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07/11/2026 ore 07.56
Società

Al “Piria” di Rosarno si coltiva la legalità: gli studenti protagonisti della produzione dell’olio dedicato al giudice Rosario Livatino

Tra i secolari ulivi di Persefone dell’azienda scolastica, diretta dal professore Gaetano Mercatante, la raccolta diventa un’occasione per imparare a collaborare, condividere responsabilità e riconoscere nella terra una risorsa da rispettare e valorizzare

di Redazione

«La cultura della legalità si coltiva anche attraverso la cura della terra e il lavoro condiviso. Lo testimonia – si legge nella nosta stampa – l’esperienza degli studenti medmei impegnati nella raccolta delle olive nell’azienda agraria annessa all’Istituto professionale per l’agricoltura, afferente all’Istituto d’Istruzione Superiore “Raffaele Piria” di Rosarno, per la produzione dell’“Olio della legalità” intitolato al giudice Rosario Livatino. Un’attività,coordinata dal prof.Marcello Messina,coordinatore del plesso con compiti di diretta collaborazione con gli uffici di presidenza e dai proff. Mercatante, Falzea, Zito, Colistra. Un’attività che mette al centro il protagonismo dei ragazzi, coinvolti nella raccolta e nelle successive fasi di lavorazione, trasformazione e produzione dell' olio. Il percorso permette di collegare le conoscenze acquisite in aula all’esperienza pratica, sviluppando competenze professionali e una maggiore consapevolezza del valore del lavoro della terra.

Tra i secolari ulivi di Persefone dell’azienda scolastica, diretta dal Prof.Gaetano Mercatante, la raccolta diventa un’occasione per imparare a collaborare, condividere responsabilità e riconoscere nella terra una risorsa da rispettare e valorizzare. Ogni fase della produzione assume un significato educativo: la cura, l’attesa e l’impegno necessario per ottenere l’olio richiamano la costanza con cui si costruisce una comunità fondata sul rispetto delle regole.

La dedica al giudice Rosario Livatino lega questa esperienza alla memoria e all’esempio di una vita al servizio della giustizia. L’“Olio della legalità” diventa il simbolo di un impegno che la scuola intende trasmettere attraverso gesti concreti e occasioni di partecipazione. «La legalità si insegna anche attraverso il fare, offrendo ai ragazzi esperienze nelle quali possano riconoscere il valore della responsabilità, della collaborazione e del lavoro onesto. Nella nostra azienda agraria, la raccolta delle olive e la produzione dell’olio diventano parte di un percorso che unisce competenze professionali e formazione della persona. Dedicare questo olio al giudice Rosario Livatino,da oltre un decennio, significa custodirne la memoria e affidare ai giovani un messaggio di giustizia, coraggio e speranza», è la dichiarazione proposta della dirigente scolastica Mariarosaria Russo.

L’azienda agraria rappresenta un laboratorio didattico nel quale la formazione prende forma sul campo. Gli studenti possono seguire il passaggio dalla materia prima al prodotto, comprendendo il legame tra qualità, attenzione alle procedure e valorizzazione delle risorse del territorio. Con questa iniziativa, il “Piria” di Rosarno rinnova il proprio impegno educativo: accompagnare i ragazzi nella crescita professionale e civile, facendo della scuola un luogo in cui conoscenze e valori si traducono in esperienze condivise. Dalla raccolta delle olive nasce un prodotto della terra che porta con sé un messaggio preciso: la legalità cresce attraverso la cura e la responsabilità di ciascuno.

L'olio della legalità, nel corso degli anni, è stato donato alle più alte cariche dello Stato come il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del conferimento alla Dirigente Russo del Premio Nazionale Giorgio Ambrosoli,a Papa Francesco, in occasione della nomina della Russo come Ambasciatrice di pace e ha consentito agli studenti medmei di essere premiati come vinvitori assoluti alla Luiss,nell'ambito del Progetto "Legalità e merito"alla presenza del Procuratore Nazionale Antimafia Giovanni Melillo,della vicepresidente della Luiss,Paola Severino,già Ministro della giustizia e di autorevoli esponenti del Csm».