Area Stretto Nord, nasce il Piano Strategico Culturale: nove convegni per ridisegnare lo sviluppo della metrocity reggina
FOTO - Il progetto punta a costruire un percorso partecipato tra istituzioni, università, professionisti e comunità locali per definire le linee guida del futuro Piano Strategico Metropolitano
Un percorso partecipato che punta a trasformare idee, competenze e proposte in un vero strumento di pianificazione per lo sviluppo dell'area dello Stretto Nord. È questo l'obiettivo del Piano Strategico Culturale dell'Area Stretto Nord, un progetto articolato in nove convegni tematici pensati come tappe di un unico processo di confronto tra istituzioni, università, professionisti, imprese, associazioni e comunità locali.
L'iniziativa non si limita all'organizzazione di una serie di incontri pubblici, ma punta alla costruzione di un laboratorio permanente di elaborazione collettiva, finalizzato alla definizione delle linee guida di un Programma Strategico di Area Vasta destinato a confluire nel Piano Strategico Metropolitano della Città Metropolitana di Reggio Calabria.
Alla base del progetto vi è una precisa impostazione metodologica: la pianificazione strategica non dovrebbe essere esclusivamente il frutto di decisioni elaborate a livello istituzionale, ma nascere anche dall'ascolto dei territori, valorizzandone identità, vocazioni e conoscenze locali. In quest'ottica, lo Stretto Nord viene individuato come territorio pilota per sperimentare un modello di pianificazione partecipata potenzialmente estendibile alle altre aree omogenee della Città Metropolitana.
Il progetto prende le mosse dall'analisi delle trasformazioni che hanno interessato il territorio reggino negli ultimi decenni. Lo sviluppo si è concentrato prevalentemente lungo la fascia costiera, favorendo l'espansione di servizi, infrastrutture e investimenti sul litorale e contribuendo, parallelamente, allo spopolamento delle aree interne, all'abbandono del patrimonio edilizio e alla progressiva perdita di funzioni economiche e sociali.
La proposta introduce una diversa chiave di lettura, fondata su un modello verticale capace di mettere in relazione mare, vallate, borghi e Aspromonte. In questa visione, le fiumare assumono un ruolo centrale, diventando corridoi territoriali lungo i quali ricostruire connessioni ambientali, culturali, economiche e sociali tra costa e montagna.
L'intero percorso sarà caratterizzato da un ampio coinvolgimento di competenze diverse. Oltre cinquanta relatori, provenienti dal mondo politico, amministrativo, universitario, professionale, imprenditoriale e associativo, saranno chiamati a confrontarsi sui principali temi dello sviluppo territoriale.
Urbanisti, sociologi, economisti, agronomi, esperti di turismo, ricercatori, rappresentanti delle imprese e delle associazioni di categoria contribuiranno all'elaborazione di un quadro conoscitivo condiviso. Ogni convegno rappresenterà un modulo autonomo, ma inserito in una strategia complessiva orientata a raccogliere proposte, individuare priorità e costruire strumenti operativi per la pianificazione dell'area vasta.
L'impostazione modulare consentirà di ampliare progressivamente il coinvolgimento dei diversi portatori di interesse, approfondire ciascun settore con competenze specialistiche e creare una banca delle conoscenze del territorio, trasformando il confronto pubblico in un processo concreto di pianificazione.
Al termine del percorso dovrebbe essere elaborato un documento strategico contenente gli indirizzi per lo sviluppo dello Stretto Nord. Tra i temi individuati figurano la definizione dell'identità territoriale dell'area, le funzioni strategiche da attribuire al comprensorio, le priorità infrastrutturali, lo sviluppo turistico, la valorizzazione delle produzioni agricole, la nuova residenzialità, la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale, il modello di governance territoriale e la realizzazione di un Catasto Territoriale Intelligente, affiancato da una piattaforma permanente di conoscenza del territorio.
Il progetto propone una concezione della cultura che supera il tradizionale ambito delle politiche culturali. L'obiettivo è farne il metodo attraverso cui una comunità interpreta il proprio territorio, riconosce le proprie risorse e costruisce una visione condivisa del futuro.
In questa prospettiva, i nove convegni vengono presentati come un percorso di partecipazione e confronto nel quale sapere scientifico, esperienza amministrativa e conoscenza delle comunità locali concorrono alla costruzione di un modello di pianificazione strategica. Un metodo che, nelle intenzioni dei promotori, potrà contribuire alla definizione del futuro Piano Strategico Metropolitano e rappresentare un riferimento anche per le altre aree vaste della Città Metropolitana di Reggio Calabria.
Foto di Antonino Caridi