Eroi sui binari: Melito di Porto Salvo ricorda i due ferrovieri che salvarono la città nel 1943
Un gesto di straordinario coraggio, per decenni rimasto nell'ombra, continua a vivere nella memoria collettiva della comunità melitese grazie alle iniziative di commemorazione locali.
Ci sono storie di eroismo quotidiano che la grande Storia spesso rischia di dimenticare, ma che le comunità locali custodiscono con orgoglio. È il caso di del Capostazione Titolare Filippo Ferrigno e del Deviatore Capo Fortunato Orlando che nell'estate del 1943, durante una delle fasi più drammatiche della Seconda Guerra Mondiale, salvarono l'abitato di Melito di Porto Salvo da un’imminente catastrofe, sganciando un vagona carico di esplosivi per allontanarlo dalla stazione e dal vicino ospedale, prima che un incendio in corso potesse farlo esplodere.
Per rendere omaggio al loro supremo senso del dovere e al loro altruismo, la cittadinanza, l'Associazione culturale Pilati 2023 e le istituzioni locali hanno promosso un'iniziativa ed apposto una targa in memoria dei due eroi.
La Presidenza del Consiglio Regionale ha concesso il patrocinio morale ed economico e per questo l'Associazione promotrice ha ringraziato pubblicamente l'on. Giacomo Crinò, vicepresidente dell'assemblea legislativa calabrese, ma anche il Comune di Melito di Porto Salvo che ha concesso il patrocinio ed RFI che ha autorizzato l'affissione della targa all'ingresso della stazione.
L'iniziativa, tenutasi giorno 11 agosto, introdotta e moderata da Federico Curatola, ha visto la partecipazione di autorità civili e militari, quali l'Amministrazione Comunale di Melito, con il Sindaco Tito Nastasi, la vicesindaco Daniela Demetrio, la Presidente del Consiglio Comunale Serena Minicuci e diversi consiglieri comunali. Sono intervenuti anche la Consigliera Regionale Daniela Iiriti e del Consigliere Metropolitano Pierpaolo Zavettieri.
Il dibattito è stato animato dal Circolo Meli, che ha proiettato un cortometraggio che ripercorre gli avvenimenti bellici di quella tragica estate, nonchè dal contributo storico di Peppe Toscano, Gianfranco Calabrò e Pasquale Pizzi.