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04/03/2026 ore 08.41
Società

Anpi Teresa Talotta Gullace di Polistena: «Risignificare la toponomastica coloniale per promuovere consapevolezza storica»

L’associazione commenta positivamente la delibera del Comune che prevede che le strade Adua, Macallè, Axum, Dessiè, Asmara e Dogali mantengano la propria denominazione con l’integrazione della dicitura: «in memoria delle vittime innocenti»

di Redazione

«L’Anpi sezione Teresa Talotta Gullace esprime soddisfazione e apprezzamento per la delibera del Comune di Polistena che avvia un percorso di risignificazione delle vie legate al colonialismo del periodo fascista.

Le strade Adua, Macallè, Axum, Dessiè, Asmara e Dogali – nomi connessi alle campagne coloniali italiane, causa di violenze, odio razziale e migliaia di morti – manterranno la propria denominazione storica, ma saranno integrate dalla dicitura: «in memoria delle vittime innocenti».

La risignificazione delle vie legate al colonialismo – prosegue l’associazione – rappresenta un importante processo di “decolonizzazione dello spazio urbano”, volto a rileggere criticamente e contestualizzare toponimi che per decenni hanno celebrato un passato coloniale spesso rimosso o idealizzato. Non si tratta soltanto di modificare una targa, ma di promuovere consapevolezza storica, riconoscere le responsabilità e riflettere sulle conseguenze del colonialismo disuguaglianze economiche, instabilità politica, dinamiche razziste – che ancora oggi segnano il presente. In questo modo, i nomi delle strade possono trasformarsi da strumenti di esaltazione imperiale a luoghi di memoria critica e condivisa. L’integrazione di una didascalia con riportato «in memoria delle vittime innocenti»” alla toponomastica coloniale consente di riportare l’attenzione su uno dei capitoli più gravi e a lungo rimossi della storia italiana: l’invasione fascista dell’Etiopia, iniziata il 3 ottobre 1935, che causò circa mezzo milione di vittime, devastazioni ambientali e danni morali incalcolabili. L’aggressione fu condotta anche attraverso l’uso sistematico di armi chimiche vietate dalle convenzioni internazionali, oltre a violenze diffuse e crimini contro la popolazione civile.

Il conflitto italo-etiope rappresentò una pagina drammatica del colonialismo italiano, incidendo profondamente sul destino del regime fascista. Il popolo etiope fu tra i primi a opporsi militarmente al fascismo e riuscì a liberare il proprio territorio dalle forze dell’Asse già nel maggio 1941. Il conflitto ebbe origine dalla violazione del diritto internazionale sancito dalla Società delle Nazioni e fu giustificato da una propaganda coloniale presentata come “missione civilizzatrice”, una retorica che offre ancora oggi importanti chiavi di lettura per comprendere dinamiche e conflitti contemporanei.

La scelta dell’Amministrazione Comunale giunge al termine di un percorso di confronto pubblico avviato con l’incontro “I Crimini Fascisti in Etiopia”, organizzato dalla nostra sezione Anpi insieme all’Amministrazione Comunale lo scorso 6 febbraio, presso il Salone delle Feste. L’iniziativa ha visto il contributo dello studioso N. M. Bonifati Tekle Selassie, filosofo, scrittore, ricercatore storico ed etiopista, offrendo alla cittadinanza un significativo momento di approfondimento e riflessione.

Esprimiamo infine apprezzamento per l’intitolazione di una via a Don Andrea Gallo, prete di strada e combattente della Resistenza italiana, figura simbolo di impegno civile, solidarietà e difesa degli ultimi».