«Autonomia, dignità e autostima»: Mirella Gangeri e la sfida di Agedi per un futuro oltre il pregiudizio
VIDEO – Un’intervista intensa svela il cuore dell’associazione Agedi: dai laboratori “AgiLab” al progetto “Durante noi”, un percorso per trasformare la disabilità in protagonismo attivo, lontano dalla pietà e vicino alla vita reale
Nel cuore di Piazza Italia, a Reggio Calabria, il racconto del territorio si tinge di autenticità e coraggio. Mirella Gangeri, presidente dell’associazione Agedi, ha parlato ai nostri microfoni per spiegare come la realtà associativa stia lavorando per «sdoganare» i pregiudizi sulla disabilità, dimostrando che la normalità può essere banale, mentre la diversità è una ricchezza da mostrare con orgoglio.
Oltre la pietà: il diritto all'autonomia
Il motto di Agedi è chiaro: «Nessuno escluso mai». Per Gangeri, la disabilità non deve essere evitata, ma conosciuta e «buttata all'esterno» affinché i ragazzi possano mostrare le proprie capacità e il proprio desiderio di divertirsi. «Speriamo che non ci siano sorrisi pietosi dietro le spalle», ha dichiarato la presidente, sottolineando come l’associazione rifiuti categoricamente l’approccio assistenzialistico a favore di una reale emancipazione.
La vera sfida risiede nella «presa in carico» reale del problema, che significa comprendere profondamente i bisogni dell'altro, come nel caso delle barriere architettoniche: non si tratta solo di abbatterle, ma di non costruirle affatto attraverso una nuova consapevolezza culturale.
Il «Durante noi» per preparare il «Dopo di noi»
Uno dei temi più delicati toccati nell'intervista è il futuro dei ragazzi quando i genitori non ci saranno più. Gangeri propone una soluzione concreta: non limitarsi a teorizzare sulle «case del dopo di noi», ma agire nel presente attraverso il «durante noi».
«I nostri figli sono i più grossi imprenditori degli ultimi anni, hanno dato lavoro a tutti», ha ironizzato la presidente, spiegando che l'obiettivo è rendere i ragazzi protagonisti della propria vita. Questo avviene insegnando loro le autonomie quotidiane: rifarsi il letto, fare la spesa, preparare la colazione e pulire gli spazi di lavoro. L'idea è passare dal concetto di «assistenza», che sopprime l'individuo, a quello di «aiuto», che invece lo sostiene e rende il modello anche economicamente sostenibile.
AgiLab: dove il talento prende forma
Il cuore pulsante di questa attività sono i sette laboratori di AgiLab che spaziano dalla danza alla ceramica, dal teatro alla cucina. Queste attività non sono «futili», ma strumenti essenziali per accrescere autonomia, dignità e autostima, insegnando il rispetto dei tempi, delle regole e dell’altro.
Proprio in questi giorni, Piazza Italia è stata teatro di un flash mob nato dal progetto «Neuroart» in collaborazione con ASI Calabria, Studio Art di Danila Crisafi e l'insegnante Lorenza Panella. Un esempio di come l'arte possa rompere il «muro di cristallo» dell'isolamento.
Una rete per le famiglie
Agedi non dimentica le famiglie, spesso lasciate sole ad affrontare carichi pesanti. Tra le iniziative, spicca persino un laboratorio di danza dedicato ai genitori, per offrire loro un momento di relax mentre i figli sono impegnati nelle loro attività.
L'estate reggina si prospetta ricca di nuove proposte, tra teatro, musica e uscite, con l’obiettivo di rendere la disabilità qualcosa di «bello da vedere» e piacevole da raccontare, proprio come la vita di ogni cittadino.