Furto ai danni del progetto Fata ad Arghillà: «La nostra rigenerazione non si arresta ma le Istituzioni devono dare risposte adeguate ai problemi complessi del quartiere»
Forte l’appello lanciato dalla rete che da due anni e mezzo, nel difficile quartiere della periferia nord di Reggio, ha realizzato, con i fondi dell’8xmille della chiesa Valdese, interventi di rigenerazione urbana e sociale. Ripartito il cantiere della Cer interessato dal furto nei giorni scorsi
Il progetto Fata Arghillà continua a coltivare il bello che esiste, anche e soprattutto dove tanti sono i problemi annosi ed irrisolti. Così nel tormentato quartiere di Arghillà sta nascendo la comunità Energetica Rinnovabile (Cer) Solidale. La prima della Calabria e una tra le 10 in Europa che stanno ricevendo assistenza tecnica dall’Unione Europea. Essa valorizza, nel cuore tormentato della periferia nord della città di Reggio, il sole che batte e il vento delle Stretto che naturalmente spira.
Si tratta di un altro dei progetti innovativi e rigenerativi messi in campo dal progetto Fata ad Arghillà, con i fondi dell’8xmille della chiesa Valdese. Purtroppo, però, il cantiere relativo all’ultima sezione posizionata nella piazzetta di Arghillà, oggi stesso tornato già a regime, la scorsa settimana ha subito un grave furto.
«È il nostro “ecosistema Fata Comunità”: un modello unico e circolare, democratico, egualitario, solidale. Non ci fermeremo. Nemmeno per prendere la rincorsa. Per questo – ha dichiarato Laura Cirella, responsabile del progetto Fata Arghillà - anche dopo il danno subito ripartiamo ma ribadendo al Sindaco e al Prefetto di Reggio e a tutte le istituzioni locali e nazionali che Arghillà ha bisogno di Voi. “Non ignorate il nostro sforzo, non ignorate la richiesta di aiuto di una comunità che vuole vivere nella normalità”. Noi continueremo ad esserci sempre, accanto alle istituzioni e accanto alle persone, continueremo con la nostra azione di rigenerazione con la forza delle nostre reti. Ma le Istituzioni e lo Stato devono essere presenti e vigili con risposte adeguate ai problemi complessi che come tali vanno affrontati perchè registriamo una perdurante e non più tollerabile carenza di controllo, presidio e intervento da parte delle istituzioni competenti, ai diversi livelli.
A TU PER TU | Laura Cirella racconta il progetto Fata Comunità: rigenerazione urbana, infrastrutturazione sociale e relazioni per la rinascita di Arghillà - VIDEOQuello che abbiamo costruito in questi due anni e mezzo è frutto di uno sforzo corale di tante organizzazioni che hanno scelto di superare singole diversità per mettersi in rete e stare insieme. Ma ora è il momento che le Istituzioni facciano la loro parte, perché da soli non possiamo fronteggiare le complesse problematiche di Arghillà, che non può essere abbandonata e lasciata sola. Noi continueremo con le nostre azioni e non ci fermeremo. Da oggi la Cer Solidale Fata Arghillà è tornata pienamente in funzione». È stato ribadito con forza da Laura Cirella, responsabile del progetto Fata Arghillà, questa mattina in occasione della conferenza stampa convocata presso il polo sanitario di Prossimità, a poche decine di metri dal cantiere nel quale ha già ripreso a lavorare la ditta che nei giorni scorsi ha subito il furto di materiale per un valore di sei mila euro.
Con lei a ribadirlo c’erano tutti i componenti della rete coordinata dal consorzio Ecolandia e composta da Ace Medicina Solidale, Azimut Aps, Associazione Fare Eco, Coordinamento di quartiere di Arghillà e Csi Reggio Calabria che sta realizzando il progetto Fata.
Presenti stamattina per esprimere solidarietà e vicinanza, Marica Brinzi per Libera Reggio Calabria, Caterina Iacopino e Luciana Amato per Udi, Mario Nasone per Agape, Giuliano Quattrone, Giulia Melissari, Piero Milasi, Don Emmanuel e la cooperativa Collina del Sole. Era presente anche la Ditta 2Effe di Filippo Foti che ha subito denunciato il furto, che è rimasta, che oggi è già tornata al lavoro.
Le dichiarazioni
«Prendiamo atto che in tutti questi anni non c'è stata sufficiente attenzione da parte delle istituzioni locali, del resto il quartiere parla da solo. Un anno e mezzo fa la Prefetta ci aveva convocati tutti per chiedere che costituissimo un Patto per Arghillà, noi lo abbiamo fatto, ci siamo messi in rete, ma non siamo più stati convocati. Infine, attendiamo impegni chiari e concreti anche dall'attuale Amministrazione con la quale siamo pronti a interloquire per continuare la nostra azione ma avendo a fianco le Istituzioni», ha rimarcato Giuseppe Minniti, presidente di Ecolandia.
«Abbiamo incontrato la vicesindaca Arena, abbiamo rappresentato i problemi di Arghillà. È urgente avanzare sulla questione delle regolarizzazioni Aterp. Il 70% degli abitanti di Arghillà in questo momento sono abusivi», ha evidenziato ancora Rosetta Melidoni, Coordinamento di Quartiere di Arghillà richiamando un altro dei profili di grande complessità di questo quartiere.
Arghillà, la complessa operazione dello sgombero del comparto 6 tra legalità da ristabilire e diritti da riconoscere«Il benessere delle persone è dato da una complessità di fattori, anche ambientali. Per questo la Cer Solidale Fata Arghillà può giocare un ruolo determinante per il quartiere perché produce energia pulita, perché attiva meccanismi mutualistici virtuosi, perché genera utili che possono essere reinvestiti in servizi di prossimità e in ulteriori interventi di rigenerazione e aumento del verde pubblico per abbassare la temperatura urbana, perché contrasta la povertà energetica. Sono migliaia le persone che stanno morendo a causa del caldo, l'aria condizionata sarà sempre più un lusso, noi dovremo preoccuparci anche di garantire benessere a chi non potrà garantirsi questo lusso», ha sottolineato Lino Caserta, presidente della Cer Fata Arghillà e di Ace Medicina Solidale.
«La particella 1392, concessa in comodato d’uso gratuito al Consorzio Ecolandia per la realizzazione di una delle sezioni della Cer Fata Arghillà, è costantemente invasa e circondata da pneumatici, materassi, elettrodomestici e altri rifiuti ingombranti, frutto di continui abbandoni abusivi. Chiediamo l’installazione urgente di un sistema di videosorveglianza capace di monitorare costantemente le aree maggiormente esposte, insieme a un’azione continuativa di prevenzione, controllo e severa repressione dei comportamenti illegali, a partire dallo sversamento abusivo dei rifiuti e dai reati contro il patrimonio», ha sottolineato la rete segnalando nel dettaglio le criticità.
Ad Arghillà con la Cer una grande opportunità per il territorio
In particolare la produzione di energia pulita viene messa anche a disposizione dei servizi che dovrebbero essere garantiti dal Comune, portando luce nei comparti. Il buio favorisce quelle zone d'ombra in cui si annidano e si rinsaldano quelle dinamiche criminali che attanagliano il quartiere. Dunque portare la luce diventa un atto di responsabilità per garantire sicurezza.
«Tutta l’energia prodotta dalla Cer sarà consumata per l’illuminazione pubblica dei 90 pali che abbiamo posizionato nei mesi scorsi tra i comparti Aterp, dell’ecocompattatore che già produce da mesi plastica pulita e pronta al riciclo, e dell’impianto di recupero dell’acqua piovana dal quale già in questi giorni di rubinetti secchi alcune famiglie del Comparto 3 si stanno approvvigionando. Fatti, non parole. Concretezza.
Tutte queste cose – ribadisce la rete del progetto Fata Arghillà - esistono e resistono e resteranno ad Arghillà: gratuitamente e al servizio di tutte e tutti. Per questo il furto che abbiamo subito e che abbiamo prontamente denunciato è stato un furto alla comunità. Noi il nostro compito come organizzazioni sociali l’abbiamo svolto ma ora chiediamo alle Istituzioni di fare la loro parte».
Un’occasione anche per rilanciare un appello a contribuire anche perché questa asse progettuale energetica non si esaurisce qui. Il rafforzamento degli impianti fotovoltaici e della comunità energetica già attivata, grazie anche a un partenariato con il comune di Santo Stefano in Aspromonte, è tra le azioni cruciali della nuova progettualità, spalmata fino al 2030, targata Fata Arghillà sempre con i fondi dell’8xmille della chiesa Valdese.
«Tutti possono aderire alla Cer Fata Arghillà, sia chi ha impianti come prosumer sia chi non ne ha come semplice consumer. Più condividiamo energia più la Cer potrà diventare forte e generare utili da reinvestire nella comunità, contrastare la povertà energetica, offrire servizi gratuiti come il trasporto del taxi pulmino».
L’appello alle Istituzioni
Torna, dunque, a invocare una presenza più concreta delle istituzioni e controlli adeguati ad un quartiere segnato da illegalità diffuse la rete del Progetto Fata Fuoco, Acqua, Terra, Aria…Comunità, con il sostegno dei fondi Otto per mille della Chiesa Valdese, da circa due anni, accanto alla cittadinanza perbene residente ad Arghillà, impegnata concretamente in iniziative di rigenerazione sociale e urbana nel difficile e abbandonato quartiere nord della città di Reggio Calabria.
La rete del progetto Fata, torna a sottolineare che senza una squadra in cui anche le Istituzioni siano parte attiva, come è doveroso che sia, alcun cambiamento potrà mai essere innescato con la prospettiva di essere duraturo e risolutivo delle ferite di questa zona della città calabrese dello Stretto.
Nuova vita all'impianto sportivo di Modenelle ad Arghillà: un altro benefico tocco di Fata ComunitàLo aveva già fatto lo scorso aprile in occasione della riqualificazione del campetto di Modenelle, adesso polivalente e nuovamente fruibile e torna a farlo ora che il cammino intrapreso dal progetto Fata, nutritosi come elemento necessario e qualificante del coinvolgimento della grande parte della comunità di Arghillà che vuole vivere meglio, ha subito un durissimo colpo.
«Si tratta del primo atto del genere, dopo circa due anni di attività, ma non per questo meno grave in un contesto in cui continuano a mancare i dovuti controlli», ha denunciato ancora la rete del progetto Fata. Continuano infatti a imperversare, indisturbate e impunite, dinamiche di affossamento e deterioramento del quartiere, prima tra tutte quella dell'abbandono di rifiuti che invadono le strade, rendendo la zona nord del quartiere, una discarica a cielo aperto. Una emergenza, che in realtà non dovrebbe essere più definita così per il carattere della sua permanenza, di carattere igienico-sanitario che non ha mai fermato o scoraggiato il progetto Fata. In questi due anni sono stati realizzati interventi e opere che hanno rigenerato zone del quartiere. Con l'azione di comunità si è sfidato quella illegale di chi continua a utilizzare il quartiere come centro di potere per l'abbandono dei rifiuti e di carcasse di auto, per lo smercio di droga e armi, per il racket delle auto rubate e degli alloggi popolari.
Arghillà, “terra sventurata che ha bisogno eroi” per rigenerare bellezza e speranzaLa solidarietà di Cannizzaro: «Qui occorre un intervento dello Stato»
Su quanto accaduto abbiamo raccolto il commento del sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro.
«Manifestiamo la massima solidarietà al progetto Fata, con la consapevolezza di quanto sia complesso operare in quel quartiere dove sono impegnato a chiedere allo Stato e al Governo delle misure ad hoc. La situazione in questo quartiere può essere risolta soltanto con un intervento dello Stato e del Governo, sotto il profilo economico e normativo, e immagino che così sarà. Non faccio mistero di avere in questi ultimi mesi portato all'attenzione del Governo nazionale la questione di Arghillà, ritenendo che dovrebbe rientrare tra le periferie attenzionato con il decreto Caivano. Già c’è lo stanziamento di 5 milioni di euro annunciato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, su mio question time quando ero deputato, che ringrazio per questo, e sui quali ci saranno a breve delle novità. Vuole essere, questo, l'inizio di un percorso di attività in sinergia con del governo nazionale e regionale per addivenire a soluzione definitiva. Sulla questione rifiuti, ripeto, non basteranno le telecamere di videosorveglianza che pure installeremo e che anche in passato ci sono state, senza che vi fossero i risultati. Occorre altro e noi ci stiamo lavorando», ha concluso il sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro.
Arghillà nord flagellata da illegalità e rifiuti, all'orizzonte (solo) tre interventi di rigenerazione urbana Il modello Caivano per “recuperare” quartieri vulnerabili e disagiati in Calabria: nessuna traccia del progetto su Arghillà