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14/10/2026 ore 20.00
Società

Agraria apre le porte al VII congresso nazionale dell'olivo e dell'olio: spazio a innovazione e biodiversità per il futuro del comparto

Al Dipartimento dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria si è aperto l’evento promosso dalla SOI in collaborazione con l'Accademia Nazionale, il CREA e l'ARSAC. Ricercatori ed esperti di tutta Italia si confrontano su nuove tecnologie, sfide climatiche, tutela della biodiversità e valorizzazione della filiera

di Elisa Barresi

I lavori del VII Convegno Nazionale dell'Olivo e dell'Olio si sono aperti oggi al Dipartimento di Agraria dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, mettendo al centro dell'agenda scientifica il futuro dell'olivicoltura italiana. Promossa dalla Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana in collaborazione con l'Accademia Nazionale dell'Olivo e dell'Olio, il CREA e l'ARSAC, la manifestazione raccoglie i più importanti studiosi e centri di ricerca del Paese per analizzare l'intero percorso produttivo "dal campo alla tavola" attraverso quattro sessioni tematiche dedicate a genetica, biodiversità, tecniche colturali, fisiologia, tracciabilità dell'olio, economia e paesaggio.

A fare gli onori di casa è stato Marco Poiana, direttore del Dipartimento di Agraria e convener dell'evento, il quale ha sottolineato con orgoglio come l'organizzazione del convegno riconosca il costante impegno dell'ateneo nel comparto olivicolo-oleario. Poiana ha rimarcato la profonda valenza della condivisione scientifica in un momento delicato per il territorio, segnato anche dalla comparsa della Xylella in regione, evidenziando la fondamentale ricaduta formativa di queste ricerche sugli studenti dei corsi di Scienze e Tecnologie Agrarie e Alimentari, destinati a trasferire tali competenze direttamente nel mondo del lavoro.

Sul fronte dell'evoluzione tecnologica e climatica, Riccardo Gucci, docente all'Università di Pisa e presidente dell'Accademia Nazionale dell'Olivo e dell'Olio, ha osservato come il settore stia attraversando un fermento innovativo senza precedenti rispetto a vent'anni fa. Nel rivendicare il ruolo guida della ricerca scientifica italiana a livello internazionale, Gucci ha richiamato l'attenzione sulle risposte concrete alle sfide attuali, dalla gestione dell'irrigazione e la scelta delle cultivar più resistenti ai cambiamenti climatici, fino alle soluzioni d'avanguardia in frantoio come le gramolazioni a freddo, la tecnologia sottovuoto, l'impiego degli ultrasuoni e l'adozione di nuovi frangitori.

La rilevanza strategica della sede calabrese è stata ribadita anche dai rappresentanti dell'ARSAC, l'Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese. Ricordando come l'olio stia compiendo un percorso di valorizzazione qualitativa e culturale paragonabile a quello già vissuto dal settore vitivinicolo, l'ARSAC ha evidenziato il primato della Calabria, seconda regione italiana per superficie olivetata e produzione olearia, ma al primo posto per ricchezza di biodiversità grazie a oltre 33 cultivar autoctone certificate che caratterizzano il paesaggio da sud a nord. La convergenza a Reggio Calabria delle eccellenze universitarie e dei centri di ricerca nazionali offre così un'occasione preziosa per fare il punto sia sulle sperimentazioni in corso sia sulle complesse dinamiche di un mercato globale in cui l'Italia continua a ricoprire un ruolo guida.