«Alta velocità Salerno–Reggio Calabria sempre più un miraggio»: la lettera di 15 associazioni alla Regione
Legambiente, Wwf e altre realtà chiedono alla Regione tempi certi, progetti definitivi e risorse per collegare Reggio Calabria a Roma in meno di tre ore
L’alta velocità Salerno-Reggio Calabria «è il punto d’appoggio a partire dal quale cambiare la storia della Calabria», tuttavia «il tempo scorre e la linea è sempre più una chimera». È quanto si legge in una lettera firmata da quindici associazioni, tra cui Legambiente e Wwf di Reggio Calabria, indirizzata al presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, in cui si chiede a Palazzo Campanella di «esaminare le problematiche connesse alla realizzazione di questa infrastruttura».
«Sulla necessità di realizzare l’alta velocità al Sud – spiegano le associazioni – non ci sono dubbi, basta guardare la carta dei collegamenti ferroviari in Europa per rendersi conto come l’Italia abbia un vuoto assoluto a sud di Salerno. È assolutamente necessario verificare progetti alternativi, come quello del 2005 di Rfi, o proposte come quella Larg, che pongono l’obiettivo di un tempo di percorrenza Roma-Stretto inferiore a tre ore con un costo più basso».
Secondo i firmatari «per raggiungere questo obiettivo è necessario che la linea sia progettata seguendo i criteri dell’horizontal alignment, adottati in tutte le parti del mondo per ridurre l’estensione chilometrica rispetto al tracciato della attuale linea convenzionale, e non aumentando l’estensione».
Tra i vantaggi derivanti dall’infrastruttura le associazioni evidenziano anche «la crescita del Pil; uno sbocco lavorativo per migliaia di giovani meridionali; la messa in rete delle città metropolitane calabresi (Reggio Calabria) e siciliane (Messina, Catania e Palermo) con le altre italiane; una piena integrazione tra le regioni del Sud Italia e quelle del Centro-Nord; l’abbattimento degli inquinanti e la convergenza verso gli obiettivi ambientali del Paese e dell’Europa; un efficace collegamento ferroviario tra il porto di Gioia Tauro e gli interporti della penisola per il trasporto dei container in arrivo e in partenza dal porto calabrese».
«Le maggiori preoccupazioni – sottolineano le associazioni – sulla realizzazione dell’opera derivano dalla situazione prevista dal Piano europeo alta velocità, presentato il 5 novembre scorso, in base al quale fino al 2040 sono previsti solo lavori di miglioramento dell’attuale linea tra Praia e Paola e tra Pizzo e Villa. Tra Paola e Pizzo non è previsto alcun intervento. Per il resto nulla all’orizzonte, e la Regione non sembra aver proposto alcuna opposizione a questa previsione, né al ministero e nemmeno in sede di forum europeo del corridoio ScanMed».
«Anche se nel mese scorso Webuild ha annunciato l’avvio della realizzazione di tre nuove gallerie nel tratto campano – si legge nella missiva – nulla di nuovo si registra su cosa avverrà a sud di Praia a Mare. Per tutti i lotti fino a Reggio Calabria finora è stato prodotto solo il documento di fattibilità delle alternative progettuali. Dunque si capisce come siamo in una fase molto embrionale. Mancano i progetti, ma pure i soldi. L’Alta velocità oggi potrebbe arrivare fino a qualche chilometro a nord di Praia. Per completare quel tratto, come ripetuto un po’ da tutti, manca un miliardo. Altri 17 miliardi andrebbero rintracciati per costruire la nuova linea fino in riva allo Stretto».
Le associazioni chiedono quindi che Giunta e Consiglio regionale facciano chiarezza su alcuni punti: «Una chiara volontà dell’ente Regione di chiedere ufficialmente la realizzazione di una linea ferroviaria ad Alta velocità che permetta di collegare Reggio Calabria con Roma in non più di tre ore; i tempi di redazione e approvazione del progetto definitivo; l’individuazione e il reperimento delle fonti di finanziamento dell’intera opera; il crono programma delle varie fasi: progetto, gare d’appalto, realizzazione».