato, il flashmob contro il cancro, quando Piazza Porto Salvo si è illuminata della luce delle lanterne cinesi e si è fermata per ascoltare, per condividere, per stringersi attorno a chi ogni giorno affronta la malattia, in una dimensione che ha portato dentro la festa la voce della fragilità e della dignità.
La dimensione religiosa ha scandito ogni passaggio e ha dato forma al senso più profondo della settimana, con la processione che ha rappresentato il momento più alto, vissuto anche dal sindaco Tito Nastasi alla sua prima esperienza da quando è primo cittadino, dentro un cammino che si è intrecciato con quello della comunità: «Un’emozione difficile da raccontare», parole che si allargano a una visione più ampia, «Questa Festa è memoria, appartenenza, orgoglio melitese. È il momento in cui ci riscopriamo popolo, comunità, famiglia».
L’Amministrazione comunale ha riconosciuto nella settimana di festeggiamenti un passaggio importante per la città, parlando di energia ritrovata e di piazze tornate a vivere, con un ringraziamento che ha attraversato tutte le realtà coinvolte, dai ragazzi di Cuore Events, definiti linfa vitale per Melito, al personale comunale, alle forze dell’ordine, ai volontari, alle associazioni, ai parroci, ai portatori, ai pescatori, ai terrazzani, fino a fermarsi su un’immagine destinata a restare, quella delle donne del rione pescatori che hanno preso sulle spalle la vara per un tratto della processione, consegnando alla memoria della città un gesto carico di significato.
Dentro la festa ha trovato spazio anche il ricordo, con il conferimento del premio “Maria SS di Porto Salvo” alla memoria di Don Benvenuto Malara, figura che ha segnato profondamente la vita spirituale della comunità, attraversando generazioni e costruendo legami, lasciando un’eredità che continua a vivere nel tempo e nella memoria di Melito. Ad accogliere il premio i familiari di Don Benvenuto, tra i quali il nipote e Sindaco di Santo Stefano in Aspromonte Francesco Malara.
Alla fine restano le parole dell’Associazione, che raccontano il senso di un percorso costruito con impegno e partecipazione: «Sentiamo forte l’emozione di un paese che ha ritrovato il battito del suo cuore», una frase che tiene insieme il primo anno, le difficoltà affrontate, il sostegno ricevuto, la risposta della città, mentre lo sguardo si sposta già in avanti, verso l’estate e verso la prossima festa, con la volontà di continuare a costruire.
Melito si è ritrovata attorno alla sua Madonna, alle sue radici, alla sua identità, dentro una settimana che ha rimesso in circolo energia, presenza e senso di appartenenza, lasciando nella città qualcosa che continua a muoversi anche quando le luci si abbassano e la festa si chiude, come un battito che torna a farsi sentire e che accompagna il cammino di una comunità che ha scelto di rialzarsi insieme.