Gerace ritrova la sua bellezza: la Basilica Concattedrale torna a splendere dopo il restauro
Presentati questa mattina i lavori realizzanti nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Per il vescovo Oliva «un atto di cura verso la storia». il sindaco Lizzi: «La cooperazione tra istituzioni civili e religiose si è dimostrata un modello efficace»
Dopo un attento e significativo intervento di restauro, consolidamento e valorizzazione, reso possibile grazie ai fondi del PNRR, la Basilica Concattedrale di “S. Maria Assunta” di Gerace torna ad aprire le sue porte al culto, restituendo alla comunità un luogo identitario di fede, storia e straordinaria bellezza artistica. L'edificio è ritenuto tra i più significativi esempi di architettura bizantino-normanna della Calabria, e cuore storico-spirituale della città di Gerace e della Locride.
In un messaggio inviato il vescovo Oliva, assente alla conferenza stampa di presentazione, ha sottolineato come l'intervento non è stato solo un'operazione tecnica, «ma un atto di cura verso la storia, la cultura e la spiritualità del territorio». Le ponderate operazioni hanno permesso di preservare l'autenticità della Basilica, garantendone la stabilità strutturale e valorizzando un patrimonio che custodisce oltre un millennio di memoria comunitaria. Il vescovo ha espresso particolare gratitudine «alla comunità cristiana, che ha continuato a custodire l'amore per la Basilica anche durante il periodo di chiusura, ritrovando fiducia nella possibilità di restaurare un'opera d'arte nel rispetto della sua identità».
Nel corso della conferenza stampa che si è svolta nella Sala dell'Arazzo della Cittadella Vescovile sono stati illustrati gli interventi di messa in sicurezza realizzati, nonché i rinvenimenti archeologici di rilevante valore storico, culturale e religioso. Il Vicario Generale don Pietro Romeo riprendendo il tema della bellezza citato dal Vescovo ha sottolineato come «questa Basilica Concattedrale diventa così uno stimolo per dimostrare che è possibile nella nostra terra, per ciascuno di noi nella propria quotidianità, nella propria casa, nei propri giardini, per le nostre strade donare bellezza. Anche attraverso la riscoperta della bellezza si avvia un percorso di riscatto civile, sociale, culturale e religioso». Sono seguiti i saluti istituzionali del sindaco di Gerace Rudi Lizzi che ha sottolineato come la riapertura della Basilica Concattedrale «rappresenta un momento di profonda gioia e di grande significato per l'intera comunità di Gerace».
«In questi mesi - ha aggiunto Lizzi - abbiamo lavorato in stretta sinergia con la Diocesi di Locri-Gerace, con la Soprintendenza e con tutti i soggetti coinvolti affinché questo luogo potesse tornare ad essere pienamente fruibile, sicuro e valorizzato. La cooperazione tra istituzioni civili e religiose si è dimostrata ancora una volta un modello efficace, capace di trasformare le sfide in opportunità. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato. Continueremo a lavorare con lo stesso spirito di collaborazione per far crescere Gerace e per valorizzare ogni angolo del nostro straordinario borgo», ha concluso il sindaco.
Il Direttore dell'Ufficio Tecnico e dei Beni Culturali della Diocesi di Locri-Gerace, Giuseppe Mantella, ha ripercorso le recenti campagne di scavo archeologico (2023-2025), condotte nella cripta e nella basilica superiore, che hanno permesso di ricostruire con maggiore precisione l'evoluzione del complesso, rivelando un palinsesto architettonico le cui origini risalgono all'VIII secolo d.C.
È stata individuata la fase altomedievale del primo luogo di culto, ricavato direttamente nella roccia, successivamente inglobato e ampliato durante le diverse epoche, da quella ottoniana e normanna fino a formare l'attuale cripta-soccorpo. Tra i ritrovamenti più significativi figura un Histamenon aureo (976-1025) raffiguranti gli imperatori Basilio II e Costantino VIII, ulteriore conferma della lunga e stratificata storia del sito.
«Gli interventi strutturali - ha ribadito il direttore Mantella - sono stati progettati per rispondere alle vulnerabilità sismiche senza alterare l'identità storica dell'edificio ed hanno valorizzato le diverse fasi costruttive e reso più leggibile l'evoluzione architettonica della Concattedrale. Le navate, scandite da colonne in marmo provenienti da antichi siti locali di epoca romana, e la cripta, con il suo suggestivo intreccio di colonne millenarie, testimoniano l'incontro tra tradizione bizantina e influssi occidentali, nonché una continuità di fede lunga oltre tredici secoli». Mantella ha infine sottolineato come «la Diocesi di Locri-Gerace, storicamente punto di riferimento della spiritualità orientale in Calabria, conferma così il proprio impegno nella tutela e valorizzazione del patrimonio ecclesiastico, consegnando alla comunità una Concattedrale rinnovata e pronta a essere vissuta e custodita nel futuro».
L'architetto Giorgio Metastasio, Responsabile Unico del progetto, ha evidenziato alcuni dati importati, in particolare che l'intervento rientra tra i 256 progetti finanziati a livello nazionale e fa parte dei sette affidati alla Diocesi, individuata come Soggetto Attuatore Esterno, per un importo complessivo di 21,65 milioni di euro. Per la Concattedrale, la previsione di spesa ammontava a 6,83 milioni di euro.
A rappresentare la ditta è stato l'ingegnere Daniele Carrà che ha sottolineato come i lavori sono stati portati avanti in costante e proficua sinergia con la Diocesi di Locri-Gerace, «con cui si è instaurato un dialogo continuo e costruttivo». Questa collaborazione ha permesso di affrontare ogni fase dell'intervento «con la massima attenzione, qualità garantendo, sicurezza e fedeltà alle esigenze di tutela del patrimonio».
«Un elemento per noi fondamentale - ha aggiunto - è stato il coinvolgimento delle maestranze locali, che messe in campo hanno professionalità, dedizione e un legame autentico con il territorio. La loro partecipazione ha arricchito il progetto, trasformando un cantiere in un'esperienza condivisa e profondamente radicata nella comunità». Carrà ha concluso evidenziando ringraziando «tutti coloro che hanno contribuito a questo percorso, certi che la Concattedrale continuerà ad essere un punto di riferimento culturale e spirituale per le generazioni future».
I lavori, consegnati il 20 gennaio 2025 e conclusi il 29 dicembre 2025 nei tempi previsti, sono stati diretti dall'architetto Luigi Scaramuzzino, con la sicurezza affidata agli architetti Caterina Mazzitelli, Lucia Saccà e ingegnere Bruno Giuseppe Chirchiglia.
La cerimonia di riapertura al culto della Basilica Concattedrale si terrà domani alle ore 16.30 alla presenza del Nunzio Apostolico d'Italia e San Marino, S.E. Rev.ma Mons. Petar Rajic, che presiede la solenne celebrazione liturgica, che sarà accompagnata da cento coristi delle varie comunità parrocchiali diocesane, alla presenza di numerose autorità religiose, civili e militari, e di tutti i fedeli.