Centro Civico di Cannavò: cresce la delusione della comunità. Inoltrata una diffida al Comune
Chiesa formalmente l’immediata riattivazione effettiva del cantiere e la pubblicazione di un cronoprogramma dettagliato dei lavori
Il Vicepresidente dell’Associazione di Volontariato Oratorio Sant’Agata, Tommaso Fragomeni, da anni impegnata in prima linea nelle attività sociali, educative e aggregative del territorio in collaborazione con la Parrocchia di Cannavò, ha trasmesso in data odierna una formale diffida al Comune di Reggio Calabria per chiedere l’immediata e concreta ripresa dei lavori del Centro Civico di Cannavò.
Il cantiere, ancora completamente fermo nonostante i ripetuti solleciti, è divenuto simbolo di una promessa rimasta incompiuta. Un’opera attesa da anni, finanziata e avviata con grandi aspettative, che oggi si presenta in stato di abbandono, con evidenti rischi di deterioramento e spreco di risorse pubbliche.
Ma il danno più evidente non è soltanto materiale: è sociale.
«In questi mesi – afferma il Vicepresidente Tommaso Fragomeni – abbiamo raccolto la delusione, la rabbia e lo scoraggiamento di tanti cittadini. Famiglie che speravano in uno spazio sicuro per i propri figli, giovani che immaginavano un luogo di incontro e crescita, anziani che vedevano nel Centro Civico un punto di riferimento per la vita del quartiere. Oggi prevale un senso diffuso di amarezza e sfiducia».
L’Associazione Oratorio Sant’Agata, che quotidianamente opera sul territorio promuovendo iniziative di inclusione, solidarietà e sostegno alle fasce più fragili, conosce da vicino le esigenze della comunità. Il Centro Civico rappresenta una struttura strategica per rafforzare la rete sociale di Cannavò, sostenere il volontariato locale e offrire nuove opportunità di aggregazione.
Il protrarsi dell’inattività, a fronte di un termine contrattuale ampiamente scaduto, configura una situazione grave che rischia di compromettere definitivamente la credibilità dell’intervento e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Con la diffida inviata oggi si chiede formalmente:
l’immediata riattivazione effettiva del cantiere;
la pubblicazione, entro e non oltre 7 giorni, di un cronoprogramma dettagliato, aggiornato e vincolante;
la comunicazione ufficiale e trasparente dello stato dell’appalto, con l’indicazione di eventuali inadempienze, contestazioni o provvedimenti adottati nei confronti dell’impresa esecutrice;
l’attivazione e la documentazione di un rigoroso controllo sul rispetto degli obblighi contrattuali.
«Non chiediamo privilegi né favoritismi – conclude Fragomeni – ma rispetto per la comunità. Ogni giorno di ritardo alimenta la sensazione di abbandono. Cannavò merita risposte chiare, tempi certi e un’opera finalmente completata e restituita ai cittadini».
In assenza di un riscontro formale e di atti concreti entro il termine indicato, saranno intraprese tutte le iniziative ritenute opportune nelle sedi competenti, a tutela dell’interesse pubblico e delle risorse della collettività.