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05/05/2026 ore 06.30
Società

Dispersione scolastica ad Arghillà: la scuola sarebbe la risposta ma è chiusa da anni

Nel complesso quartiere periferico tornerà il posto di polizia. Il comune di Reggio ha destinato alla questura una parte del nuovo polo di prossimità mentre resta abbandonata la struttura che aveva ospitato anche il plesso dell'istituto Radice-Alighieri. Il progetto Fata Comunità: «Se dovesse riaprire la scuola, pronti a investire in attività educative e sociali»

di Anna Foti

Non mantenere e chiudere una scuola dove il rischio di dispersione scolastica è altissimo . Non riaprirla dove il tasso di analfabetismo cresce come quello del numero di bambini e adolescenti non scolarizzati e di adulti che non leggere e scrivere .

L'ennesimo paradosso del quartiere di Arghillà, periferia nord di Reggio Calabria, dove il plesso dell'istituto scolastico Radice-Alighieri , ospitato presso i locali del centro civico Alfonso Ciprioti e tornato a Catona quasi un decennio fa, è stata l'unica scuola presente. Oggi resta solo la traccia di un'insegna rimossa accanto a quella deteriorata e consunta del centro civico. 

Eppure in questo quartiere la prossimità e la vicinanza di un presidio scolastico avrebbero generato, nel tempo e con le giuste politiche, una concreta differenza . Per una comunità in cui ad avere la patente sono in pochi e dove lo stato di morosità spesso non consente alle famiglie di fruire del servizio di trasporto scolastico del Comune, anche qualche chilometro di distanza per raggiungere la scuola a Catona può rappresentare una grande e scoraggiante distanza.

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Stando ai fatti, dunque,  oggi Arghillà, quartiere molto marginalizzato e profondamente segnato da disagio sociale e degrado , è privo di un presidio educativo prossimo più che mai essenziale mentre ha una struttura ormai inutilizzata e completamente abbandonata.

Nel 2009 vi era stato inaugurato il posto di polizia, con cerimonia istituzionale, alla presenza dell'allora sottosegretario all'Interno Nitto Palma, e tanti buoni propositi. Poi chiuso anch'esso. Altra privazione di un presidio di sicurezza altrettanto essenziale in un quartiere quotidianamente assaltato dallo scarico illegale di rifiuti ingombranti per la strade.

Arghillà nord affonda tra i rifiuti: discariche fino a sotto le finestre degli alloggi e nuovo cimitero di auto bruciate –  FOTO

Più volte annunciata come necessaria, la riapertura del posto fisso di Polizia avrà luogo prossimamente. La giunta nelle scorse settimane ha deliberato gli indirizzi per la destinazione funzionale del polo di prossimità di Arghillà nord (ex centro "la piazzetta"), assegnando in comodato d'uso gratuito una porzione dell'immobile alla Questura di Reggio Calabria per l'istituzione del Commissariato Sezionale di Arghillà, con interventi di adeguamento, allestimento e messa a norma saranno integralmente a suo carico.

All'associazione Ace Medicina Solidale Ets, assegnata in comodato d'uso gratuito (in continuità con la delibera di Giunta n. 27/2020) della porzione di immobile adiacente a quello già in uso, per il potenziamento dei servizi di medicina solidale, prevenzione e supporto alla comunità. La rimanente disponibilità dell'immobile resta nella gestione diretta del Settore Welfare, da destinare in modo flessibile e programmato alle attività istituzionali e ai servizi di prossimità, ivi inclusi il progetto "Partecipo" e il Progetto Rsc.

Questo la distribuzione interna dei locali del nuovo polo di prossimità di Arghillà che tuttavia desta qualche perplessità. Il presidio di polizia sarà allestito in locali immediatamente adiacenti a spazi di accoglienza e ascolto di fragilità di cui la riservatezza è condizione particolarmente distintiva.

Ma in tutto questo, la scuola? Tornerà mai ad Arghillà? Certamente la struttura inutilizzata andrebbe riqualificata e messa a norma ma se il Comune dovesse considerare un ritorno delle classi, certo questo non potrebbe che concorrere a quella rigenerazione sociale in atto nel quartiere grazie al progetto Fata Comunità. Dopo l'esperienza di questi primi due anni di attività, Fata Comunità guarderebbe con grande favore a un ritorno della scuola dentro il quartiere.

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«Abbiamo toccato con mano - ha spiegato la responsabile del progetto Fata Comunità, Laura Cirella - un alto tasso di analfabetismo e di bassa scolarizzazione in questo quartiere popolato da 6 mila persone e circa 800 minori. Un presidio educativo prossimo qui sarebbe davvero necessario.

Una scuola qui ridurrebbe le difficoltà di spostamento e contribuirebbe ad abbassare l'alto tasso di dispersione scolastica. Sono tanti i minori che non frequentano la scuola dell'obbligo e tanti gli adulti che, non avendolo assolto, firmano con la "x", restando così esclusi. Per esempio non possono prendere la patente.

Da qui la necessità del nostro servizio del taxi sociale con il quale abbiamo anche fatto fronte, nonostante il servizio sia nato per altre finalità, a problemi di mobilità legati alla scuola.

Dunque riteniamo la scuola necessaria qui ad Arghillà. E non solo per l'età scolare. Occorrerebbe anche una lezione serale. Siamo pronti a destinare una consistente porzione della nuova progettualità da mettere a punto per i prossimi anni, proprio per investimenti di carattere educativo al suo interno, se riaprisse », ha sottolineato Laura Cirella, responsabile del progetto Fata Comunità che la scorsa settimana ha restituito una nuova vita all'impianto sportivo all'aperto di Modenelle.

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Per ora, tuttavia, resta solo una struttura in disuso, lo scorso anno già vandalizzata e privata degli infissi evidentemente destinasti al mercato nero . Una struttura che rischia di diventare un altro scheletro, come lo scenario mai entrato in funzione, nel tempo derubata di tutto e oggi una discarica a cielo aperto.