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25/09/2026 ore 11.02
Società

Disabilità e diritti, Reggio accoglie Heba Hagrass e Cannizzaro rilancia: «Città diventi esempio oltre i confini nazionali»

A Palazzo Alvaro il saluto istituzionale alla rappresentante delle Nazioni Unite per i diritti delle persone con disabilità. Al via una serie di incontri e confronti con il territorio

di Silvio Cacciatore

Prima il saluto davanti alla stampa, poi gli inni, l'omaggio floreale e l'accoglienza ufficiale. Reggio Calabria ha dato questa mattina il benvenuto a Heba Hagrass, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, arrivata in città per una visita istituzionale che rappresenta un precedente importante: è la prima in Italia nell'esercizio del suo mandato.

A Palazzo Alvaro il primo momento della giornata è stato affidato alle parole di Hagrass e del sindaco metropolitano Francesco Cannizzaro, che hanno incontrato i giornalisti prima della cerimonia istituzionale. Subito dopo, il saluto ufficiale della città, accompagnato dall'esecuzione dell'Inno di Mameli e dell'Inno europeo e dall'omaggio floreale consegnato alla rappresentante delle Nazioni Unite.

Una cornice solenne per una visita che punta però soprattutto alla concretezza. Per i prossimi giorni Reggio diventa infatti il luogo nel quale misurare la distanza tra i diritti riconosciuti alle persone con disabilità e la loro effettiva applicazione nella vita quotidiana, portando il confronto internazionale direttamente sul territorio.

Cannizzaro ha sottolineato proprio il valore della scelta: «Sono molto onorato, privilegiato e anche un po' emozionato. La città, la Calabria e il Paese devono sapere che la presenza della dottoressa Hagrass avviene per la prima volta in Italia». Un passaggio particolarmente significativo perché la Relatrice Speciale, nell'esercizio del proprio mandato, si confronta normalmente con i governi nazionali. Questa volta il dialogo parte invece da una città e dalle sue comunità.

Ed è lo stesso Cannizzaro a mettere sul tavolo, senza nasconderla, la distanza ancora da colmare: «Questa è una città che anche strutturalmente non è nelle condizioni di potersi ritenere adeguata ai bisogni delle persone disabili». La visita di Heba Hagrass diventa così un punto di partenza per raccogliere istanze, bisogni e criticità e provare ad andare oltre la semplice erogazione dei servizi previsti dalla legge. L'obiettivo dichiarato è ambizioso: candidare Reggio a diventare un modello sul terreno dell'inclusione, partendo proprio da ciò che oggi ancora manca.

Un'ambizione raccolta dalla stessa Relatrice Onu. «Spero che questo incontro – ha affermato – sia fondamentale per portare i diritti delle persone negli ambiti locali, nelle piccole città, ma soprattutto in ambiti ancora più piccoli come la famiglia». La Hagrass ha indicato alcune direttrici precise: accessibilità, inclusione scolastica e accesso al lavoro, fino all'auspicio che «Reggio Calabria diventi un esempio non soltanto per la Calabria e per l'Italia, ma anche oltre».

Particolarmente forte il richiamo all'istruzione. La relatrice Onu ha ricordato le conseguenze prodotte laddove ai bambini con disabilità non viene garantito un adeguato percorso educativo, insistendo sulla necessità di una scuola realmente inclusiva e di docenti adeguatamente preparati. Inclusione ed equità, nella sua prospettiva, diventano la condizione per consentire alle persone con disabilità di partecipare pienamente alla vita della comunità.

La visita proseguirà fino al 27 settembre, attraversando diversi livelli della comunità reggina: istituzioni, scuola e università, associazioni, persone con disabilità e caregiver, con uno spazio dedicato anche all'accessibilità del patrimonio culturale. Giornate di ascolto e confronto che porteranno lo sguardo delle Nazioni Unite dentro il territorio. Reggio si candida a diventare un modello: il primo passo sarà mettere a fuoco, senza scorciatoie, tutto ciò che ancora la separa da quell'obiettivo.