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16/10/2026 ore 20.00
Società

«A Roccaforte del Greco non abbiamo farmacia, medico o negozi alimentari. Così non si può vivere». Il grido d'allarme del sindaco Ercole Nucera

Il primo cittadino e presidente dell'Associazione dei Comuni dell'Area Grecanica denuncia le condizioni della viabilità dopo il nubifragio: «Da oltre dieci anni non si interviene seriamente». Il ringraziamento a Cannizzaro per la tempestività dei primi lavori e la richiesta di rivedere la gestione delle strade provinciali

di Silvio Cacciatore

Un paese isolato, senza una farmacia, senza un medico presente e senza negozi alimentari ai quali rivolgersi. A Roccaforte del Greco, dopo il nubifragio che ha devastato l'Area Grecanica, l'interruzione dei collegamenti ha assunto un significato che va ben oltre il disagio di una strada impraticabile. Per chi vive nell'entroterra, raggiungere la costa significa poter accedere ai servizi essenziali, fare la spesa, ricevere assistenza sanitaria. Quando l'unica arteria viene compromessa, anche le necessità più ordinarie diventano un problema.

A raccontare questa condizione è Ercole Nucera, sindaco di Roccaforte del Greco e presidente dell'Associazione dei Comuni dell'Area Grecanica, che abbiamo incontrato lungo la strada provinciale interessata dai cedimenti provocati dalle piogge.

«Stiamo vivendo un isolamento quasi geografico. I cittadini non possono usufruire della mobilità e si trovano in un paese dove non c'è la farmacia, dove il medico non c'è, dove praticamente non ci sono botteghe alimentari. A tutto questo si aggiunge psicologicamente il fatto dell'isolamento geografico». Una situazione che il primo cittadino definisce «veramente drammatica» e che, secondo la sua ricostruzione, affonda le radici in anni di interventi insufficienti. «È una situazione che denunciamo da anni. Da più di dieci anni qui non si interviene», afferma, ricordando la particolare fragilità idrogeologica del territorio.

«Questa è una zona dove c'è la frana Colella, un territorio già a rischio idrogeologico. Ci voleva un intervento più puntuale», sottolinea Nucera, convinto che le conseguenze del nubifragio siano state aggravate da problemi di manutenzione conosciuti da tempo. Il sindaco riconosce tuttavia la rapidità della risposta arrivata dalla Città Metropolitana dopo l'ultima emergenza. «Ieri è venuto qua il sindaco metropolitano, è stata una cosa positiva perché si è reso conto di persona della situazione. Ha dichiarato che ci sarebbe stato un intervento immediato e infatti vediamo le ruspe già arrivate. Siamo riconoscenti di questa celerità».

L'arrivo dei mezzi meccanici, però, lascia aperta la questione della sicurezza nei mesi successivi. «Io sto immaginando tutto l'inverno su questa strada», osserva Nucera, indicando nelle cunette ostruite una delle cause dei cedimenti. «Sono intasate da anni. Si vede chiaramente che il problema è la canalizzazione dell'acqua».

La critica riguarda anche il modo in cui vengono utilizzate le risorse destinate alla manutenzione. Secondo il primo cittadino, occorre programmare interventi capaci di garantire il deflusso delle acque, evitando di ritrovarsi periodicamente a sostenere nuove spese per affrontare le medesime criticità.

Ma nella riflessione di Nucera c'è anche una questione istituzionale. Il sindaco ritiene che il passaggio dalla Provincia alla Città Metropolitana abbia contribuito ad allontanare la gestione della viabilità dalle esigenze dei piccoli centri. Da qui la proposta di ripensare l'assetto delle competenze, anche attraverso un ritorno alle Province. «Bisognerebbe dare un assetto diverso, con un'istituzione più radicata e presente nei territori», sostiene.

Da presidente dell'Associazione dei Comuni dell'Area Grecanica, Nucera allarga infine lo sguardo alle difficoltà dell'intero comprensorio, chiedendo che gli interventi partano dalle situazioni più gravi.

«Mi rendo conto che le strade provinciali sono tante e che la spesa è enorme, però dobbiamo iniziare da qualche parte. Dove le emergenze sono più evidenti e drammatiche». Per il sindaco, il punto è garantire ai residenti dell'entroterra condizioni di vita dignitose, a prescindere dalla distanza dai centri maggiori. «Isolare un paese non è una cosa di poco conto, è una cosa gravissima nel 2026. Queste cose succedevano con l'alluvione del 1951. Oggi abbiamo mezzi e strumenti per intervenire ed evitare situazioni del genere».