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03/03/2026 ore 08.15
Società

A Palmi l’incontro sulle “Grammatiche del dominio: quando il linguaggio diventa potere”

Una riflessione sulla necessità di una nuova narrativa del femminile. Un’analisi che parte dalla consapevolezza che le parole non sono mai neutre: possono diventare strumenti di controllo, ma anche leve di cambiamento culturale

di Redazione

La violenza non si manifesta solo attraverso gesti e fatti penalmente rilevanti. Esiste una forma più sottile e pervasiva, che agisce nel linguaggio, nelle narrazioni, nei modelli culturali e giuridici: è la violenza simbolica, capace di legittimare il dominio e rendere “naturali” disuguaglianze profondamente radicate.

Di questo si discuterà giovedì 6 marzo 2026, alle ore 17, presso ArciChicchi, in via Affaccio n.3, nell’ambito dell’incontro “Grammatiche del dominio. Analisi della violenza simbolica e del linguaggio. Decostruire i modelli invisibili per una nuova narrativa del femminile”.

L’evento intende aprire uno spazio di riflessione critica sul modo in cui il linguaggio contribuisce a costruire l’immaginario del femminile, influenzando il diritto, l’informazione e le relazioni sociali. Un’analisi che parte dalla consapevolezza che le parole non sono mai neutre: possono diventare strumenti di controllo, ma anche leve di cambiamento culturale.

A confrontarsi sul tema saranno Francesca Orefice, avvocata e attivista, che offrirà una lettura giuridica con forte attenzione alla dimensione culturale della violenza, e Raffaella Rinaldis, giornalista e direttora di Fimmina TV, impegnata da anni in un lavoro di narrazione nei media che non si ferma alle apparenze, in maniera acuta e femminista.

L’incontro, moderato dalla collaboratrice giornalistica Deborah Serratore, sarà un dialogo aperto e accessibile, pensato per rendere visibili quei modelli invisibili che ancora oggi condizionano il modo in cui le donne vengono raccontate, giudicate e spesso colpevolizzate.

L’iniziativa è promossa da ArciChicchi ed è realizzata in collaborazione con Fimmina TV - La TV contro tutte le discriminazioni, e Calabria Condivisa.

L’ingresso è libero e aperto alla cittadinanza. Un’occasione per interrogarsi sul potere delle parole e sulla possibilità di costruire una nuova narrativa del femminile, più consapevole, più giusta, più libera.