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27/12/2025 ore 15.51
Società

Catona, intitolato a Remigio Marra il parco giochi del Lungomare Laganà

Il sindaco Giuseppe Falcomatà alla cerimonia di intitolazione: «Remigio Marra è la testimonianza autentica di un amore incondizionato per il territorio». Il parco, recentemente implementato con nuove attrezzature ludiche e sportive, porta il nome di una figura che ha segnato la storia civile e politica di Catona.

di Redazione

«Remigio Marra è la testimonianza autentica di un amore incondizionato per il suo territorio». Con queste parole il sindaco Giuseppe Falcomatà ha preso parte alla cerimonia di intitolazione del parco giochi situato a Catona, all’inizio del Lungomare “Lagana”, lato nord, che da oggi porta il nome di un figlio illustre del quartiere.

Alla cerimonia erano presenti il consigliere comunale e componente della Commissione Toponomastica Franco Barreca, il presidente del Consiglio comunale Enzo Marra e il consigliere comunale Giuseppe Giordano.

Il parco, recentemente implementato con ulteriori attrezzature dedicate allo sport e al gioco, è stato intitolato a una figura che ha profuso il proprio impegno civile e istituzionale al servizio della città dopo aver preso parte alla Seconda Guerra mondiale.

Il primo cittadino ha ricordato Remigio Marra come «un uomo che dedicò la propria vita all’interesse pubblico e al suo amato quartiere, Catona, di cui seppe essere autorevole espressione ed instancabile promotore dello sviluppo sociale ed economico», sottolineando anche il valore del suo profilo umano, rimasto vivo nei ricordi di chi lo ha conosciuto e ne ha condiviso la passione politica.

«Remigio Marra – ha aggiunto il sindaco – oltre a ricoprire la carica di consigliere comunale per due legislature consecutive, negli anni 1970-75 e 1975-80, fu una persona di grande fede. Presidente dell’Azione Cattolica catonese, si adoperò in particolare a favore degli orfani e delle famiglie più bisognose. Questa formazione permeò la sua cultura politica: dal Partito Popolare di don Sturzo fu tra i primi iscritti alla Democrazia Cristiana locale, di cui fu membro attivo e stimato, fortemente voluto dalla gente». Di lui, ha ricordato Falcomatà, «si diceva che per lui le zone rosse di Catona diventavano bianche».

«La cosa che più mi colpì di lui – ha concluso il sindaco – è che, nonostante la sua esperienza e la sua autorevolezza, rifiutò l’incarico di assessore comunale per ricoprire la carica di consigliere delegato a Catona. Una scelta oggi difficilmente immaginabile. Chi avrebbe declinato un ruolo più prestigioso per occuparsi più da vicino del proprio territorio? Solo chi considerava il bene della sua gente al di sopra di tutto, anche del proprio percorso politico».