Angela Misiano Martino, l'amore per la scienza e per i giovani. «Il cielo, le stelle e i miti: ecco come ho appassionato intere generazioni»
VIDEO | Ospite negli studi del Reggino.it la responsabile scientifica del planetario Pitagora si racconta: 40 anni di insegnamento a scuola e una intensa attività di divulgazione scientifica che ancora la impegna mentre si appresta a essere insignita della laurea honoris causa all'Unical
Oggi responsabile scientifica del planetario Pitagora della Città Metropolitana di Reggio Calabria, componente del consiglio direttivo della società Astronomica Italiana, ieri un'insegnante di Matematica e Fisica presso i licei scientifici Alessandro Volta e Leonardo Da Vinci e domani (ad aprile) insignita della laurea honoris causa in “Scienze e tecnologie Fisiche, Chimiche e dei Materiali” all'Unical.
Lei è Angela Misiano Martino, conoscuta come la Donna delle Stelle. A Reggio Calabria, dove oggi vive, ha insegnato per 40 anni formando con le sue lezioni curriculari ed extracurriculari, intere generazioni di giovani che grazie alla sua perseveranza e alla sua passione hanno scoperto e amato la scienza, la fisica e l'astronomia.
«Una definizione impegnativa per me, quella di Donna delle Stelle. Io sono stata una semplice insegnante di Matematica e Fisica. Essere una donna delle Stelle implica una conoscenza del cielo, dell'astronomia, dell'astrofisica che ovviamente non mi appartiene perché non sono un'astronoma. Sono certamente un'appassionata di stelle che ha utilizzato il mito, di cui sin da piccola si è nutrita guardando il cielo, per appassionare i suoi allievi». Ospite negli studi del Reggino.it del format A tu per tu, la professoressa Angela Misiano Martino, ha raccontato gli albori del suo interesse per le stelle.
L’infanzia e il cielo di Spropoli
«Io sono nata e cresciuta a Spropoli, un paesino sul versante ionico reggino. La corrente elettrica l'abbiamo vista per la prima volta nel 1954. Quindi l'unico spettacolo era il cielo e, soprattutto nelle sere d'estate, le persone anziane, sedute sul tradizionale "bizzolo", ci raccontavano storie sulle stelle. Così sono cresciuta con la cintura di Orione che chiamavano "i tre bastoni" e con lo "stiddazzo" che, con il senno di poi, ho scoperto essere lo splendente pianeta Venere. Così ammetto di aver utilizzato il cielo, il mito e quell'intrinseca emozione che l'osservazione del cielo alimenta, per avvicinare i ragazzi alla matematica e alla fisica, per stimolarli a guardare a queste materie con maggiore interesse e maggiore attenzione».
Occhi al cielo e ali per volare
«In un'epoca in cui sembrava che la professione di avvocato fosse l'unica in grado di garantire un futuro anche a chi si diplomasse al liceo scientifico, volevo che i ragazzi ampliassero i loro orizzonti e potessero darsi la possibilità di amare anche le discipline scientifiche. Le mie lezioni sono state anche extracurriculari per chi volesse studiare e misurarsi anche oltre i programmi. Sono grata per il mio percorso di insegnamento che mi ha permesso, proprio in orario extracurriculare, di vedere in molti ragazzi orizzonti laddove in classe a volte vedevo limiti. Questo mi ha fatto anche crescere molto come insegnante. Quindi sono io che devo molto ai miei ragazzi.
Credo che la scuola secondaria di secondo grado debba aprire strade verso quella che poi sarà la scelta professionale naturale. Io non so se sono stata veramente quell'insegnante degna di tutti i complimenti che ricevo, però mi riconosco il merito di aver cercato di dare ai miei alunni le ali per volare. Tantissimi lo hanno fatto, diventando ordinari di Fisica, Astrofisica, ricercatori nel mondo e questo mi emoziona moltissimo. Traguardi importanti sono raggiunti anche dai nostri studenti che ogni anno competono con successo alle Olimpiadi di astronomia. Le scuole della nostra regione annualmente portano una media di 3mila-4mila ragazzi, su 8mila- 9mila concorrenti a livello nazionale. Ciò perchè ci sono tanti bravi insegnanti che li seguono e li appassionano». In corso proprio in questi giorni a Reggio le selezioni regionali per le finali nazionali a Monza.
Poi il racconto della professoressa Misiano diventa anche più intimo perché la famiglia ha dovuto condividerla con l'astronomia e le sue lezioni.
«L'astronomia è una palestra di disciplina e legalità. Bisogna rispettare gli orari e i tempi. Essa ha condizionato anche la mia vita familiare. Le attività extracurriculari e l'attesa necessaria per osservare le stelle richiedono una programmazione anche in notturna. Io sono stata estremamente fortunata. Devo ringraziare mio marito Nino per il costante supporto e mia madre Maria che spesso stava con le mie bambine e che si meravigliava della mia esaltazione ogni qualvolta andavo ad osservare Saturno. Qualche volta anche lei era presente e concludeva così: "Ma scusa, non è sempre quello dell'anno scorso?"».
La divulgazione scientifica: il planetario Pythagoras
La didattica e anche la divulgazione scientifica. E arriviamo alla straordinaria avventura del planetario Pitagora.
«Io devo molto anche alle istituzioni che mi hanno sostenuta, credendo in questo progetto. Senza di loro non sarebbe nato il planetario e i tanti piccoli osservatori presenti in città. Il planetario Pitagora è oggi un punto di riferimento nazionale grazie alla Società astronomica italiana, ente morale e prima società scientifica a essere stata istituita in Europa dopo l'Unità d'Italia, che ne ha la direzione scientifica e che opera nella nostra regione dal 1986. Una tradizione ormai radicata e un planetario che registra migliaia di visitatori l'anno che non vengono solo dalla nostra Città metropolitana ma anche da altre città calabresi e dalla Sicilia. Inoltre abbiamo creato delle sinergie che ci vedono coinvolti in progetti nazionali».
Scienza e Fede
Angela Misiano Martino è una donna di scienza che parla anche di Fede.
«Ho un rapporto profondo con la Fede. I due piani sono nettamente distinti ma se guardi in alto, non puoi fare a meno di porti domande. Poi, magari in maniera irrazionale, ti rendi conto che la scienza spiega ma resta quella sensazione intima, il pensiero per chi tutta questa bellezza l'ha creata. Non c'è una dicotomia. Dal mio punto di vista, parlando di fede e di scienza, l'una non può fare a meno dell'altra».
La laurea Honoris Causa
Il prossimo 12 aprile ad attendere la professoressa Misiano Martino c'è la laurea honoris causa in “Scienze e tecnologie Fisiche, Chimiche e dei Materiali” che le sarà conferita a Rende all'università della Calabria. Un riconoscimento assai prestigioso che lei accoglie con i consueti pragmatismo e schiettezza.
«Sono sempre molto sorpresa dei riconoscimenti che ricevo. Io ho sempre ritenuto di aver fatto solo il mio dovere di insegnante, di cittadina e poi perché nella mia attività didattica e di divulgazione scientifica, sinceramente mi sono sempre molto divertita».