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18/04/2026 ore 08.40
Società

Celebrata a Reggio la giornata Nazionale del Caduto Mutilato e Invalido per Servizio

La disabilità non vista più come un problema della persona e come una condizione intrinseca dell'individuo ma come condizione relazionale, cioè come il risultato tra la persona con la sua malattia e il suo ambiente

di Redazione

Si è svolta nella suggestiva cornice del salone dei Lampadari di palazzo San Giorgio, a Reggio Calabria, la celebrazione della Giornata Nazionale del Caduto Mutilato e Invalido per Servizio, un appuntamento di alto valore civile e morale volto a onorare il sacrificio di coloro che hanno riportato menomazioni permanenti o perso la vita nell’adempimento del proprio dovere al servizio dello Stato.

L’evento, fortemente voluto dall’Unms di Reggio Calabria, si è aperto con l’esecuzione dell’Inno di Mameli e dell’inno ufficiale dell’Unione Nazionale Mutilati e Invalidi per Servizio, momenti solenni che hanno dato avvio alla cerimonia in un clima di profondo raccoglimento e partecipazione.

A seguire si sono tenuti i saluti istituzionali del Sindaco facente funzione di Reggio Calabria Domenico Donato Battaglia, della Presidente del Consiglio comunale di Villa San Giovanni Caterina Trecroci, del Capogruppo città in movimento di Villa San Giovanni Enzo Calabro', del Presidente Unuci sezione provinciale di Reggio Calabria Nicola Pavone, del Componente comitato esecutivo Unms Nazionale Carmine Diez, del Presidente Gruppo Unms regione Calabria Tanino Sabatino, del Presidente Unms  sezione provinciale di Cosenza Carmine Vizza, del Presidente Anmil Giuseppe Musmeci e del Presidente della Fondazione Anmil Sosteniamoli subito Francesco Costantino. Data lettura del messaggio del Presidente nazionale Unms Uff dott. Antonino Mondello che ha espresso un plauso per l'iniziativa giunta alla sua seconda edizione.

Determinante il contributo organizzativo del commissario dell’Unms reggina avv. Silvana Paratore, Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, che ha coordinato e moderato con competenza e dedizione l’intero svolgimento della manifestazione, illustrando con chiarezza il significato profondo della giornata, sottolineandone il valore storico, sociale e umano.

Di grande interesse gli interventi dei relatori: il presidente del Tribunale Militare di Napoli, Filippo Verrone, autorevole esponente del mondo giudiziario militare e Presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati Militari, si è soffermato sul dovere di tutela dell’integrità fisica da parte del militare, evidenziando i possibili risvolti di natura amministrativa e le ipotesi di fattispecie penalmente rilevanti di violazioni del dovere di integrità fisica ( procurata o simulata infermità), sul nesso di causalità tra servizio ed integrità fisica e sulla rilevanza del servizio militare nell'ambito dell'accertamento delle patologie riguardanti il personale militare; il dott. Nicola Salvatore Tarantino, Coordinatore regionale medici Inps Regione Calabria e primario ad interim preso Inps di Reggio Calabria, ha affrontato il tema “dall’handicap alla condizione di disabilità e progetto di vita”, offrendo spunti di riflessione sull’evoluzione del concetto di disabilità. «Il decreto legislativo 62/2024 – ha dichiarato Tarantino – é una norma rivoluzionaria nella tutela e nella valorizzazione delle persone con disabilità. Con esso si passa da una visione puramente assistenziale ad una visione basata sui diritti e sull'autodeterminazione.

Il decreto introduce inoltre una rivoluzione terminologica: si abbandonano termini obsoleti e offensivi per la persona come handicap, persona handicappata, diversamente abile, ecc. La rivoluzione non è solo terminologica ma è soprattutto concettuale. La disabilità non è più vista come un problema della persona e come una condizione intrinseca dell'individuo ma come condizione relazionale, cioè come il risultato tra la persona con la sua malattia e il suo ambiente. Non si guarda più solo alla persona come un paziente da curare ma come un cittadino a cui l'ambiente circostante gli impedisce di partecipare pienamente nei diversi contesti di vita al pari degli altri.

Il decreto, ha precisato Tarantino, introduce inoltre una semplificazione e una riduzione degli oneri burocratici per i cittadini poiché delega all'Inps l'accertamento della condizione di disabilità. Il cuore della riforma ha concluso è tuttavia il progetto di vita. Il progetto di vita è uno strumento che consente a ciascuna persona di scegliere ed esprimere le proprie preferenze. Esso viene stilato all'esito della valutazione multidimensionale con la partecipazione attiva della persona e tenendo conto di quelli che sono le aspirazioni e gli obiettivi a cui la stessa tende. Parte integrante del progetto di vita è il budget di progetto, ovvero l'insieme delle risorse economiche , umane, professionali e strumentali pubbliche e private necessari per la realizzazione degli obiettivi.

Altro pilastro fondamentale del progetto di vita introdotto dal decreto legislativo è l'accomodamento ragionevole. Si tratta di una soluzione che viene adottata quando le norme generali e le barriere ambientali impediscono alla persona con disabilità di godere dei propri diritti: tuttavia esso non deve imporre un onere eccessivo e sproporzionato al soggetto che lo deve attuare. Un rifiuto ingiustificato all'accomodamento ragionevole può configurare una discriminazione basata sulla disabilità.

La riforma – ha concluso - mette al centro la persona con i suoi bisogni, i suoi diritti, le sue aspirazioni e le sue potenzialità; essa mira finalmente a superare l'estrema frammentazione tra il mondo sociale e quello sanitario, obbligando i rappresentanti delle diverse aree a cooperare».

La dott.ssa Rosa Veccia, psicoterapeuta dell’Asp di Reggio Calabria e consigliere Unuci sezione Reggio Calabria, ha invece approfondito il tema “dalla mappa dei bisogni al progetto di vita: psicologia dell’autodeterminazione per un’inclusione sociale”, ponendo l’accento sull’importanza di percorsi personalizzati e inclusivi.

Attraverso l’integrazione tra mappa dei bisogni personali, valutazione multidimensionale e progetto di vita individuale personalizzato, si delinea un paradigma bio-psico-sociale orientato alla piena inclusione e partecipazione. In questa prospettiva, la mappa dei bisogni consente di cogliere la complessità del funzionamento individuale e il significato soggettivo dell’esperienza di vita; la valutazione multidimensionale integra dimensioni sanitarie, psicologiche e sociali; il progetto di vita si configura come processo dinamico volto a sostenere identità, autonomia e protagonismo della persona.

Sottolineato il ruolo della psicologia nel promuovere processi di inclusione autentica attraverso la consapevolezza di come l’integrazione tra strumenti normativi e pratiche territoriali possa tradursi in percorsi concreti di riconoscimento, partecipazione e costruzione del futuro.

La cerimonia ha potuto contare sul patrocinio dei Comuni di Reggio Calabria e di Villa San Giovanni, nonché sul supporto dell’Unuci, dell’Anmil e della Trisalus Medical System Solution presente con il referente nazionale Santo Ielo e Nazareno Romeo.

L’evento si è concluso con un momento di intensa partecipazione emotiva: la lettura, a cura del socio Unms della sezione provinciale di Reggio Calabria Duardo Vincenzo, della preghiera nazionale del Caduto Mutilato e Invalido per Servizio.

L’iniziativa ha rappresentato non solo un momento commemorativo, ma anche un’importante occasione di confronto e sensibilizzazione, ribadendo l’impegno collettivo nel tutelare la dignità e i diritti di chi ha sacrificato la propria integrità fisica per il bene della comunità.