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26/09/2026 ore 17.15
Società

Caminiti: «Il Bergamotto di Reggio Calabria si racconti nella sua terra»

Il coordinatore del Polo del Bergamotto e presidente del Museo Nazionale del Bergamotto: «Solo una scelta di buonsenso»

di Redazione

di Vittorio Caminiti*

Il Museo Nazionale del Bergamotto ha scelto di non concedere gli antichi strumenti, i materiali e i documenti custoditi al suo interno per le riprese di un film nel Cosentino. È una decisione che assumo con convinzione, anche di fronte a chi sostiene che avremmo dovuto prestarli, affittarli o noleggiarli in cambio di una citazione nei titoli di coda.

Quegli strumenti non sono semplici oggetti di scena. Raccontano generazioni di lavoro, conoscenze e vita nelle terre del Bergamotto di Reggio Calabria. Troverei inopportuno trasferirli altrove per rappresentare una storia che ha qui le proprie radici, tanto più in un momento in cui la coltivazione del bergamotto viene proposta anche nell’Alto Ionio cosentino. Riconosco a ogni territorio il diritto di sviluppare le proprie attività; rivendico con altrettanta chiarezza il diritto di Reggio a vedere riconosciuta la propria storia.

Se il film è sostenuto da risorse pubbliche, la scelta dei luoghi in cui raccontare il bergamotto assume anche un rilievo pubblico. Perché non girare nelle terre reggine del bergamotto? La splendida Gerace, Bova, l’Amendolea, la Locride e la stessa Reggio Calabria non hanno forse paesaggi, persone, coltivazioni e testimonianze capaci di dare autenticità a una ripresa cinematografica? E come si può raccontare altrove il microclima dello Stretto, così importante nella storia e nella coltivazione di questo frutto, così tanto studiata e raccontata dall'esimio prof. Angelo Vazzana? Persino elemento cruciale del disciplinare per il riconoscimento del "Bergamotto IGP di Reggio Calabria" Saremmo lieti di accogliere una produzione interessata a conoscere questi luoghi e a mostrarli al pubblico.

L’esempio di altri prodotti legati al loro territorio aiuta a spiegare la nostra posizione. Come reagirebbero i produttori del Parmigiano Reggiano se un film dedicato alla loro storia fosse ambientato nella zona del Grana Padano? E quelli del Prosciutto di Parma, se il racconto della loro tradizione fosse girato nelle terre del San Daniele? Oppure i produttori di clementine dell’Alto Ionio cosentino, se la storia del loro lavoro fosse rappresentata in Sicilia o in Spagna? È il rapporto tra un prodotto, le persone che lo hanno reso celebre e la terra in cui quella storia è nata che chiediamo di rispettare.

La Calabria ha già discusso con passione del modo in cui viene rappresentata. Nel 2020 il film promozionale Calabria, terra mia, diretto da Gabriele Muccino, suscitò critiche proprio perché molti calabresi non si riconobbero nel racconto della propria identità. Quella discussione ci ha ricordato che la bellezza delle immagini, da sola, non basta: anche i luoghi e la loro storia devono essere riconoscibili.

Oggi sento a Reggio un rinnovato orgoglio di appartenenza. In cinquant’anni di impegno nel turismo ho visto molte stagioni della nostra città; riconosco nell’azione del sindaco Francesco Cannizzaro, dell’assessore regionale Gianluca Gallo e del presidente Roberto Occhiuto un’attenzione che ha contribuito a riportare Reggio al centro della promozione della Calabria. I collegamenti aerei e i grandi eventi hanno creato occasioni preziose. Dobbiamo fare in modo che chi arriva trovi anche un racconto fedele dei nostri luoghi e delle nostre eccellenze.

Questo vale per il cinema e vale per il nome del bergamotto. La domanda di registrazione dell’IGP «Bergamotto di Reggio Calabria» è stata trasmessa alla Commissione europea. Guardo con preoccupazione a ogni contrapposizione che possa rallentare quel percorso o far prevalere, nel racconto pubblico, la formula generica “bergamotto di Calabria”. L’IGP richiesta per il frutto e la DOP già esistente per l’olio essenziale sono questioni distinte: il confronto tra le diverse posizioni deve chiarirle, senza cancellare il riferimento a Reggio Calabria. (www.masaf.gov.it)

Il Museo resta aperto al dialogo con il mondo del cinema e con tutta la Calabria. È pronto a condividere ricerca, competenze e conoscenza degli strumenti storici. Chiede però che, quando si racconta il Bergamotto di Reggio Calabria, si venga a incontrare anche la sua terra. Una citazione nei titoli di coda non può sostituire la presenza di quei luoghi nel film.

*coordinatore del Polo del Bergamotto e presidente del Museo Nazionale del Bergamotto