Educativa sportiva di strada, Paolo Cicciù racconta la missione del Csi “in campo” con i giovani
VIDEO | Ospite del format negli studi del Reggino.it, lo storico e appassionato presidente del centro sportivo Italiano di Reggio illustra le tante sfide abbracciate nel segno dello sport che aggrega e rigenera persone e spazi
«Non spettatori in tribuna ma in campo accanto ai ragazzi», per vincere quella che non è soltanto la loro partita di riscatto da emarginazione e trascorsi difficili ma anche la nostra partita per una comunità libera e inclusiva. Questo l'approccio scelto dal Centro sportivo Italiano che a Reggio da tempo si avvale della storica e dinamica guida di Paolo Cicciù.
Ospite negli studi del Reggino.it, del format A tu per tu, Paolo Cicciù ha illustrato le tante progettualità sportive in atto sul territorio per contrastate la marginalità sociale dilagante soprattutto, ma non solo, nelle periferie.
Sport, educazione e cambiamento
«Lo sport per noi è lo strumento e non il fine. Attività sportive, campionati in tante discipline e percorsi formativi come ponti, come strumenti educativi, capaci di generare cambiamento e indicare strade di vita diverse e migliori.
In questi anni abbiamo operato nei quartieri più difficili portando a casa risultati non solo in termini sportivi con titoli nazionali, ma soprattutto in termini di rigenerazione urbana e sociale.
Spazi sono tornati alla fruizione collettiva, riscattati da degrado e abbandono. È il caso del campetto di calcio a Modenelle ad Arghillà, quartiere nel quale ci siamo messi accanto alle tante realtà che già operavano e abbiamo dato il nostro contributo.
Il percorso di restituzione del campo di Modenelle è iniziato anni fa, con guida del capitano di eccezione, il procuratore Stefano Musolino, che ha sempre creduto, con noi, che quello fosse molto più che un campo di calcio da sgomberare dalle carcasse di auto. La sua bonifica ha consentito di creare altre opportunità di rigenerazione. È l'esempio di come lo sport possa essere anche uno strumento di prevenzione.
Crediamo molto nell'educativa sportiva di strada affinché i ragazzi si riapproprino, giocando, degli spazi che spesso sono abbandonati. Anche in questo caso i risultati sono stati concreti e non teorici. Stesso possiamo dire del campo del rione Marconi e di altri spazi. Proprio in occasione della scorsa giornata internazionale dell'Infanzia abbiamo presentato la prima mappa interattiva. degli spazi sportivi di strada. La nostra idea è quella di animare la città attraverso lo sport. Da qui anche la nascita di polisportive, come Arghillà a colori, importanti esperienze di crescita».
Persone e spazi che rinascono
Spazi che, accogliendo i giovani, attraverso la restituzione al gioco e alla dimensione sociale e di strada hanno ritrovato una loro dignità. Spazi che sono parte integrante di quel percorso di partecipazione di cambiamento in cui tanti ragazzi, giocando e vivendo questo come un diritto garantito, crescono e rigenerano sè stessi e le loro prospettive.
Lo sport e la giustizia riparativa
Una importante sfida è anche quella in tema di giustizia riparativa con il coinvolgimento di giovani e adulti in messa alla prova, istituto che sospende il procedimento penale per reati di minore allarme sociale.
«Cinque anni fa, 36 minori impegnati in percorso di animatori nei nostri progetti fino ad arrivare oggi, in convenzione con il Tribunale e l'Udepe a coinvolgere oltre 100 persone tra i 18 -19 anni ai 60 anni senza distinzione di alcun tipo. Professionisti e disoccupati, italiani e stranieri, accomunati dalla passione per lo Sport, che in strada o nei palazzetti hanno dato e danno un contributo importante.
Esperienze bellissime che oggi vedono molti ragazzi essere diventati a loro volta educatori e custodi silenziosi di spazi comuni della città», ha concluso Paolo Cicciù, presidente del centro Sportivo italiano di Reggio Calabria, annunciando per aprile una iniziativa in sinergia con altre realtà che porterà a Reggio alcuni bambini di una polisportiva libanese. Un'esperienza di aggregazione, inclusione e solidarietà di grande respiro e profondità.
«Il Csi di Reggio – ha annunciato altresì – impegnato in tanti campionati in molte discipline, difende anche un titolo nazionale con la pallacanestro Rhegion e si è candidato in questo 2026 a ospitare le finali nazionale del campionato».