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20/05/2026 ore 09.07
Società

Al Maggio dei Libri di Cittanova grande attesa per la scrittrice Anna Mallamo

Giovedì 21 maggio in Biblioteca comunale l’autrice del caso letterario “Col buio me la vedo io”

di Redazione

Il “Maggio dei Libri” di Cittanova entra nel vivo. La rassegna letteraria, organizzata e promossa dal Comune di Cittanova in sinergia con i sottoscrittori del Patto Locale per la Lettura nell’alveo del grande progetto nazionale di Cepell e Ministero della Cultura, si prepara ad accogliere uno dei casi editoriali più importanti dell’ultimo anno. “Col buio me la vedo io” della scrittrice Anna Mallamo (Einaudi, collana Supercoralli). Un esordio letterario capace di lasciare un segno profondo, tra sfumature di linguaggio e capacità narrativa straordinaria, e già vincitore di premi prestigiosi: Premio Mondello 2025, Premio Caccuri 2026, Premio Acri, finalista al Premio Berto, tra le proposte per il Premio Strega 2026. A marzo ospite al SuperBook di New York.

A Cittanova l’appuntamento è per giovedì 21 maggio, alle ore 18,30 nella sala “Orlando” della Biblioteca comunale “Vincenzo De Cristo”, dove Anna Mallamo dialogherà con Maria Grazia Arceri. L’evento verrà introdotto dai saluti istituzionali del Sindaco di Cittanova avv. Domenico Antico e del Vicesindaco con delega alla Cultura avv. Rita Morano. Introduzione a cura di Antonino Raso; letture affidate agli studenti della Scuola di Recitazione della Calabria.

Anna Mallamo è giornalista di Gazzetta del Sud. Gestisce, inoltre, un blog sull’Huffington Post.

Di seguito una panoramica sul libro tratta dal sito Giulio Einaudi Editore:

“Reggio Calabria, primi anni Ottanta. La sedicenne Lucia Carbone, studentessa del liceo classico, sequestra un compagno di scuola e lo imprigiona nello scantinato della casa della nonna morta da pochi mesi. Il ragazzo, Rosario Cristallo, è figlio d’un boss dell’Aspromonte, e Lucia lo ha rapito per due buone (o cattive) ragioni: la prima è che la sua migliore amica ne è innamorata, e vuole tenerlo lontano da lei, la seconda è che forse Rosario sa qualcosa sull’assassinio di una zia amatissima.

Mentre fa visita ogni giorno al suo prigioniero, la vita di Lucia prosegue apparentemente come al solito: in famiglia – col padre, la madre e il fratellino Gedo -, nel quartiere e a scuola, dove Lucia si innamora di Carmine, un ragazzo dei quartieri alti. Reggio, intanto, città ferita che esce dalla prima guerra di ‘ndrangheta, è teatro degli scontri tra il Fronte della Gioventú e il Collettivo studentesco: c’è una sorta di violenza diffusa, che prende strade diverse. E la violenza è anche nei gesti quotidiani di Lucia, e nelle cose, ad esempio in quel coltello rosso che si ritrova tra le mani quando scende nel mondo di sotto, dove c’è il suo segreto.

Fino a quando ogni cosa si capovolge, il sopra e il sotto si confondono come tutti gli opposti, e lei matura una decisione inaspettata. Col buio me la vedo io è un romanzo che costruisce un universo a poco a poco, con forza, coerenza e una fantasia sbalorditiva, ricco di pagine da incorniciare, come quelle in cui una madre e una figlia piegano le lenzuola calibrando i gesti in una sorta di duello western. Ed è anche un libro sulla giustizia e sul Sud lontanissimo da tutti i clichés: quando usa il dialetto (sempre con parsimonia) non è mai per un effetto di colore ma per cercare a tentoni l’unico senso possibile. Perché il dialetto si può usare «per schermare o per chiarire, è la lingua dei grandi, funziona in tutti e due i modi». E il cibo è soprattutto uno strumento di potere e di controllo: «Se ti sfamo sei salvo, e sei mio». Il modo che ha Anna Mallamo, concreto e immaginifico insieme, di ruotare intorno ad alcuni temi – famiglia, verità, donna, confine, casa -, riaggiornando via via le definizioni nel corso della storia, vi resterà a lungo addosso”.