“Cu non voli mi sciorba”: musica, memoria e solidarietà al Cine Teatro Metropolitano di Reggio con i Kalavria
Saranno nell’occasione celebrati i 50 anni di attività di uno dei gruppi simbolo della musica popolare calabrese, da sempre impegnato nella difesa dell’identità culturale, linguistica e sociale del territorio. Serata speciale dedicata all’Hospice “Via delle Stelle”, a cui sarà devoluta parte dell’incasso
Venerdì 30 gennaio, alle ore 20.30, il Cine Teatro Metropolitano di Reggio Calabria ospiterà un evento carico di significati artistici e sociali: “Cu non voli mi sciorba – 50 anni di live”, serata speciale dedicata all’Hospice “Via delle Stelle”, a cui sarà devoluta parte dell’incasso.
L’evento, con ingresso ad invito e posti limitati, sarà anche l’occasione per celebrare un traguardo storico: i 50 anni di attività dei Kalavrìa, uno dei gruppi simbolo della musica popolare calabrese, da sempre impegnato nella difesa dell’identità culturale, linguistica e sociale del territorio.
Al centro della serata, la voce e la storia di Nino Stellittano, frontman e anima del progetto Kalavrìa, che ripercorre con emozione le origini di un cammino iniziato nel maggio del 1976, a Pellaro: «Penso a volte a quell’inizio, seduti su una panchina del paese. Avevo 14 anni e insieme all’inseparabile Memè Zumbo abbiamo iniziato a cantare le canzoni del nostro popolo, stimolati anche dall’amicizia con Ermanno Profazio, figlio del grande maestro Otello. Tra una battuta e una ragazzata è nata un’idea che sognava un palco vero. Quella voglia immensa di suonare musica popolare si è trasformata in un percorso lungo cinquant’anni».
Un percorso fatto di dodici progetti discografici, centinaia di concerti, tournée e un impegno mai venuto meno, anche quando la formazione originaria ha preso strade diverse. Un’eredità raccolta e portata avanti con determinazione: «Il progetto Kalavrìa è diventato un punto di riferimento socio-culturale. Non solo musica popolare, ma una voce per rivendicare i diritti, la storia, la dignità del nostro popolo. Cantiamo la Calabria, le sue storie, i suoi detti, dando voce anche agli ultimi».
Nel corso degli anni, i Kalavrìa hanno saputo rinnovare il linguaggio musicale attraverso una contaminazione pop-etnica e world music, portando la tradizione calabrese oltre i confini regionali e nazionali, quando i gruppi dediti a questo genere si contavano “sulle dita di una mano” e avevano una missione chiara: cantare l’appartenenza culturale.
Non manca uno sguardo critico sul presente, su una scena musicale che spesso tende alla confusione degli stili e alla perdita del valore storico e identitario della musica popolare. Per Stellittano, la difesa del dialetto resta una battaglia fondamentale: «Se a un popolo viene tolta la lingua, diventa povero e perde la sua dignità. La lingua è radice, memoria, identità. Un popolo senza identità è facilmente addomesticabile».
La serata del 30 gennaio sarà anche l’occasione per presentare il nuovo showcase live tour Kalavrìa ’26, con una scelta innovativa del repertorio storico, l’introduzione dei nuovi musicisti, delle collaborazioni nazionali, del management e dei produttori discografici che continuano a sostenere il progetto.
Un evento che unisce musica, memoria e solidarietà, reso ancora più significativo dalla raccolta fondi a favore dell’Hospice “Via delle Stelle”, realtà fondamentale nel sostegno ai pazienti e alle famiglie del territorio.
«Sono felice di festeggiare questo traguardo – conclude Stellittano – fatto di gioie e dolori, di live e di strade percorse. La musica mi ha cambiato la vita, perché la musica è la vita».
Un appuntamento che promette di essere non solo un concerto, ma un atto d’amore verso la Calabria, la sua cultura e la sua comunità.