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17/06/2026 ore 12.28
Società

Bovalino, Adda scrive al Prefetto: «Il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche è rimasto sulla carta»

L’associazione Adda torna a sollecitare interventi concreti sul fronte dell’accessibilità a Bovalino e chiama in causa Prefettura, Regione Calabria e garanti dei diritti delle persone con disabilità. Attraverso una segnalazione formale, il presidente Vito Crea denuncia la mancata attuazione del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba), approvato dal Comune grazie a un finanziamento regionale.

di Redazione

Secondo l’associazione, a oltre un anno dall’approvazione del documento, molte delle criticità individuate nel piano risultano ancora presenti, senza che siano stati realizzati interventi significativi per eliminarle o ridurle.

«Non si tratta di contestazioni esterne o di valutazioni di parte – sottolinea Adda – ma di problematiche formalmente censite e riconosciute dallo stesso ente attraverso un atto ufficiale». Proprio per questo l’associazione ritiene particolarmente grave che le condizioni rilevate continuino a limitare l’accessibilità di edifici pubblici, spazi urbani e servizi destinati alla cittadinanza.

Tra le situazioni segnalate figurano quelle relative al Municipio di Bovalino. Il Peba avrebbe infatti evidenziato la presenza di rampe non conformi, gradini privi di corrimano, carenze nei percorsi interni, assenza di percorsi tattili per persone non vedenti o ipovedenti, servizi igienici non completamente accessibili e un ascensore non funzionante al momento dei rilievi.

Analogo il quadro descritto per la Villa Comunale, dove sarebbero stati rilevati parcheggi riservati alle persone con disabilità non adeguati, assenza di mappe e percorsi tattili, pavimentazioni sconnesse, dislivelli e problemi di drenaggio con conseguenti ristagni d’acqua.

Particolare attenzione viene posta anche sugli stalli di sosta destinati alle persone con disabilità che, secondo quanto riportato nel piano, in diversi casi non rispetterebbero le caratteristiche dimensionali e funzionali necessarie a garantirne un utilizzo sicuro ed effettivo.

Per Adda si tratta di criticità che incidono direttamente sull’esercizio di diritti fondamentali, limitando l’accesso agli uffici pubblici, ai servizi e alla piena partecipazione alla vita sociale della comunità.

L’associazione evidenzia inoltre come il Peba non possa essere considerato un semplice adempimento burocratico, ma uno strumento di programmazione finalizzato al progressivo abbattimento delle barriere architettoniche. Da qui l’interrogativo sull’effettiva utilità di un piano finanziato con risorse pubbliche e successivamente non accompagnato da interventi concreti.

Nella segnalazione viene inoltre osservato che, nello stesso periodo, il Comune avrebbe continuato a destinare risorse ad attività ed eventi di diversa natura, mentre non risulterebbero avviate opere significative per superare le criticità individuate nel piano.

Per questo motivo Adda chiede alle autorità competenti di verificare lo stato di attuazione del Peba, gli interventi effettivamente realizzati, le risorse destinate all’accessibilità e l’esistenza di una programmazione operativa in grado di garantire il superamento delle barriere censite.

«La presente segnalazione – conclude il presidente Vito Crea – non riguarda criticità presunte o controverse, ma criticità accertate, censite e formalmente riconosciute dallo stesso ente che continuano a incidere sull’effettivo esercizio del diritto alla mobilità, all’accessibilità e all’autonomia delle persone con disabilità».