Amianto e discariche abusive, l’Osservatorio nazionale incalza i candidati a sindaco: «La salute pubblica non può più aspettare»
L’associazione guidata a livello nazionale dall’avvocato Ezio Bonanni chiede impegni concreti su Piano comunale amianto, bonifiche e censimento degli edifici contaminati: «Non accetteremo più silenzi».
L’emergenza amianto torna al centro del dibattito politico reggino in vista delle prossime elezioni amministrative. L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso la sezione di Reggio Calabria coordinata da Massimo Alampi, lancia un appello pubblico ai candidati a sindaco chiedendo «risposte concrete, impegni scritti e verificabili» sulla presenza di amianto nel territorio comunale e sulla gestione delle bonifiche.
Nel documento diffuso dall’associazione viene definita «contraddittoria» l’idea di parlare di rilancio urbano e turistico mentre «ampie porzioni del territorio comunale restano ostaggio di lastre di Eternit degradate e micro-discariche abusive». Per l’Osservatorio, la tutela della salute pubblica «non può essere considerata un tema accessorio», ma deve diventare una priorità nella programmazione amministrativa e finanziaria della città.
L’associazione, presieduta a livello nazionale dall’avvocato Ezio Bonanni, punta il dito contro i ritardi accumulati negli anni sul fronte della pianificazione e della prevenzione. Tra le domande rivolte ai futuri amministratori ci sono quelle relative alla mappatura aggiornata della presenza di amianto, al censimento degli edifici pubblici e privati e soprattutto alla mancata approvazione del Piano Comunale Amianto (PAC), definito «atto dovuto e obbligatorio» dopo il recepimento del Piano Regionale Amianto Calabria.
L’ONA chiede inoltre chiarimenti sull’attività svolta finora dal Delegato comunale all’Amianto e denuncia la persistente assenza di uno Sportello Amianto comunale, considerato fondamentale per assistere i cittadini e contrastare il fenomeno degli scarichi illegali.
Secondo l’Osservatorio, il problema non sarebbe riconducibile alle competenze tecniche degli uffici comunali. «Abbiamo la certezza che il Settore Ambiente disponga di dirigenti e dipendenti di grande competenza e capacità professionale», si legge nella nota. Le criticità, invece, deriverebbero «dalla mancanza di un indirizzo politico capace di valorizzare queste professionalità».
Nel documento si sottolinea inoltre come il recepimento del PRAC non rappresenti «un semplice atto formale», ma comporti precisi obblighi amministrativi e operativi. «Sono anni – afferma l’associazione – che l’ONA sottopone queste istanze agli amministratori, restando purtroppo inascoltata».
Tra le richieste avanzate ai candidati figurano anche l’istituzione di un fondo comunale per le «bonifiche in danno», che consentirebbe al Comune di intervenire direttamente nei siti contaminati rivalendosi poi sui proprietari inadempienti, e la definizione di una quota di bilancio destinata alla rimozione dell’amianto.
L’associazione propone inoltre un protocollo tra Comune e Asp per incrociare i dati epidemiologici con quelli del censimento amianto, così da individuare le aree a maggiore rischio sanitario e avviare campagne di informazione e sensibilizzazione.
«L’amianto non ha colore politico – conclude Massimo Alampi – ma la responsabilità della bonifica è un onere preciso di chi si candida a guidare la città».