Disabili vittime di violenze, il procuratore Crescenti: «Lo Stato deve presidiare anche il disagio sociale»
Il procuratore di Palmi interviene sulla recente operazione su gravi violenze commesse da giovanissimi ai danni di persone disabili: «Non c’è solo la criminalità organizzata, serve attenzione anche alle derive sociali e culturali».
Nel corso della trasmissione “A Tu per Tu”,il procuratore di Palmi Emanuele Crescenti è tornato sulla recente operazione coordinata dalla Procura che ha portato alla luce episodi di violenza particolarmente gravi nei confronti di persone disabili, commessi da giovanissimi.
Una vicenda che ha suscitato sgomento e forte preoccupazione nell’opinione pubblica, soprattutto per la brutalità delle modalità emerse dalle indagini.
Crescenti ha sottolineato come il fenomeno imponga una riflessione che va oltre il contrasto alla criminalità organizzata. «Bisogna distinguere i piani di rilievo – ha spiegato –. L’attenzione della giustizia e delle istituzioni deve continuare a mantenere un focus speciale sulla criminalità organizzata, che non può mai essere abbandonato o tralasciato. Ma allo stesso tempo bisogna evitare il rischio di trascurare tutti quegli aspetti che restano fuori dai grandi riflettori».
Secondo il procuratore, esistono infatti «condotte di disvalore» e situazioni di forte allarme sociale che colpiscono soprattutto i piccoli centri, dove episodi di violenza e sopraffazione rischiano di minare il tessuto civile e la convivenza quotidiana.
«Le istituzioni devono intervenire – ha aggiunto Crescenti – creando un clima di rispetto tra le persone, rafforzando la presenza dello Stato e costruendo un ponte con la parte sana della cittadinanza, che rappresenta la maggioranza». Un richiamo alla necessità di un presidio costante del territorio, non solo sul piano repressivo ma anche culturale e sociale, per contrastare derive giovanili sempre più preoccupanti.