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15/09/2026 ore 10.57
Società

Cero votivo alla Madonna, Morrone invita Papa Leone al centenario della rinascita del Duomo

FOTO | L’arcivescovo ha espresso il desiderio di accogliere il Pontefice a Reggio Calabria tra due anni: «Sarebbe una bellissima occasione. La nostra Chiesa ha origini apostoliche, qui si fermò San Paolo»

di Aldea Bellantonio

La tradizionale cerimonia del cero votivo, nel cuore delle celebrazioni dedicate alla Madonna della Consolazione, diventa anche l’occasione per rivolgere un invito speciale a Papa Leone XIV. Dal Duomo di Reggio Calabria, l’arcivescovo metropolita Fortunato Morrone ha espresso il desiderio di accogliere il Pontefice in città in occasione del centenario della rinascita della Cattedrale.

Un anniversario importante, che sarà celebrato tra due anni e che potrebbe rappresentare, nelle intenzioni dell’arcivescovo, l’occasione per una visita del Santo Padre nella terra calabra.

«Nel mio animo, in quello dei nostri presbiteri e di tutta la nostra Chiesa c’è questo desiderio – ha affermato Morrone –. Quanto prima lo dirò personalmente. Noi desideriamo che Papa Leone venga tra di noi: potrebbe essere una bellissima occasione».

L’arcivescovo ha quindi ricordato il profondo legame di Reggio Calabria con le origini del cristianesimo, richiamando il passaggio di San Paolo, testimoniato negli Atti degli Apostoli. Proprio dalla città dello Stretto, secondo l’ipotesi avanzata da Morrone, potrebbe cominciare un cammino capace di coinvolgere anche le altre Chiese calabresi.
«Apostolicamente, partendo da Reggio, come sappiamo dagli Atti degli Apostoli, San Paolo si è fermato qui. La nostra origine è dunque apostolica. Sarebbe bello che Papa Leone, ricordando anche la visita di Giovanni Paolo II, si fermasse un po’ di più in questa terra calabra».
Un auspicio condiviso con i fedeli presenti, che hanno accolto con entusiasmo la proposta. L’invito al Pontefice si inserisce in una riflessione più ampia sul volto della Chiesa reggina, descritta dall’arcivescovo come una comunità ricca di persone, esperienze e testimonianze spesso silenziose.
«Ci sono tanti laici e tante laiche che, anche senza clamore, hanno offerto parte dell’intelligenza del loro cuore alla crescita di questa Chiesa. Sono i santi della porta accanto di cui parlava Papa Francesco», ha sottolineato Morrone.

Lo sguardo si è poi posato sulla bellezza della Cattedrale, non soltanto come edificio, ma come simbolo della comunità che la abita e la rende viva. «Questa Cattedrale è bellissima e riflette la bellezza di tanta gente che, nel silenzio, contribuisce a rendere più armonico, coeso e bello il nostro vivere sociale ed ecclesiale. Noi vogliamo una Chiesa non tanto di mattoni, ma di persone. Questa è la nostra missione».
Al centro dell’intervento anche il valore dell’accoglienza e della misericordia. Morrone ha ricordato che sulla mensa del Signore «non mancherà il pane a nessuno», indicando nell’amore senza limiti di Dio e nel perdono il fondamento dell’impegno della comunità ecclesiale.

La riflessione si è conclusa affidando ancora una volta Reggio Calabria allo sguardo della sua Patrona. «Ci mettiamo sotto lo sguardo di Maria Santissima, la più bella dell’umano, perché riflette la bellezza dell’umanità divina di Gesù».

Dalla festa più sentita dai reggini arriva così un invito destinato a superare i confini della città: portare Papa Leone XIV a Reggio Calabria per celebrare il centenario della rinascita del Duomo e rinsaldare il legame tra la Chiesa reggina, la sua storia apostolica e il successore di Pietro.