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01/02/2026 ore 06.30
Società

Con il fervore della preghiera e della carità, il Santuario dell'Eremo celebra i 300 anni dalla nascita di padre Gesualdo

In corso fino al prossimo 18 ottobre all'Eremo le iniziative in onore del frate minore Cappuccino, devoto alla Madonna della Consolazione e fulgido esempio di virtù. Padre Ammendola: «Nel post terremoto del 1783, la sua predicazione risollevò la città e donò speranza»

di Anna Foti

Sulle alture della città di Reggio, a un passo dal cielo, si erge la basilica dell'Eremo . “Casa” di Santa Maria Madre della Consolazione che custodisce per quasi tutto l'anno la Vara e la Sacra Effigie  della p rotettrice del popolo reggino , portata in città in occasione delle processioni di settembre e novembre , e anche luogo in cui riposano le spoglie del Venerabile padre Gesualdo da Reggio Calabria .

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Così, tra le più importanti mete di pellegrinaggio del popolo reggino , la basilica dell'Eremo di Reggio Calabria è scrigno di storia e Fede in cui la devozione alla Sacra effigie si intreccia con il cammino del Venerabile padre Gesualdo da Reggio Calabria.

« Insigne concittadino di Reggio, attore principale soprattutto nel post terremoto del 1783 quando, come Angelo di Carità il venerabile padre Gesualdo Melacrinò  aiutò la città di Reggio a risollevarsi . Il suo legame con la città - racconta padre Pietro Ammendola , guardiano del convento dei frati Cappuccini e rettore e parroco della basilica Santa Maria Madre della Consolazione di Reggio Calabria - fu stretto nel segno della Vergine Maria madre della Consolazione per la quale nutriva, già per educazione familiare impartita dai genitori Francesco Melacrinò e Saveria Melissari , un grande amore. Come religioso, come sacerdote, come predicatore, fu nelle diverse chiese che accolsero l'immagine della Madonna della Consolazione nel corso della storia e fu poi proprio lui a farla ritornare qui all'Eremo. Per questo i frati Cappuccini alla sua morte, il 28 gennaio del 1803, ritennero cosa giusta dargli sepoltura in questa basilica ».

Per il Venerabile padre Gesualdo Melacrinò questo è un anno di celebrazioni. «Ricorre il terzo centenario della nascita 1725-2025  nella frazione collinare di Nasiti a Reggio Calabria,  apertosi proprio lo scorso 18 ottobre con la celebrazione della santa Messa officiata dall'arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, monsignor Fortunato Morrone. Il ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini, padre Giovanni Loria ha promulgato un anno intero di celebrazioni che impegneranno i frati Cappuccini fino al prossimo 18 ottobre 2026 . Ci saranno, dunque, in questo anno tante iniziative di cui alcune già realizzate , come quella dello scorso 5 novembre a Fiumara di Muro per celebrare la professione religiosa. In particolare il 18 del mese e il 28 di ogni mese con la preghiera sulla tomba del venerabile Padre.

Oggi, a conclusione della settimana in cui è stata commemorato l'anniversario della morte del venerabile, 28 gennaio 1803 , la Santa Messa officiata dall'arcivescovo Fortunato Morrone », spiega ancora padre Pietro Ammendola, guardiano del convento dei frati Cappuccini e rettore e parroco della basilica Santa Maria Madre della Consolazione di Reggio Calabria.

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Il santuario dell'Eremo, sempre nel segno della Madonna della Consolazione, ha stretto un legame anche con San Giovanni Paolo II la cui storia, a sua volta, rimanda anche alla v ita di Frate Gesualdo Melacrinò.

Proprio il 2 aprile del 1982 Giovanni Paolo II pubblicò il decreto sulla venerabilità sull'eroicità delle sue virtù. Proprio il 2 aprile del 2005 morì Giovanni Paolo II. Dunque incinta la recente Santa Messa celebrata dal Cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo emerito di Genova e già presidente della Cei nella basilica dell'Eremo in occasione dell'inaugurazione a Reggio Calabria dell'anno istituzionale 2025-2026 dell' Istituto nazionale Azzurro, fondatore e presieduto dal reggino Lorenzo Festicini e dedito all'attività umanitaria di ispirazione cattolica rivolta alle persone più vulnerabili e molto vicina alle parrocchie.

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Una celebrazione culminata nel dono all'Eremo di una reliquia (una goccia di sangue) di papa Giovanni Paolo II e nell'omaggio reso dallo stesso cardinale Bagnasco alla tomba del Venerabile padre Gesualdo . « La reliquia posta nella teca dedicata a San Giovanni Paolo II accanto a quella di frate Melacrinò  che in occasione di questo centenario, a seguito della r ricognizione e della condivisione di reliquie e documenti presenti sul territorio e sopravvissuti ai terremoti , si è arricchita di altre preziose reliquie, finora mai esposte e custodite dalle monache di Ortì , comunità di cui il Venerabile Gesualdo Melacrinò fu padre spirituale . Si tratta di f rammenti del mantello e della camicia , naturalmente con autenticità della Postulazione generale », concludono padre Pietro Ammendola.

Il cardinale Angelo Bagnasco , arcivescovo emerito di Genova, già presidente della Cei, lo scorso ottobre all'Eremo, soffermandosi sulla figura del Venerabile padre reggino, ha sottolineato « la freschezza della sua Parola nella predicazione, riuscendo a coinvolgere la città di Reggio ea ridare speranza. Il Santo è, infatti, proprio colui che indica la speranza certa della vita eterna».

L'Eremo, custodisce dunque le spoglie del Venerabile padre, il reliquiario e anche documenti e suoi scritti che in apertura dell'anno di celebrazioni sono stati esposti all'interno della Basilica.

Appassionato allo studio e fervido nella Fede, già all'età di 8 anni Gesualdo Melacrinò viene cresimato nella Cattedrale di Reggio Calabria . Diviene presto sacerdote e religioso.

Dopo il noviziato nel convento dell'Immacolata Concezione, presso il convento di Fiumara di Muro, a soli 15 anni, il 5 novembre 1740 gli viene consegnata la Regola del poverello d'Assisi , assumendo il nuovo nome di fra Gesualdo da Reggio Calabria.  Diviene così  Frate Cappuccino, del cui ordine, dopo il rifiuto alla nomina di vescovo di Martorano, nel 1801 sarebbe diventato anche Ministro Provinciale.
Con umiltà nella grazia prosegue il cammino nella fede e l'anno successivo emette la professione solenne . Matura e brilla negli studi e si distingue per umiltà, sapienza e carisma . Nel 1746, il mandato di insegnare filosofia e scienze affini presso lo Studentato di Reggio Calabria e nel 1748, prima dell'età canonica per divenire sacerdote, riceve l'ordinazione celebrando la sua prima messa il giorno seguente. Lascia presto l'insegnamento per dedicarsi completamente alla meditazione e alla preghiera.

Con la soppressione dei conventi nel 1784, Padre Gesualdo avrebbe voluto ritirarsi nella provincia di Messina, ma fu invece trattenuto d'autorità dall'arcivescovo di Reggio perchè necessario alla diocesi a causa dei disastri dei terribili terremoti del 1783 - 1784.

«Il Signore feconda il ministero di fra Gesualdo – scrive lo studioso Giuseppe Sinopoli, già padre guardiano del Santuario dell'Eremo - con prodigi e segni che la mente umana non riesce a spiegare. Basta leggere le testimonianze riportate nel libro del processo di beatificazione dell'uomo di Dio. Memorabili la profezia del terremoto del 1783 e la doppia traversata dello stretto di Messina con fra Mansueto sul proprio mantello per andare a predicare nella Cattedrale.

Muore, compianto da tutti, il 28 gennaio 1803, all'età di 78 anni, nel convento della Madonna della Consolazione a Reggio Calabria. L o adagiano su dei nudi tavoloni, con indosso il povero abito, il logoro mantello, il cappuccio in testa, poggiata su una tegola, ed i piedi scalzi, i cui segni penitenziali sono ora visibili a tutti . Prima della sepoltura, gli viene inciso il braccio dal quale fuoriescono gocce di sangue».

Padre Gesualdo Melacrinò è ancora oggi un faro che continua a illuminare la strada dalle Fede. Così si legge nel decreto dell'arcidiocesi di Reggio – Bova in merito alla Causa di Beatificazione e canonizzazione del Venerabile Servo di Dio:

«La sua grande fede si riconosceva nel visibile fervore delle sue lunghe meditazioni e preghiere, nella celebrazione edificantissima della S. Messa , nella sua predicazione, difendendo indefessamente l'ortodossia della fede. A tutto questo si aggiungeva un amore ardente al Signore: il suo abbandono totale alla volontà di Dio, il compimento esatto di tutti i suoi doveri, la dedizione assoluta al ministero della predicazione e confessione per ricondurre anime all'amore di Dio, le aspre penitenze in riparazione alle offese fatte al Signore, dimostravano che Dio era in cima a tutti i suoi pensieri . Di qui l'amore eroico verso il prossimo: egli fu un autentico servitore di tutti a tutte le ore, in tutti i bisogni .

Predicava con assiduità, confessava fino a notte avanzata, visitava gli ammalati nelle case private e nell'ospedale, i carcerati. Tutto quello che riceveva lo dava ai poveri per i quali con la bisaccia sulle spalle girava per le case a raccogliere elemosine per i poveri. Diede grandi prova di fortezza nel suo ministero, non solo sopportando disagi e privazioni di ogni genere , ma affrontando anche l'inimicizia e le minacce dei Massoni, che allora in Calabria come altrove non facevano nulla per mascherare il loro anticlericalismo.

Fu sempre uomo di Dio a della Chiesa, pio, umile, religioso integro e puro, francescano autentico ovunque e con tutti, in ogni occasione.

Nel 1982 fu proclamato solennemente dal Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, Servo di Dio Padre Gesualdo da Reggio Calabria per aver esercitato in modo eroico le Virtù Teologali: fede, speranza e carità, sia verso Dio che verso Il prossimo; quelle Cardinali della prudenza, della giustizia, della temperanza e della fortezza ».