Briante rilancia “Reggio Playground”: «Le scuole aperte diventino piazze di quartiere»
La candidata al Consiglio comunale propone un modello di rigenerazione urbana e cittadinanza attiva: cortili scolastici aperti al territorio, sport, aggregazione e gestione condivisa con associazioni e comitati di quartiere. Nel progetto anche il riferimento alla figura di Gaetano Gebbia.
Aprire le scuole ai quartieri, trasformando i cortili scolastici in spazi di socialità, sport e aggregazione. È questa l’idea al centro di “Reggio Playground”, il progetto rilanciato da Anna Briante, candidata al Consiglio comunale di Reggio Calabria, che punta a creare una nuova forma di rigenerazione urbana e cittadinanza attiva partendo dagli spazi scolastici cittadini.
«È un’idea progettuale avviata negli ultimi mesi del mio mandato assessorile, ma non conclusa per l’interruzione improvvisa dello stesso», spiega Briante, sottolineando come il progetto nasca dalle numerose richieste arrivate negli anni all’assessorato all’Istruzione per l’utilizzo dei cortili scolastici da parte di giovani e famiglie.
L’obiettivo è rendere «sempre più sottile il confine tra il dentro e il fuori la scuola», facendo dei cortili degli istituti «vere e proprie piazze di quartiere» accessibili oltre l’orario scolastico, dove poter praticare attività sportive e ricreative in sicurezza.
Secondo la candidata, il progetto si fonda sulla collaborazione tra Comune, scuole e associazioni del territorio, attraverso patti condivisi per la gestione degli spazi. Prevista anche la riqualificazione di diversi cortili con pavimentazioni drenanti, attrezzature sportive e arredi urbani sostenibili.
«L’apertura non sarebbe lasciata al caso – afferma – ma garantita grazie alla gestione condivisa con società sportive e comitati di quartiere, sul modello già sperimentato per alcune palestre scolastiche».
Nel progetto trova spazio anche il collegamento con il Masterplan della città e con il tema delle “piazze scolastiche”, immaginate come luoghi centrali di una Reggio Calabria policentrica e costruita attorno alla qualità della vita.
Per Briante, i cortili scolastici possono diventare un presidio sociale soprattutto nelle periferie urbane: «In contesti densamente popolati rappresentano spesso l’area verde più grande e sicura a disposizione. Nelle aree meno abitate possono invece diventare il luogo più vicino dove praticare attività all’aperto a chilometro zero».
Il progetto viene presentato anche come risposta alla «solitudine digitale» e alla crescente chiusura degli spazi di incontro fisico. «Un luogo intergenerazionale dove i nonni accompagnano i nipoti e i ragazzi possono ritrovarsi per una partita pomeridiana», spiega la candidata.
Briante insiste inoltre sul valore educativo dell’iniziativa: «Affidare un bene pubblico ai cittadini significa responsabilizzarli. La scuola non appartiene solo a chi la frequenta la mattina, ma è un patrimonio di tutti».
Nel racconto della nascita del progetto compare anche il nome di Gaetano Gebbia, storico coach e educatore reggino recentemente ricordato con l’intitolazione della palestra del liceo “Volta”. «L’idea nasce anche da una delle tante chiacchierate con lui», sottolinea Briante.
«La scuola aperta è il simbolo di una città che scommette sull’educazione diffusa», conclude la candidata, richiamando le esperienze già sperimentate in diverse città europee e statunitensi: «I cancelli aperti sono il primo passo verso una comunità più unita, dove la scuola diventa motore pulsante della vita cittadina».