Campionato Mare Cross sul lungomare di Catona, Legambiente presenta esposto per fermare la gara
Le associazioni chiedono verifiche sulle autorizzazioni e sui possibili rischi per l’ecosistema costiero, a pochi metri dalla Zona Speciale di Conservazione “Spiaggia di Catona”
Legambiente esprime forte contrarietà allo svolgimento della quinta tappa del Campionato Mare Cross sul Lungomare di Catona (RC), che si terrà il 31 ottobre e il 1° novembre, organizzata dal Moto Club Sand Riders insieme alla seconda edizione del Memorial Carmelo Ferrante. Sono attesi decine di piloti di Minicross su un percorso di 1.500 metri ricavato direttamente sull’arenile. Non viene contestato lo sport né il valore del ricordo che l’evento vuole onorare, bensì l’idea che una spiaggia possa essere utilizzata come un circuito motoristico.
Proprio per chiedere verifiche urgenti e prevenire possibili danni ambientali, è stato presentato un esposto con diffida e richiesta di intervento alle autorità competenti. L’atto, datato 22 ottobre 2026, è sottoscritto da Legambiente Calabria, dal Circolo Legambiente Reggio Calabria “Città dello Stretto” APS , dal Touring Club Italiano – Club di Territorio di Reggio Calabria, dal WWF Calabria e dal CAI – Club Alpino Italiano, Sezione Aspromonte. Le associazioni chiedono al Comune di Reggio Calabria e agli altri enti interessati di verificare la legittimità degli eventi, accertare le autorizzazioni rilasciate e valutare la sospensione o la revoca degli eventuali titoli, qualora ne ricorrano i presupposti.
Al centro dell’esposto c’è anche la vicinanza alla Zona Speciale di Conservazione “Spiaggia di Catona” (ZSC IT9350183), che si trova a circa 100 metri dall’area interessata dagli eventi. Il sito, istituito nell’ambito della rete europea Natura 2000,
tutela habitat costieri di interesse comunitario, tra cui la vegetazione annua delle linee di deposito marine e le dune embrionali mobili. Le misure regionali di conservazione riconoscono inoltre le pressioni esercitate dalla pulizia meccanica e dal transito dei mezzi sull’arenile, prevedendo misure di protezione dei sistemi dunali e individuando il divieto di transito dei veicoli a motore tra le misure da attuare.
Il passaggio ripetuto di decine di mezzi pesanti e rumorosi comprime la sabbia, schiaccia la vegetazione e asporta posidonia, legni e conchiglie, riducendo così l’umidità del suolo, alzando la temperatura superficiale e facilitando l’erosione della costa.
Il problema è anche l'inquinamento: un evento di moto da cross lascia sul terreno carburanti, oli e lubrificanti a pochi metri dal mare. Il danno non si esaurisce con lo spegnersi dei motori: un arenile compattato e impoverito è un danno che si ripercuoterà nei prossimi mesi. A questo si aggiunge la fragilità specifica di Catona: gli stessi organizzatori ammettono di aver dovuto modificare il tracciato rispetto al 2025 perché la mareggiata ha ridefinito in parte quei tratti di costa, a conferma di un litorale esposto a erosione e agli effetti della crisi climatica, che avrebbe bisogno di essere protetto.
Una spiaggia non è un semplice tappeto di sabbia, ma un ecosistema vivo e delicato, abitato da specie che dipendono da quel fragile equilibrio. Ad esempio, sui nostri litorali nidifica la tartaruga marina Caretta caretta: solo nell’estate 2026 sono stati censiti in Italia 358 nidi, e la Calabria è tra le regioni in cui si registrano più nidificazioni, insieme a Sicilia, Campania e Puglia. Il ritorno di queste specie è il frutto di anni di lavoro di volontari, istituzioni e associazioni, e non può essere messo a rischio da attività che alterano gli habitat da cui dipendono.
Non si tratta, inoltre, di un caso isolato, ma di una prassi che si ripete da anni in diverse parti d'Italia. Quest'anno a Porto Cesareo, nel Salento, il circolo locale di Legambiente ha documentato gare di moto da cross nella riserva della Palude del Conte, presentando un esposto alla Procura di Lecce. Sempre nel 2026 a Maccarese, vicino Roma, dopo una tappa del Supermarecross è stato presentato un esposto che ha definito evento e uso della battigia impropri e in contrasto con la normativa sulla circolazione fuoristrada. In passato, sono stati documentati altri casi come all’Isola d’Elba, nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, dove una gara con circa 400 piloti ha attraversato sentieri e habitat protetti, e a Ischia l'evento annuale "Ischia Mare Cross", una gara di beach cross.
«La nostra contrarietà non riguarda assolutamente lo sport, le iniziative per i bambini o il valore della memoria, ma attiene ai basilari principi della tutela ambientale – dichiara Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria -Siamo contrari all’idea che una spiaggia naturale possa essere trattata come una pista da corsa. Catona è un tratto di costa fragile, vicino a un sito della rete Natura 2000 e caratterizzato da habitat che necessitano di protezione. Un sito importante sul quale Legambiente ha, nel corso del tempo, effettuato attività di pulizia, sensibilizzazione e salvaguardia, da ultimo nell'ambito del progetto "Acqua azzurra, fondali e spiagge da proteggere", finanziato dalla Regione Calabria. Chiediamo che le istituzioni verifichino ogni aspetto autorizzativo e ambientale, agiscano secondo il principio di precauzione e impediscano che il ripetersi di queste iniziative comprometta ulteriormente il litorale. La tutela dell’ambiente - conclude Parretta - non può essere rimandata a dopo l’evento: deve essere il presupposto di ogni decisione».