Ascolto, responsabilità e rispetto: “Ti sbullu” raddoppia e sfida gli studenti calabresi a prevenire e raccontare il fenomeno del bullismo
Dopo il successo della prima edizione lanciato il nuovo bando. L’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale aumenta il budget per l’organizzazione e Cirillo rilancia: «Vogliamo sempre di più coinvolgere giovani e studenti». Il Garante Lomonaco: «Una democrazia che lascia indietro i soggetti più fragili è una democrazia incompleta»
«Vogliamo lanciare il modello Calabria, un modello che cambia il paradigma non più ad inseguire il disagio ma ad anticiparlo». Il Garante regionale per la tutela delle vittime di reato, Antonio Lomonaco, carica di significato la seconda edizione del concorso “Ti Sbullu!”, iniziativa rivolta agli studenti calabresi, con l’obiettivo di contrastare il fenomeno del bullismo e promuovere una cultura fondata sul rispetto, sulla responsabilità e sull’ascolto.
Il concorso “Ti Sbullu!”, finanziato dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, è stato presentato nel corso di un’apposita iniziativa nei locali del Polo culturale “Mattia Preti” di Palazzo Campanella, e si configura come un percorso educativo e creativo che coinvolge gli studenti nella realizzazione di uno spot video sul tema del bullismo, stimolando riflessione, consapevolezza e partecipazione attiva.
«È un progetto che cammina sulle proprie gambe ormai – dice soddisfatto per la riuscita della prima edizione il Garante Lomonaco -. Noi ci siamo prefissati l'obiettivo di promuovere valori come quello dell'ascolto e della responsabilità. Abbiamo puntato molto sulla tutela dei ragazzi e lo faremo sempre di più. Nessuno deve rimanere indietro. Una democrazia che lascia indietro i soggetti più fragili è una democrazia incompleta».
Il lancio del bando di concorso, segue la premiazione della prima edizione avvenuta a novembre scorso, proprio nella sede del Consiglio regionale: «Quel giorno – racconta Salvatore Cirillo, presidente del Consiglio regionale - avevo sostenuto che un progetto quando funziona va rilanciato anche economicamente. Dunque quest'anno come Ufficio di presidenza ho deciso di dare ancora più risorse all'evento perché è un evento importante che deve continuare a coinvolgere le scuole su un tema così rilevante. Lo è ancora di più quando coinvolgi gruppi di studenti che producono dei video, si tolgono anche dai social, e collaborano insieme per arrivare al risultato».
Un gioco di squadra tra istituzioni a favore dei ragazzi, spiega ancora Cirillo che sottolinea anche come «in questi primi mesi di mandato all'interno anche dell'Aula del Consiglio regionale abbiamo fatto delle premiazioni coinvolgendo le scuole, e così dobbiamo continuare. In una prima riunione con i garanti, da Presidente del Consiglio ho detto che qualsiasi progetto valido porteranno se coinvolgeranno le scuole sarà finanziato e sarà finanziato bene, perché le risorse ci sono all'interno della Presidenza e vogliamo coinvolgere il più possibile i giovani».
Per Lomonaco è importante rimarcare che sono molto frequenti i contatti con le scuole, non solo in virtù delle segnalazioni ricevute quotidianamente: «abbiamo trovato delle scuole aperte che ascoltano, che si mettono a disposizione delle istituzioni e dei ragazzi e stiamo creando una rete forte che può tutelare i nostri ragazzi dalla rete»
D’altra parte il fenomeno è un fenomeno che va visto in Calabria ma va visto a livello nazionale: il 67% di ragazzi sono vittime quotidianamente di soprusi, di gesti non ortodossi; e il 27% di ragazzi che sono quotidianamente vittime di bullismo. «Sono dati non certo rassicuranti – commenta Lomonaco -, dobbiamo intervenire su questi dati, dobbiamo fare molta prevenzione, dobbiamo anticipare il problema altrimenti parliamo sempre di prevenzione ma come una scatola vuota. E, soprattutto, non possiamo ragionare come la vittima, come un compartimento stagno, ma dobbiamo ragionare su una rete, dobbiamo ragionare su mettere in campo tutte le forze, istituzioni, scuole, famiglie per poter assicurare ai nostri ragazzi un futuro migliore».
Proprio dal confronto nelle scuole possono arrivare suggerimenti preziosi. Lomonaco racconta di aver ricevuto input importanti in una scuola di Castrolibero. «Accanto alla figura del psicologo cercherò a questo punto di creare un protocollo con le università per far sì che ci sia un mediatore, ovviamente deve essere un mediatore esperto, non può essere un insegnante con tutto il rispetto per l'insegnante, non può essere il garante con tutto il rispetto per il garante, ma deve essere una figura preparata che può fare da mediatore tra la vittima di bullismo e il bullo in modo tale che si possa ricostruire quella frattura che si è creata attraverso quell'atto illegale».
Il concorso
Per quanto riguarda il dettaglio dei concorsi, agli studenti è richiesta la realizzazione di un video spot corredato da una breve descrizione e che sia in armonia con gli obiettivi di riflettere sul proprio comportamento in classe, assumere comportamenti responsabili e consapevoli, promuovere la cultura del rispetto, costruire un’immagine veritiera di sé, fare rete per combattere qualsiasi forma di violenza, indicare quali alternative mettere in atto per arginare il problema.
I lavori dovranno essere realizzati in gruppo con il coinvolgimento di un docente referente e ogni gruppo può realizzare un solo elaborato. Le domande di partecipazione e i lavori dovranno essere trasmessi via pec all’indirizzo garantetutelavittimedireato@pec.consrc.it entro il 30 maggio prossimo. La commissione di valutazione esaminerà e valuterà i lavori realizzati tenendo conto dell’originalità, l’attinenza al tema, l’efficacia degli aspetti comunicativi e la chiarezza dei contenuti. I premi saranno assegnati alle scuole vincitrici (3 mila € alla prima classificata, 2 mila al secondo e 1,5 al terzo) per l’acquisto di materiali o attrezzature didattiche, e ai gruppi di studenti (da 2 mila euro al primo alle mille euro al terzo) per l’acquisto di materiale tecnologico.