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24/06/2026 ore 06.30
Società

Autore del reato e vittima, un dialogo possibile: attivato a Reggio il centro di Giustizia riparativa

Istituzionalizzato nel 2022 con la riforma Cartabia, il percorso è volto a superare la funzione prettamente punitiva del processo per rinsaldare i legami sociali interrotti dal fatto penalmente rilevante e per promuovere la riduzione dei conflitti e il reinserimento sociale

di Anna Foti

Un processo che si avvale della mediazione tra vittime e autori del reato, inteso come danno riparabile, in un’ottica di rigenerazione umana e sociale e di un sistema penale non solo punitivo. Un percorso di riparazione che superando i limiti della detenzione del colpevole (che comunque prosegue durante il percorso di mediazione) si rivela capace di favorire la riconciliazione e ridurre i conflittiresponsabilizzando il reo e offrendo un percorso complementare al tradizionale processo penale. 

Ecco un nuovo paradigma di giustizia, complementare a quello retributivo e rieducativo, definito per questo riparativo. Vittima e autore di un reato dialogano, su base volontaria, con l'aiuto di un mediatore imparziale. 

Il Mandela's office a Reggio avrebbe potuto e dovuto essere fucina di queste esperienze di grande interesse giuridico e sociale, antesignano di un modello di Giustizia riparativa che l’Europa già chiedeva e che, dopo qualche anno (nel 2022), l’Italia con la riforma Cartabia avrebbe istituzionalizzato. Tale riforma disciplina la Giustizia riparativa come azione di sistema nell'ambito della giustizia penale per adulti e minori e vede gli enti locali (attraverso i servizi sociali, i mediatori e le amministrazioni) soggetti attivi e coinvolti nel processo.

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Il Mandela's office, profetico ufficio di Giustizia riparativa inaugurato a Reggio nel 2018, primo in Italia nel suo genere e con sede presso un bene confiscato, invece per questioni di gestione, al netto di breve parentesi nel 2018 e nonostante un secondo protocollo tra Ministero di Giustizia e Comune firmato nel 2022, mai regolarmente entrato in funzione.

Rimasto inutilizzato fino a ora, e adesso al centro di alcuni interventi di adeguamento, ospiterà la sede dell’équipe integrata socio sanitaria (Eiss) dell’azienda sanitaria Provinciale impegnata ad ascoltare i bisogni delle persone fragili e a redigere un piano personalizzato che integri interventi sociali e socio-assistenziali sul territorio reggino. Questo quanto annunciato lo scorso anno al momento della sottoscrizione del protocollo tra Città Metropolitana e Asp.

Reggio Calabria, Metrocity e Asp sottoscrivono un protocollo socio-sanitario a sostegno delle persone fragili

Certamente che un bene confiscato inutilizzato sia reso utile e funzionale per la comunità è una buona notizia e lo è anche che il percorso di giustizia riparativa abbia avuto finalmente un importante nuovo impulso pure a Reggio Calabria, nonostante l’esperienza del Mandela’s sia andata dispersa.

La riforma Cartabia ha posto in capo al Ministero della Giustizia il coordinamento nazionale di tali servizi, disponendo l’istituzione dei Centri per la giustizia riparativa presso gli enti locali, chiamati così ad assicurare livelli essenziali e uniformi delle prestazioni. Livelli da assicurare avvalendosi di mediatori esperti, ovvero di enti del terzo settore.

Al termine della procedura amministrativa che ha coinvolto il Ministero della Giustizia, le conferenze nazionali e gli enti regionali, la Regione Calabria lo scorso aprile ha formalizzato (Burc n.70 del 3/4/2026) l’attivazione dei Centri per la Giustizia Riparativa, inseriti tra i 36 uffici operativi a livello nazionale. Un atto che rafforza il ruolo della Regione Calabria, già pioniera della giustizia riparativa grazie all’introduzione, circa venti anni fa, di centri di mediazione sociale con l'impegno di specialisti del settore e tra esse Alessandra Mercantini e Maria Assunta Bonanno, oggi rispettivamente presidente e vice presidente dell’associazione Cam Gaia Ets che fungerà da hub per i territori delle Corti d’Appello di Catanzaro e Reggio Calabria, con sede centrale nel capoluogo regionale e uffici nelle altre province. Al Centro potranno rivolgersi l’Autorità giudiziaria, i difensori delle parti coinvolte e i cittadini che abbiano subito le conseguenze di un reato, con accesso tramite procedure semplificate, gratuite e rapide.

Il Centro di Giustizia Riparativa calabrese ha sede in Catanzaro al viale dei Normanni 149. Attivata anche una sede nella città metropolitana di Reggio Calabria, in via Tommaso Campanella 38/A (c/o Ismed).

Nella direzione di attuare questi nuovi percorsi, sottoscritto alcune settimane fa un protocollo da Metrocity, da ratificarsi con delibera del nuovo sindaco Francesco Cannizzaro, a beneficio di persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria in carico all’Udepe e all’Ussm.