Chiusa da 9 anni dopo l’alluvione, riaperta la Sp109 sull’asse Careri-Benestare-Bovalino
Investimento da 800 mila euro per la messa in sicurezza definitiva contro frane e cedimenti. Versace: «Restituita dignità al territorio»
A 9 anni dall’alluvione del gennaio 2017 che aveva distrutto un importante collegamento per il territorio, è stata riaperta al traffico questa mattina la strada provinciale 109 che collega i territori dei Comuni di Careri, Benestare e Bovalino. L'intervento, molto atteso dalla popolazione, è stato realizzato dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, settore viabilità, restituendo alla comunità un collegamento vitale per la mobilità interna.
La strada era caduta in disuso a causa di gravi cedimenti del versante e movimenti franosi. Le indagini tecniche preliminari avevano individuato la causa principale nel sistema inefficiente di smaltimento delle acque piovane che, infiltrandosi nel terreno argilloso, comprometteva la stabilità della carreggiata e delle vecchie opere di sostegno. Con un investimento complessivo di 800.000 euro, il progetto ha puntato a una soluzione strutturale definitiva per contrastare il dissesto idrogeologico. I lavori principali hanno riguardato il consolidamento strutturale, è stata realizzata una imponente paratia di pali trivellati (diametro 800 mm) per sostenere la scarpata di valle e arrestare i movimenti franosi. E' stato completamente riprogettato e costruito un nuovo sistema di regimazione delle acque meteoriche. Questo ha incluso la realizzazione di nuove cunette in calcestruzzo, pozzetti di raccolta e un sistema di tubazioni che convoglia le acque verso lo scolo naturale a valle, impedendo che danneggino la struttura stradale. E stato inoltre ricostruito un tombino scatolare carrabile. Il corpo stradale è stato interamente demolito e ricostruito con nuove pendenze (livellette) per favorire il deflusso dell'acqua. Lungo il tratto sono state installate nuove barriere di sicurezza stradale (guardrail) di ultima generazione (tipo H2 bordo ponte) e un muretto di protezione lato monte.
«La conclusione di questo cantiere non è solo un'opera pubblica portata a termine, ma la restituzione di un diritto alla mobilità sicura per i cittadini di Careri, Bovalino e Benestare - ha espresso Mantegna - L'intervento, complesso per la natura dei luoghi, dimostra l'attenzione dell'Ente metropolitano verso la manutenzione del territorio e la prevenzione dei rischi idrogeologici. Ringraziamo tutto il settore Viabilità della Città metropolitana, guidato dal dirigente, Lorenzo Benestare, il rup che ha seguito l'opera, Tito Misefari, l'impresa e le maestranze. Anche in questo caso il nostro impegno, legato anche all'individuazione del finanziamento per la realizzazione dell'intervento, NextGeneration EU, è sempre proteso alla realizzazione di interventi capaci di restituire al territorio servizi sempre più sicuri. La viabilità è uno dei settori più coinvolgenti del nostro Ente che garantisce il diritto alla mobilità per i giovani, studenti, le famiglie, i lavoratori, per chi ha necessità sanitarie. Siamo quindi soddisfatti del lavoro concluso che fa tornare alla normalità migliaia di cittadini».
Dal canto suo il facente funzioni della Metrocity Carmelo Versace si è detto contrariato per l’assenza al taglio del nastro dei consiglieri regionali del territorio reggino. «Dobbiamo avere una cultura diversa - ha sottolineato - La cultura dell’amministratore deve essere la cultura del buon padre di famiglia che pensa ai suoi concittadini e a come migliorare la loro vita. Invece ancora noi continuiamo a dividerci su steccati, su una strada, su chi la deve intitolare piuttosto che inaugurare. Noi siamo quelli che abbiamo preso un impegno a inizio di questa consiliatura e oggi dopo poco più di un anno consegniamo un’opera pubblica». Versace, insomma, non le manda a dire: «Bisogna smetterla di pensare che ci sono delle cose che appartengono all’uno o all’altro, queste sono infrastrutture che appartengono al territorio tutto, ci sono infrastrutture in questo momento storico che potrebbero essere completate e finanziate definitivamente per dare all’area della Locride finalmente quella giusta dignità che merita».