Calabria, è polemica sulle parole di Stefano Zecchi a UnoMattina News: Udicon respinge i pregiudizi sul Sud e richiama le responsabilità della sanità pubblica
Il presidente regionale Nico Iamundo contesta il collegamento tra aspettativa di vita e livello culturale, denuncia le carenze nei servizi sanitari e ringrazia i conduttori Rai per l’intervento in diretta
L’Udicon Calabria esprime profondo rammarico per le dichiarazioni rese dal Professor Stefano Zecchi nel corso della trasmissione UnoMattina News su Rai 1. Associare la minore aspettativa di vita dei cittadini calabresi e meridionali a una presunta «minore cultura» rispetto al Nord non è soltanto una tesi priva di qualsiasi fondamento scientifico e sociologico, ma rappresenta un ingiusto ed offensivo pregiudizio che svilisce la dignità di un intero territorio.
«I dati sull’aspettativa di vita in buona salute – dichiara il Presidente Regionale di Udicon Calabria, Nico Iamundo – non sono lo specchio del livello culturale dei cittadini, bensì il risultato di decenni di definanziamento della sanità pubblica. Trasformare le responsabilità altrui e dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) non garantiti in una colpa 'culturale' dei calabresi è un'operazione concettualmente errata e profondamente lesiva dei diritti dei consumatori e degli utenti».
«Ringraziamo i conduttori Maria Soave e Tiberio Timperi per essere prontamente intervenuti in diretta per ripristinare la verità dei fatti – prosegue Nico Iamundo – ricordando che il divario si colma con investimenti, servizi sociali efficaci, risorse per la prevenzione e salari adeguati, non certo puntando il dito contro chi subisce disservizi quotidiani. Come associazione a tutela dei consumatori, continuiamo a batterci affinché a ogni cittadino calabrese sia garantito lo stesso identico diritto alla cura sancito dall'Articolo 32 della Costituzione, senza dover subire oltre al danno della carenza di servizi anche la beffa di narrazioni stereotipate e superficiali».