Comune Reggio, l’osservatorio sul Disagio abitativo invoca un Piano Casa per le assegnazioni degli alloggi
Conferenza stampa in piazza Italia, questa mattina, per chiedere ai candidati a sindaco un impegno chiaro e immediato in materia di Edilizia Residenziale Pubblica. Presenti solo Pazzano e Lamberti
«Il diritto fondamentale all'alloggio dignitoso può essere garantito solo attraverso un’adeguata politica dell'Edilizia Residenziale Pubblica. Dunque un Piano Casa che contempli l’assegnazione degli alloggi, e non bonus e misure tampone che lasciano le famiglie in un limbo e senza soluzioni definitive, è una delle condizioni del benessere sociale della Città. Tuttavia i quattro Candidati a Sindaco non sembrano essere veramente interessati a garantire questo diritto».
La denuncia torna in piazza in occasione della conferenza stampa congiunta indetta da Un Mondo Di Mondi, Reggio Non Tace e Società dei/ delle Territorialisti/e Onlus, componenti dell’osservatorio sul Disagio abitativo di Reggio Calabria. Hanno risposto presente i candidati a sindaco Eduardo Lamberti Castronuovo del polo civico Cultura e Legalità e Saverio Pazzano del movimento La Strada.
160 famiglie con titolo ancora senza casa
Ecco la proposta congiunta, rivolta ai candidati presenti e anche a quelli assenti, che certamente muove da una priorità.
«Il Piano deve garantire l'assegnazione degli alloggi alle circa 160 famiglie vincitrici del bando 2019 che dalla pubblicazione della graduatoria nel 2022 attendono un alloggio. Serve per garantire un alloggio alle 700 famiglie che da tre anni hanno presentato la domanda di emergenza abitativa senza avere una risposta. Rimanendo in condizioni di estrema precarietà, c’è chi vive in macchina o per strada e chi addirittura per strada muore. Tra le famiglie in emergenza ci sono quelle del Comparto 6 di Arghillà nord. Il piano consentirebbe anche alle persone vincitrici dell'ultimo bando pubblicato dal Comune il 4 febbraio 2026 di non restare anni e anni in attesa.
Si tratta di un atto politico fondamentale che modifica la politica realizzata negli ultimi tempi, garantendo l'assegnazione degli alloggi alle famiglie che ne hanno diritto, evitando che questo diritto venga ancora negato, com'è avvenuto fino ad oggi. La volontà politica per compierlo, garantirebbe una forte coesione sociale, ridurrebbe strutturalmente le condizioni di povertà delle famiglie a reddito basso e molto basso, attenuerebbe il calo demografico e favorirebbe la "restanza”».
500 alloggi in cinque anni della consiliatura
«Per altro – ha spiegato Giacomo Marino di Un mondo di mondi - è un Piano assolutamente realizzabile. Si potrebbe attuare con l'acquisto di alloggi sul mercato privato dislocati nei diversi quartieri della Città, dove esiste una forte offerta di appartamenti vuoti e contemporaneamente rendendo abitabili gli alloggi Erp abbandonati. L’Aterp lo sta facendo a Lamezia con i fondi comunitari. Il Comune di Reggio potrebbe acquistare gli alloggi e ristrutturare quelli esistenti utilizzando diverse linee di finanziamento, sbloccando gli 11 milioni di euro del Decreto Reggio già destinati a questa finalità, rifondendo le entrate incassate dal Comune negli ultimi decenni con la vendita degli alloggi popolari e con i canoni (si tratta di fondi vincolati per il settore Erp dell'ordine di diversi milioni di euro) e investendo Fondi Europei già utilizzati da diversi Comuni per questo scopo.
Il Piano casa dovrebbe avere come suo obiettivo minimo, 500 alloggi da assegnare entro i cinque anni della consiliatura. Questo obiettivo segnerebbe il riavvio della politica di Edilizia Residenziale Pubblica che negli ultimi anni ha invece registrato una progressiva regressione. Da 10mila alla fine del 1999 siamo arrivati oggi a 5000 alloggi. Questo significa non garantire il diritto alla casa nel comune di Reggio Calabria», ha spiegato ancora Giacomo Marino di Un mondo di mondi.
Diritto negato
«Il disagio abitativo dovrebbe essere al centro dell'attenzione dell'Amministrazione comunale e della campagna elettorale. Sentiamo parlare di tantissime cose più o meno importanti, molte assolutamente meno importanti di questa. Il diritto alla casa tocca le persone meno fortunate molto da vicino e non può essere dimenticato. Noi come Osservatorio sul disagio abitativo da anni sollecitiamo il Comune che avrebbe gli strumenti per cominciare a intervenire immediatamente. Invece su questo tema l'Amministrazione è stata sempre reticente e molto lenta», ha sottolineato Giuseppe Angelone di Reggio non tace.
La proposta lanciata in piazza Italia questa mattina si articola anche in indicazioni operative precise e finora, secondo l'Osservatorio sul disagio abitativo disattese, e nella richiesta di un confronto pubblico sul tema.
Settore da riattivare
«Il Piano casa deve essere accompagnato dalle azioni necessarie per ripristinare il Settore comunale di Edilizia Residenziale Pubblica, reintegrando il personale necessario per far funzionare adeguatamente il Settore e garantendo tutte le attività di gestione nel rispetto della normativa vigente con legge regionale 32/1996: assegnazione alloggi, verifiche della permanenza dei requisiti degli assegnatari, turn-over degli assegnatari, mobilità e manutenzione straordinaria degli alloggi.
Si chiede infine ai quattro Candidati di prevedere la riforma del regolamento comunale dell'emergenza abitativa di cui all'articolo 31 della stessa legge regionale 32/1996, perché quello approvato il 25 gennaio 2018 ha impedito le assegnazioni in emergenza, che dovrebbero avvenire in tempi celeri e certi. A Reggio occorre far rinascere la politica comunale dell'Edilizia Residenziale in questi anni azzerata».