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31/03/2026 ore 15.56
Società

Autismo, la sfida dei servizi: tra nuove linee guida e bisogni reali la Calabria si interroga sul futuro del welfare

Servizi da costruire, liste d’attesa e carenza di specialisti: il confronto tra Regione, sanità e famiglie mette al centro il passaggio decisivo dalle linee guida alla vita reale

di Silvio Cacciatore

Un tema che attraversa famiglie, istituzioni e territorio, con una domanda che resta sospesa: quanto è distante oggi il sistema dei servizi dalla vita quotidiana di chi vive l’autismo. La puntata odierna di Dentro la Notizia, condotta da Salvatore Bruno su LaC Tv, ha acceso il confronto alla vigilia del 2 aprile, Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, mettendo attorno allo stesso tavolo politica, sanità e associazioni.

Al centro le linee guida approvate dalla Giunta regionale, illustrate dall’assessore al Welfare Pasqualina Straface. L’impianto punta alla creazione di 14 centri polivalenti distribuiti nei distretti sanitari calabresi, con attività strutturate e apertura settimanale, pensati per accompagnare giovani e adulti lungo percorsi di autonomia e inclusione.

Una svolta che, nelle intenzioni, cambia l’approccio. «La consapevolezza si deve trasformare in responsabilità istituzionale», chiarisce l'assessore Straface, rivendicando un lavoro nato dal confronto diretto con le famiglie. Il perno è il cosiddetto progetto di vita, costruito su una presa in carico integrata: «Non si parla soltanto di cura sanitaria, ma anche di relazioni, contesto familiare e inclusione sociale». Un modello che supera la logica degli interventi isolati per definire percorsi personalizzati e monitorati nel tempo.

La dimensione teorica, però, si scontra con le criticità che emergono dal territorio. Da Reggio Calabria, nel collegamento curato dalla giornalista Elisa Barresi, arrivano le voci delle famiglie. Angela Villani, dell’associazione Il volo delle Farfalle, mette a fuoco il nodo principale: «Per noi il 2 aprile è 365 giorni l’anno». Il progetto di vita, sottolinea, rappresenta «l’unico mezzo reale di inclusione», ma resta il problema delle risposte immediate. «Le diagnosi aumentano e i posti disponibili sono limitati», osserva, ponendo una questione che tocca centinaia di famiglie: «Cosa accade a quei bambini e ragazzi che restano in lista d’attesa per anni?».

Un interrogativo che si lega alla carenza di figure specialistiche e alla difficoltà di garantire interventi tempestivi. La neuropsichiatra infantile Erminia Mannarino richiama l’importanza della diagnosi precoce e di una presa in carico che coinvolga anche il contesto sociale, con percorsi condivisi tra famiglie, scuola e sanità. Restando sul fronte associativo, Gigi Lupo di "Un calcio all'autismo" evidenzia un cambio di passo da parte della Regione, chiedendo però continuità e attenzione alla fase più delicata, quella del passaggio all’età adulta. È in quel momento che si misura la tenuta del sistema, tra prospettive di autonomia e rischio di isolamento.

Sul piano istituzionale, Pasqualina Straface prova a sciogliere uno dei nodi più ricorrenti, quello delle risorse: «Non è un problema di fondi, le risorse ci sono». La sfida, piuttosto, riguarda la capacità di metterle a sistema e costruire una regia efficace tra tutti i soggetti coinvolti. È proprio qui che si concentra il punto di equilibrio emerso nel corso della trasmissione. Da una parte un impianto normativo che prova a riorganizzare i servizi, dall’altra una realtà che chiede tempi rapidi, professionalità e continuità. In mezzo, le famiglie, che continuano a vivere ogni giorno una condizione che non può attendere.