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12/09/2025 ore 16.41
Società

Archi Carmine, le corone della Madonna del Carmelo benedette da Papa Leone XIV

Un momento storico per la comunità: la benedizione in Vaticano segna l’inizio di un nuovo cammino di fede e cultura
di Redazione

Un evento di grande valore spirituale e simbolico ha segnato la storia ultracentenaria della comunità di Archi Carmine. Sabato 6 settembre 2025, durante l’Udienza Giubilare a Roma, Papa Leone XIV ha benedetto le corone della statua di Maria Santissima del Carmelo, patrona del quartiere.

Le due corone – quella del Bambino Gesù e quella della Vergine – erano state recentemente restaurate da un maestro orafo palermitano e restituite al loro splendore originario. A presentarle al Santo Padre, accompagnato dai fedeli giunti in pellegrinaggio, è stato don Danilo Latella, parroco pro-tempore della chiesa.

La statua della Madonna del Carmelo è venerata ad Archi dal 1913, quando arrivò dalla ditta leccese Arturo Troso, specializzata in cartapesta. Trasportata in treno e poi su un carro trainato da buoi, venne accolta in una baracca provvisoria costruita dopo il terremoto del 1908. Negli anni la statua ha subito restauri e consolidamenti, tra cui quello del 1970, e nel 2013 è stato celebrato solennemente il suo centenario.

Nell’anno giubilare proclamato da Papa Leone XIV come “Anno della Speranza”, la benedizione delle corone assume un significato ancora più forte: l’intera comunità ha affidato alla Vergine le famiglie, i giovani, i malati e i carcerati, rinnovando un legame di fede che unisce generazioni. Le corone saranno custodite fino all’8 dicembre, quando si terrà il rito di incoronazione durante una celebrazione solenne.

La chiesa di Archi Carmine si prepara intanto a ricevere un’opera di arte sacra contemporanea di straordinaria imponenza: un dipinto di 5×10 metri dell’artista Michele Parisi, che raffigurerà momenti fondamentali della vita di Maria. L’opera, unica in Calabria per dimensioni e complessità, renderà il santuario un punto di riferimento non solo spirituale ma anche culturale e turistico.

«Questi eventi sono occasioni belle per la nostra comunità – ha ricordato don Danilo Latella – ma restano strumenti della fede, non il fine della fede. La devozione e l’arte servono a renderci veri discepoli di Gesù, nostro Maestro e Signore».