Calcio violento, arbitri nel mirino: «E’ un problema culturale e sociale»
A Locri un momento di confronto con Aia e Lega Dilettanti dopo i recenti episodi. Scaramuzzino: «La giustizia sportiva va ammodernata»
Un confronto costruttivo, tra le varie componenti federali del calcio, finalizzato ad approfondire le tematiche più attuali delle dinamiche che ruotano, soprattutto, intorno alle gare. Alla luce di recenti episodi poco edificanti che si sono manifestati in occasione di alcune gare, l’Aia di Locri ha voluto promuovere un momento di approfondimento e riflessione collettivo tra rappresentanti federali, arbitri, allenatori e società, centrato su quanto si può collettivamente implementare per migliorare i punti di criticità, che, purtroppo, non mancano.
«E’ un problema atavico – ha espresso Anselmo Scaramuzzino, presidente dell’Aia di Locri - naturalmente la cultura del Fairplay è fondamentale per i calciatori del futuro. Oggi siamo qui con questo incontro importante tra le quattro competenze della federazione per avviare un percorso virtuoso che porti al rispetto delle regole, del FairPlay contro ogni forma di discriminazione di violenza nel calcio. La giustizia sportiva sicuramente va ammodernata. Il tavolo tecnico che il presidente Mirarchi sta portando avanti va su questa direzione nel formulare delle proposte. Per quanto riguarda invece la giustizia penale i codici civili ci sono, vanno solo applicati in un certo modo. La 583 quater bis del luglio 2025 ha equiparato l’arbitro al pubblico ufficiale con la previsione dell’arresto. La sezione di Locri nell’ultimo anno è stata vittima di ben sei episodi, nonostante i grandissimi risultati tecnici che stiamo portando avanti e questo ci mette serissime difficoltà. L’arbitro non è altro che un componente del gioco del calcio, come non ci sogneremmo mai di rimproverare un calciatore che sbaglia un calcio di rigore allo stesso modo deve essere visto l’arbitro che sbaglia una decisione e vi assicuro che il primo ad essere dispiaciuto è proprio lui, e non per questo deve essere insultato o addirittura aggredito».
Dopo i saluti del sindaco di Locri Giuseppe Fontana i lavori sono stati introdotti da Carmine Barbaro, delegato LND di Locri. Quindi sono intervenuti Maurizio Cavallo, collaboratore regionale dell’Associazione italiana Calciatori, Girolamo Mesiti, presidente regionale dell’Associazione italiana Allenatori, Stefano Archinà, responsabile Commissione AIA monitoraggio e prevenzione atti di violenza, Saverio Mirarchi, presidente del Comitato regionale Lega Nazionale Dilettanti. Presente anche l’assessore regionale con delega allo sport Eulalia Micheli. «Purtroppo è diventato un problema ormai quotidiano – ha dichiarato - il ripetersi di episodi di violenza nello sport contro gli arbitri più giovani soprattutto nel mondo dilettantistico. Se è molto è stato fatto dal punto di vista normativo, molto invece si deve fare dal punto di vista culturale, per cui le istituzioni e quindi la politica deve intervenire nel senso per promuovere iniziative come quella di oggi di confronto, ma anche di alleanza fra quelle che sono le istituzioni sportive, perché lo sport debba essere il luogo del rispetto delle regole e dell’avversario, non un luogo di conflitto».