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23/09/2026 ore 06.30
Società

Cemento, inferriate e cantiere di nuovo in stallo: ecco lo spettro del “nuovo” Palloncino di Reggio

Demolito all’inizio del 2024, l'impianto Giulio Campagna destinato al volley ha iniziato a essere ricostruito oltre un anno e mezzo dopo per una cabina Enel da spostare. I 500 giorni dalla consegna utili per il completamento sono scaduti nell’aprile del 2025. E adesso?

di Anna Foti

La consegna dei lavori nell’ottobre 2023 (con aggiudicazione definitiva nel marzo dello stesso anno) all’impresa Dierre Costruzioni, 500 giorni per l'intervento complessivo di demolizione e ricostruzione della struttura sportiva Giulio Campagna, nota come Palloncino e sede di allenamenti e gare di volley. Dunque il completamento dell’opera avrebbe dovuto avvenire entro l’aprile del 2025. A settembre del 2026 ciò che si vede è un cantiere di nuovo in stallo ma questa volta con il cemento e le inferriate di un’opera incompiuta.

Lo storico Palloncino è stato demolito all’inizio del 2024 e ha iniziato a essere ricostruito ha oltre un anno e mezzo dopo perché il cantiere è rimasto ostaggio di una cabina elettrica che andava spostata.

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I lavori erano ripartiti e risulta anche un’appendice al contratto stipulato proprio il 30 gennaio di quest’anno. Lo scheletro della struttura ha iniziato ad essere costruito. La recente determina del settore Lavori Pubblici del comune di Reggio dello scorso giugno riferisce della liquidazione alla ditta Dierre Costruzioni del 2 °stato di avanzamento. Ma il cantiere è da tempo in stallo. Cosa esattamente impedisce che i lavori proseguano?

Un’opera inserita nel Piano Triennale della Opere Pubbliche 2023/2025 e finanziata con tre milioni di euro di fondi del Pnrr, missione 5 “Inclusione e Coesione”, componente 2 “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore”, investimento 3.1 “Sport e inclusione sociale”. Una ricostruzione in chiave moderna e sostenibile dell'impianto, in linea con gli altri interventi sulla vicina piscina comunale, disposto in sinergia con il Coni, e sull’attiguo stadio Oreste Granillo, e nella zona dove insiste anche lo storico Scatolone. Ma oggi vediamo solo cemento, senza operai e macchinari. Un cantiere chiuso ma senza opera finita mentre è iniziata per il Volley reggino un’altra stagione segnata dalla carenza di impianti.

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Certamente una serata da incorniciare quella azzurra con la nazionale di Fefè De Giorgi (volata domenica ai quarti di finale negli Europei in corso e in campo stasera alle 21:05 contro la Finlandia), che al palaCalafiore lo scorso 26 agosto ha battuto la Germania in uno storico test match, che però stride con la carenza di impianti in cui il Volley a Reggio possa essere praticato tutti i giorni.

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Un destino incerto che non sta riguardando solo questo intervento. Lo stallo si registra per esempio anche nella vicina area dove è in (ri)costruzione la piscina comunale, sempre alle spalle della curva Sud dello Stadio Oreste Granillo.

Una situazione non lascia presagire nulla di positivo dal momento che i termini di consegna sono ampiamente superati, l’impegno di spesa risalente ad anni addietro e i ritardi sempre più incolmabili.

Il timore di un’incompiuta, di sperpero di risorse pubbliche e lo spettro del definanziamento si uniscono alla consapevolezza amara di un impianto demolito e non ancora ricostruito e restituito al territorio. Era, per altro, omologato anche per le gare regionali di volley in un territorio in cui la carenza di impianti sportivi la fa ancora da padrona.

Il progetto … rimasto sulla carta

Nel nuovo palazzetto sportivo tutti gli ambienti destinati a servizio dell’attività sportiva sono previsti sul fronte nord al piano terra. Si tratta di due spogliatoi per atleti, due spogliatoi per arbitri, due servizi igienici per disabili, locale antidoping, locale infermeria, sala tecnica Acs e locale deposito.

Al primo livello, sempre sul fronte nord, la tribuna in gradoni da quasi duecento posti a sedere, con servizi igienici per il pubblico e un locale tecnico. Al secondo livello, collegato da un ascensore accessibile alle persone con disabilità e da due scale in acciaio, prevista la realizzazione di un terrazzo per il posizionamento delle componenti impiantistiche. Un sistema di vetrate permetterà infine di usufruire di una illuminazione naturale diffusa.

Sembrava tutto possibile. Oggi, guardando quel cemento, quel futuro sembra sempre più remoto.