Bollette stimate, file agli sportelli e raccomandate: la denuncia di un condominio reggino contro Hermes
Una vicenda che parte da una bolletta del 2021, passa per autoletture ignorate e approda fino a una richiesta dell’Agenzia delle Entrate. Il racconto di un cittadino che chiede chiarezza sui consumi effettivi e sulle procedure adottate.
Un errore di stima, una foto del contatore inviata via WhatsApp, rassicurazioni mai seguite dai fatti, file agli sportelli e, infine, una raccomandata per il pagamento di somme ritenute non dovute. È la vicenda raccontata da un cittadino reggino, residente in un condominio cittadino, che da anni tenta di regolarizzare la posizione idrica del proprio stabile.
Tutto comincia nel 2021, quando al condominio – indicato come «Rossi» – arriva una bolletta che viene regolarmente pagata. Successivamente, però, emerge una discrepanza: i metri cubi stimati in fattura risultano quasi il doppio rispetto a quelli effettivamente segnati dal contatore.
Il rappresentante del condominio si reca allora agli sportelli di Hermes per segnalare l’anomalia. «Non si preoccupi, mandi la foto via WhatsApp e sistemeremo tutto alla prossima bolletta», sarebbe stata la risposta ricevuta.
Ma alla fatturazione successiva, secondo quanto riferito, la lettura reale non viene recepita e compaiono ulteriori importi contestati.
Nuovo accesso agli uffici, nuove rassicurazioni: «Verremo a fare un controllo». Un controllo che, stando al racconto, non sarebbe mai stato effettuato.
Nel frattempo subentra Sorical nella gestione del servizio idrico, che prende atto della lettura reale del contatore e inizia a fatturare sulla base dei consumi effettivi. La questione, tuttavia, non si chiude. Hermes continua infatti a richiedere il pagamento delle precedenti bollette calcolate su stime ritenute errate dal condominio.
Agli sportelli, i residenti esibiscono la fotografia del contatore con i metri cubi effettivi e la documentazione delle fatture Sorical. «È una lettura impossibile, noi ne stimiamo il doppio», sarebbe stata la risposta riferita dal cittadino, che parla di insinuazioni sulla veridicità dell’autolettura o addirittura di sospetti su presunte manomissioni.
Due settimane fa, la situazione si complica ulteriormente con l’arrivo di una raccomandata dell’Agenzia delle Entrate che richiede il pagamento di circa 150 euro, corrispondenti a 104 metri cubi d’acqua, basati sulle precedenti stime contestate.
Il condominio torna ancora una volta agli sportelli, producendo anche le bollette Sorical che attestano la lettura reale del contatore. Viene chiesto di ripresentarsi nei giorni successivi. Dopo quasi due ore di attesa con il proprio numero in mano, a circa mezz’ora dalla chiusura, ai presenti viene comunicato che l’ufficio è chiuso e che saranno ricontattati. «Vi richiamiamo domani», sarebbe stato assicurato. Una telefonata che, secondo quanto riferito, non è mai arrivata.
«Non chiediamo sconti – conclude il cittadino – ma solo di pagare quanto realmente consumato. Non possiamo accettare richieste basate su stime che abbiamo dimostrato non corrispondere ai dati reali».
La vicenda, al momento, resta in attesa di una definizione formale, mentre la richiesta dell’Agenzia delle Entrate rimane pendente.