Bagnara, veglia di preghiera davanti alla Chiesa del Santissimo Rosario
Fedeli e membri dell’Arciconfraternita Maria SS. del Rosario riuniti in un momento di raccoglimento e speranza. Attraverso il Rosario, il richiamo a custodire la fede, ritrovare la comunione e trasformare la speranza in responsabilità concreta per il futuro della comunità
Nella serata di sabato 20 giugno, davanti alla Chiesa del Santissimo Rosario, si è svolto un momento di preghiera promosso spontaneamente da alcuni fedeli legati all’Arciconfraternita mariana che ha sede nell’omonima chiesa.
La veglia si è aperta con parole semplici e intense, che hanno spiegato il senso dell’incontro: «Questa sera ci siamo ritrovati davanti alla Chiesa del Santissimo Rosario con il cuore raccolto e colmo di speranza, come figli che si stringono attorno alla propria casa e alla propria Madre nella fede. Siamo qui perché amiamo questa Chiesa, la sua storia, la sua devozione e la fede che abbiamo ricevuto dai nostri padri».
Da qui il filo conduttore dell’intera preghiera: «Una porta può essere chiusa. Una comunità può essere ferita. Ma la fede non può spegnersi».
Attraverso la recita del Rosario, i partecipanti sono stati accompagnati in un cammino spirituale scandito da cinque intenzioni, proposte come misteri di meditazione: dalla ferita nasce la ricerca della verità, dalla verità nasce la responsabilità, dalla responsabilità nasce la comunione e dalla comunione rinasce la speranza.
Il primo mistero, dedicato alla ferita, ha invitato a non alimentare il dolore, ma a consegnarlo al Signore, richiamando le parole di San Giovanni Paolo II: «Non abbiate paura. Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo».
Il secondo, dedicato alla verità, ha ricordato che la verità non è un semplice postulato, ma il fondamento stesso della fede cristiana: una luce che libera, purifica e guida ogni autentico cammino di riconciliazione. In questo senso è stato richiamato l’insegnamento del Concilio Vaticano II: «La verità non si impone che per la forza della verità stessa».
Il terzo mistero, dedicato alla responsabilità, ha richiamato ciascuno a sentirsi custode di un dono ricevuto, chiamato a trasmettere la fede e l’amore per la Chiesa di generazione in generazione, facendo eco all’esortazione di Santa Caterina da Siena: «Basta tacere! Gridate con centomila lingue. Per il silenzio il mondo è guasto».
Il quarto mistero, dedicato alla comunione, ha esortato a non lasciare che le ferite diventino divisioni, ricordando con Papa Benedetto XVI che «l’unità non può essere semplice prodotto dell’operare umano; essa è anzitutto un dono di Dio».
Il quinto mistero, dedicato alla speranza, ha invitato a guardare al futuro con fiducia, certi che la speranza cristiana non delude e che la grazia di Dio continua ad operare nel suo popolo, accogliendo l’invito di Papa Francesco a «non lasciarsi rubare la speranza».
In questo cammino è emerso anche il valore dell’Arciconfraternita Maria SS. del Rosario, che non è una realtà da cancellare o da ridimensionare, ma un patrimonio da custodire e far rifiorire. Una riflessione che si estende a tutte le realtà religiose, associative, culturali e sociali del territorio, chiamate a custodire la propria identità senza rinunciare alla capacità di rinnovarsi. Le tradizioni non si salvano svuotandole, ma comprendendole, migliorandole e trasmettendole con responsabilità. A ciò che si è ricevuto dai padri non va tolto valore: va aggiunto valore, perché possa continuare a generare fede, appartenenza, memoria condivisa e servizio alla comunità, favorendo la crescita di un tessuto umano e spirituale capace di guardare al futuro senza disperdere le proprie radici.
Particolarmente significativo è stato il momento conclusivo della veglia, affidato al segno della luce e alla meditazione delle parole del Vangelo: «Voi siete la luce del mondo». Un richiamo semplice ma profondo, che ha ricordato come la fede, proprio come i grani di una stessa corona, si trasmetta di generazione in generazione e continui a unire i figli di Dio.
I promotori del momento di preghiera desiderano esprimere sincera gratitudine a quanti, nelle rispettive competenze e responsabilità, hanno accolto con disponibilità e rispetto la comunicazione dell’iniziativa, permettendo che essa si svolgesse in un clima sereno, ordinato e raccolto. Un ringraziamento particolare va al Comando Stazione Carabinieri di Bagnara Calabra, al Sindaco e all’Amministrazione comunale, al Comando della Polizia Locale, alla Commissione Straordinaria dell’Arciconfraternita Maria SS. del Rosario e ai parroci della Parrocchia «Santa Maria e i XII Apostoli».
La veglia si è conclusa nelle parole della Supplica alla Madonna di Pompei, affidando alla Vergine del Rosario il cammino della comunità: «O Rosario benedetto di Maria, Catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo d’amore che ci unisci agli Angeli, [...] porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più». Da questa invocazione è scaturito il messaggio consegnato ai presenti: custodire la fede, ritrovare la comunione e trasformare la speranza in responsabilità concreta.