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28/10/2026 ore 11.33
Società

«Frammenti d’Acqua Madre», il porto di Roccella diventa un libro di storia a cielo aperto

Un’opera monumentale che unisce arte, memoria e formazione. Protagonisti gli studenti del Polo Liceale, impegnati in un progetto di arte pubblica destinato a raccontare l’identità della Costa dei Gelsomini

di redazione

Trasformare un muro in un racconto collettivo, la ceramica in memoria e la scuola in protagonista della vita culturale del territorio. È questa la sfida di Frammenti d’Acqua Madre, il progetto nato dalla collaborazione tra il Porto delle Grazie di Roccella Ionica e il Polo Liceale ‘‘Zaleuco- Oliveti- Panetta- Zanotti’’ di Locri, che punta a trasformare una grande superficie muraria portuale in un’opera d’arte pubblica dedicata alla storia e all’identità della Locride.

Presentato il 20 ottobre 2026 al Polo Liceale, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, il progetto nasce da una visione condivisa: fare del porto non soltanto un’infrastruttura turistica, ma anche un luogo di cultura, capace di custodire e trasmettere la memoria del territorio. All’incontro hanno preso parte l’assessore regionale Eulalia Micheli, con deleghe all’Istruzione, allo Sport e alle Politiche per i giovani, il sindaco di Roccella Ionica Vittorio Zito, rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia Costiera, insieme al presidente del Rotary Club di Locri, Roberto Trimboli. Presenti la Dirigente Scolastica Carmela Rita Serafino, l’amministratore del porto Vasco De Cet e i docenti e gli alunni del Polo Liceale, che hanno contribuito, in particolare quelli del Dipartimento artistico, a tradurre questa ambiziosa idea in un percorso concreto di formazione e produzione artistica.

Un sostegno significativo arriva dal Rotary Club Locri, soggetto promotore e sostenitore del progetto, che, attraverso il presidente Roberto Trimboli, ha manifestato la propria disponibilità sin dall’inizio del percorso, prevedendo lo stanziamento di 5000 euro di fondi destinati a borse di studio per gli studenti più meritevoli, per l’intero triennio di sviluppo dell’iniziativa. Un impegno che rafforza la valenza formativa del progetto e riconosce il merito, la dedizione e il talento dei giovani coinvolti. Le dimensioni dell’intervento restituiscono immediatamente la portata della sfida: circa 600 metri lineari di muro, per un’altezza di circa 2,5 metri, e una superficie complessiva da decorare di circa 1.500 metri quadrati. Non una semplice decorazione, dunque, ma un’opera collettiva destinata a intrecciare linguaggi artistici, competenze tecniche e ricerca storica.

Il progetto si distingue anche per la scelta dei materiali e delle tecniche. Il racconto visivo prenderà forma attraverso mosaici realizzati con piastrelle di ceramica, elementi a rilievo in argilla e dettagli in metallo, frutto delle competenze sviluppate nei laboratori scolastici. Piastrelle colorate, rigorosamente made in Italy, saranno rotte, tagliate e assemblate per comporre le immagini della storia; l’argilla verrà plasmata e i metalli incisi dalle mani degli studenti calabresi, dando vita a un percorso narrativo in cui la luce del mare dialogherà con la materia e con le testimonianze del passato.

Dalle radici della Magna Grecia e da Locri Epizefiri, con i suoi miti e i suoi filosofi, attraverso l’età romana e il Medioevo, fino alle testimonianze legate alla famiglia Carafa e alla contemporaneità, il progetto si propone di raccontare le stratificazioni culturali che hanno contribuito a definire l’identità della Costa dei Gelsomini. Le immagini saranno accompagnate da contenuti storici fruibili anche attraverso totem informativi e QR Code, con un percorso pensato per raggiungere cittadini e visitatori italiani e stranieri.

Determinante sarà il coinvolgimento dell’intero Polo Liceale. Gli studenti del triennio del Liceo Artistico saranno impegnati nell’ideazione e nella realizzazione dei bozzetti; un gruppo trasversale di alunni potrà occuparsi della grafica e della digitalizzazione, utilizzando strumenti professionali e tecnologie digitali. Tutti gli studenti potranno partecipare alle attività di realizzazione del mosaico, mentre al Liceo Classico spetterà il compito di approfondire le fonti e sviluppare i contenuti storico-culturali e ai Licei Scientifici quello di tradurre nelle varie lingue tale lavoro. Il progetto assume così una precisa valenza didattica e orientativa, integrando saperi umanistici, scientifici e artistici in un’esperienza concreta di collaborazione. Le attività pomeridiane potranno essere riconosciute nell’ambito dei percorsi formativi previsti dalla scuola, compresi quelli di formazione scuola-lavoro, secondo le modalità organizzative e didattiche stabilite dall’istituto.

L’avvio operativo è stato formalizzato il 6 febbraio 2026 con la firma della convenzione con l’ente committente. Alle spalle vi sono già 300 ore di attività preparatorie e operative, dedicate anche alla complessa organizzazione dei laboratori, alla gestione e allo stoccaggio dei materiali, alla pianificazione delle lavorazioni e alla progettazione di 100 metri dell’opera. La presentazione del 20 ottobre ha rappresentato un momento di condivisione della visione e degli obiettivi di un progetto che richiede collaborazione, continuità e partecipazione. Negli interventi istituzionali è emerso il valore della sinergia tra enti e scuola, insieme alla necessità di superare una concezione esclusivamente territoriale dei luoghi: la bellezza e il patrimonio culturale appartengono a una comunità più ampia dei confini amministrativi. Frammenti d’Acqua Madre affida così ai giovani un compito che va oltre l’apprendimento delle tecniche artistiche: contribuire a rendere visibile la storia della propria terra e a trasmetterla a chi arriverà dal mare. Il porto diventerà un luogo in cui la scuola incontra la comunità e in cui il sapere si traduce in un’opera destinata a essere vissuta quotidianamente.

Per gli studenti, ogni tessera sarà un frammento di storia; per il territorio, l’occasione di riconoscersi in un racconto condiviso. Perché quando la formazione incontra la cultura e le istituzioni lavorano insieme, anche un muro può trasformarsi in una porta aperta sulla memoria e sul futuro della Locride.