A Scilla Il Sud come laboratorio di rinascita demografica e sociale con la Fondazione Magna Grecia
Il Sud Italia non è solo il territorio più fragile del Paese sul fronte demografico, ma anche il più ricco di potenziale per invertire la rotta. È questo il messaggio lanciato dalla due giorni organizzata dalla Fondazione Magna Grecia a Scilla, nell’ambito del secondo appuntamento di “Generazioni in Mutamento – Focus Sud e futuri”. Un evento che ha chiamato a raccolta esponenti di rilievo del mondo scientifico, sanitario, culturale, tecnologico e politico per un confronto ad alto livello sui nuovi modelli di sviluppo legati alla longevità e alla “silver economy”.
L’Italia è ormai un laboratorio globale di invecchiamento: il 24% della popolazione ha più di 65 anni, ma il dato più allarmante è che oltre il 70% degli anziani vive in solitudine. In questo contesto, cambiare la narrativa sull’invecchiamento è una necessità sociale oltre che economica. “La longevità deve essere vista come una risorsa e non come un peso”, ha sottolineato Fiammetta Pilozzi, responsabile del Centro di Ricerca della Fondazione.
Borghi abbandonati come risorsa abitativa per gli anziani, presidi sanitari digitalizzati, RSA diffuse e personalizzate, piattaforme per il monitoraggio remoto della salute e musei accessibili a tutte le età: sono solo alcune delle proposte emerse. Un esempio concreto arriva da Fabio Miraglia, presidente GIOMI RSA: «Abbiamo un milione di metri quadri di borghi da trasformare in villaggi anglosassoni della longevità. Non solo residenze, ma anche centri di occupazione e innovazione».
Tecnologia e sanità territoriale sono al centro della strategia per una “longevità in salute”. Come racconta il cardiologo Pietro Rossi, co-founder della startup Policardio, «abbiamo ideato un dispositivo patch che consente ECG e holter a domicilio, collegato direttamente al medico e ai caregiver. Perché la solitudine, anche digitale, è una patologia da curare».
Una visione condivisa anche da Rocco Mammoliti, responsabile sicurezza informatica di Poste Italiane, che ha illustrato il progetto Police: «L’ufficio postale diventa sportello unico per i servizi della PA, inclusa la sanità. Un presidio vivo, fisico e digitale, per combattere l’isolamento degli anziani». Alberto Polverino, del cluster C.H.I.C.O., ha evidenziato come anche il settore assicurativo si stia muovendo verso prodotti legati alla prevenzione e al supporto domiciliare, ma sottolinea la necessità di affiancarli a programmi di educazione finanziaria per over 60, in un’ottica di longevità consapevole.
Forte anche il monito di Rossana Oliva De Conciliis, presidente onoraria della Rete per la Parità: «La silver economy non può essere neutra rispetto al genere. Le donne vivono più a lungo, ma con maggiori fragilità economiche. Serve un approccio equo e inclusivo».
Ma la longevità è anche cultura. Francesco Pisani, neuropsichiatra infantile, ha ricordato quanto «una visita museale possa stimolare nei bambini – e nei genitori – la meraviglia, la lentezza, la curiosità. La cultura educa al bello e unisce le generazioni». Una visione che si concretizza nel “Passaporto della Cultura”, ideato dalla Fondazione Medicina a misura di donna e già attivo in diverse città italiane.
Il territorio calabrese si distingue anche per iniziative innovative come quella di Guides4You, startup fondata da Daniele Carnovale, che ha sviluppato un dispositivo per rendere accessibile il patrimonio museale a tutti: non vedenti, bambini, anziani. Perché anche l’accessibilità è parte integrante della coesione sociale.
Le voci istituzionali: «Un Sud che non si può più permettere il silenzio»
Maria Frittelli, Commissaria del GOM di Reggio Calabria, ha commentato: «Sono molto orgogliosa di aver partecipato a un dibattito di così alto livello. La denatalità è una bomba sociale, soprattutto al Sud. Siamo di fronte a un sistema sanitario che rischia di non reggere, mentre la spesa per le pensioni cresce di 60 miliardi l’anno e il Fondo Sanitario ne riceve solo briciole. Riflettere oggi su questi temi con un approccio multidisciplinare è fondamentale». Ancora più netto Nino Foti, Presidente della Fondazione Magna Grecia: «Il futuro si costruisce adesso, non domani. Il Sud vive una crisi profonda, aggravata dall’inerzia politica. I fondi europei non vengono spesi, le Aree Interne sono abbandonate. A Reggio Calabria un solo volo per Roma con un’ora e mezza di ritardo: una città metropolitana umiliata. Eppure, i nostri borghi – come Gerace – sarebbero gioielli se li avessero la Germania o l’Olanda. È ora di svegliarsi».
Conclusioni e prossimi passi
Il convegno si è concluso con l’annuncio della pubblicazione degli atti della due giorni in un volume a cura della Fondazione Magna Grecia. L’obiettivo è trasformare le proposte emerse in una piattaforma operativa per nuove politiche pubbliche che mettano al centro il patto tra generazioni, i territori e la persona. «Silver economy, sanità digitale, cultura accessibile, welfare generativo: non sono utopie, ma strumenti concreti per costruire una società coesa, longeva e attrattiva. Il Sud può e deve essere protagonista di questo cambiamento» ha concluso Foti. Parlare di longevità oggi, significa progettare il futuro di tutti. E il futuro, come hanno dimostrato queste giornate a Scilla, è già cominciato.