Azzarà presenta esposto al Ministro: «Trasferimento senza autorizzazione, fatto gravissimo»
Dagli atti della Soprintendenza emerge che per lo spostamento del dipinto al Morelli non fu inoltrata alcuna richiesta preventiva. Nuccio Azzarà presenta denuncia e chiede l’intervento del Ministero della Cultura.
Il trasferimento dell’effige della Madonna della Consolazione dall’Eremo al Presidio Morelli del Grande Ospedale Metropolitano, avvenuto tra l’11 e il 12 dicembre 2025 nell’ambito delle celebrazioni giubilari dedicate alla Speranza, finisce al centro di un esposto formale indirizzato al Ministro della Cultura.
A presentarlo è Nuccio Azzarà, che parla di «trasferimento illecito» del dipinto su tavola raffigurante la Santa Patrona di Reggio Calabria, bene culturale sottoposto a vincolo ministeriale ai sensi del D.Lgs. 42/2004.
Il caso si fonda sulla documentazione ufficiale acquisita tramite accesso agli atti presso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la Provincia di Vibo Valentia.
Nel riscontro formale dell’11 febbraio 2026, la Soprintendenza trasmette tra gli allegati la nota dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova (prot. 0003/2026 del 7 gennaio 2026), nella quale si legge testualmente che «non è stata inviata alcuna richiesta di autorizzazione» per lo spostamento del quadro.
La stessa comunicazione precisa che il trasferimento presso il Grande Ospedale Metropolitano – Presidio Morelli fu inserito nelle celebrazioni del Giubileo dedicato alla Speranza, per offrire agli ammalati l’esperienza della grazia giubilare.
Sempre negli atti si evidenzia che la Soprintendenza ha trasmesso la documentazione al Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza, che ha richiesto un sopralluogo congiunto per verificare lo stato di conservazione del dipinto e acquisire eventuali elementi relativi allo spostamento.
L’opera, pur essendo di proprietà dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, è tutelata dallo Stato in quanto bene culturale. La normativa prevede che ogni spostamento temporaneo sia subordinato a preventiva autorizzazione della Soprintendenza, con indicazione delle modalità di trasporto e delle misure di sicurezza.
Secondo Azzarà, l’assenza di tale passaggio autorizzativo configurerebbe una violazione del Codice dei beni culturali, richiamando l’articolo 175 del D.Lgs. 42/2004 in materia di sanzioni.
La denuncia di Azzarà
Nell’esposto inviato al Ministro della Cultura e agli organi di stampa, Azzarà scrive: «È lapalissianamente e documentalmente dimostrato che nel trasferire il quadro della Madonna della Consolazione dalla Basilica Santuario dell’Eremo all’Ospedale Morelli si sia perpetrato un fatto estremamente grave».
Azzarà individua nel proprietario pro tempore del bene, l’Arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, la figura titolare delle responsabilità amministrative connesse alla richiesta di autorizzazione, chiedendo al Ministero di «determinarsi conseguenzialmente».
Nella stessa nota viene esclusa una responsabilità diretta dell’Associazione Portatori della Vara, ritenuta priva di competenza nelle dinamiche giuridiche relative alla tutela del bene.
La questione tocca uno dei simboli religiosi più forti della città. Il trasferimento dell’effige, avvenuto in un contesto di profonda devozione popolare e con finalità spirituali, si inserisce però in un ambito regolato da norme stringenti sulla tutela del patrimonio culturale.
Ora la parola passa agli organi competenti. Sul piano documentale, resta il dato emerso dagli atti ufficiali: per lo spostamento del dipinto non risulta essere stata presentata preventiva richiesta di autorizzazione alla Soprintendenza.