Gioia Tauro ricorda le vittime delle mafie, il sindaco, Scarcella: «Uccidere innocenti, è questo l’onore?»
L’evento promosso dall’amministrazione comunale in collaborazione con Anci Calabria si è svolto nell’ambito della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno. Un momento di riflessione sui valori della legalità, della memoria e della responsabilità civica, in contrasto a ogni forma di violenza
Il primo giorno di primavera, a simboleggiare sia la rinascita e la vita sia un percorso di impegno e speranza, in occasione della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, a Gioia Tauro si è svolta un’iniziativa che ha rappresentato un importante momento di riflessione collettiva sui valori della legalità, della memoria e della responsabilità civica, in contrasto ad ogni forma di violenza.
Nell’ambito di questa ricorrenza annuale organizzata a partire dal 1996 dalla rete di associazioni antimafia “Libera”, ieri 21 marzo, alle ore 17:00, presso la Sala Fallara si è tenuto il convegno-dibattito “Dalla Memoria all’Impegno Civile” promosso dall’amministrazione comunale in collaborazione con ANCI Calabria, Comitato Donne Gioiesi, Rotary di Club service di Gioia Tauro e Osservatorio sul diritto di famiglia.
Il sindaco della Città di Gioia Tauro e presidente di ANCI Calabria, Simona Scarcella, nel suo intervento, ha richiamato la responsabilità individuale e collettiva nel custodire la memoria e trasformarla in impegno concreto, sottolineando come il rispetto della dignità umana rappresenti il fondamento di ogni comunità civile. Il primo cittadino gioiese si è soffermata sul profondo significato dell’onore e sul valore della vita: «Mi chiedo cosa c'è di onorato nell'uccidere persone innocenti, in cosa consiste l'onore di uccidere un bambino innocente soltanto perché la mamma era l'amante di un boss che apparteneva a una cosca rivale, che cosa c'è di onorato nell'uccidere un professionista perbene, stimato, che si adoperava tutti i giorni per far crescere il proprio paese. È un ossimoro questo. Come fa una società ndranghetista a chiamarsi onorata se poi realizza queste situazioni».
L’evento ha visto la partecipazione di cittadini, istituzioni e rappresentanti del mondo associativo, confermandosi come un’importante occasione di confronto e condivisione, volta a rafforzare il senso di comunità e a promuovere una cultura della legalità basata su memoria e responsabilità.
Tra gli intervenuti: Antonio Iannello, presidente del consiglio comunale di Vibo Valentia; Valerio Ferro Allodola, ricercatore di storia della pedagogia e dell’educazione presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria; Sergio Cannatelli, sindaco di Sorianello e presidente della commissione regionale ANCI su legalità, beni confiscati, giustizia e sicurezza; Maria Astrid Fiumara, presidente della sezione di Palmi dell’ONDIF (Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia).
Nel corso dell’incontro, il sindaco ha ricordato, tra gli altri, Francesco Maria Inzitari e il dottor Luigi Ioculano, sottolineando il valore della memoria come fondamento dell’impegno civile quotidiano.