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28/10/2026 ore 08.01
Società

Enov-Atam, rapporti interrotti dopo 12 anni di collaborazione. La Odv: «Attendiamo risposte, noi pronti al confronto»

L’associazione “I Falchi dello Stretto” denuncia l’assenza di un confronto istituzionale dopo l’interruzione delle attività del 29 giugno

di Redazione

Dodici anni di servizio presso ATAM e, dopo l’interruzione del 29 giugno scorso, mesi di richieste rimaste senza il confronto istituzionale domandato. È quanto denuncia ENOV – “I Falchi dello Stretto” O.d.V., che torna a chiedere una risposta sulla propria vicenda e sulle conseguenze per l’Ente e le persone coinvolte.

«Da luglio abbiamo scritto, sollecitato e atteso. Alle nostre comunicazioni si sono aggiunti gli interventi della CGIL. Eppure continuiamo ad aspettare un incontro e una risposta nel merito», dichiara il Presidente Nazionale ENOV, Salvatore D’Amico.

«Non chiediamo favori. Chiediamo risposte su fatti precisi e richieste documentate. Se le nostre ragioni non sono condivise, ci venga spiegato perché. Se un incontro non si vuole concedere, lo si dica chiaramente. Lasciare tutto senza riscontro non risolve nulla e rende ancora più pesante una situazione già difficile».

Le richieste di confronto sono state rivolte al Sindaco anche in relazione al suo ruolo di Presidente dell’Assemblea dei soci ATAM. ENOV sottolinea che il servizio svolto per dodici anni e le conseguenze della sua interruzione meritano attenzione da parte dell’Amministrazione, nell’ambito delle sue competenze.

«Dietro le PEC ci sono persone, famiglie e anni di impegno. La correttezza istituzionale si misura anche nella capacità di ascoltare chi porta un problema scomodo. Una risposta può essere favorevole o contraria: deve però esserci un’assunzione chiara di posizione. Non è accettabile che, per ottenere ascolto, un’associazione debba continuare a inseguire le istituzioni per mesi».

ENOV si rivolge ora al Vicesindaco, facendo appello alla sua sensibilità giuridica e istituzionale affinché favorisca l’esame delle istanze e l’apertura di un confronto con la Presidenza dell’Ente e le rappresentanze sindacali.

«Chiediamo al Vicesindaco di contribuire a sbloccare questa attesa. Non servono rassicurazioni generiche: servono una risposta scritta e una data per incontrarsi. Il tempo trascorso non cancella le domande che abbiamo posto».

L’Ente conferma la propria disponibilità al dialogo e si riserva di tutelare le proprie ragioni nelle sedi competenti.

«Continueremo a esporre i fatti con fermezza e rispetto. Il rispetto delle istituzioni, però, non ci impone di tacere quando le nostre richieste restano senza risposta», conclude D’Amico.